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Firmato da Napolitano il «Decreto Crescita 2.0» Ieri il Presidente della Repubblica ha emanato il DL 18 ottobre 2012, che dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta


Firmato da Napolitano il «Decreto Crescita 2.0»

Ieri il Presidente della Repubblica ha emanato il DL 18 ottobre 2012, che dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato ieri ildecreto legge 18 ottobre 2012, contenente ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, oltre ad autorizzare la presentazione alle Camere del relativo Ddl. di conversione. A riportarlo è il sito del Quirinale, nella sezione dedicata agli atti del Capo dello Stato.
Al “Decreto Crescita 2.0”, come l’ha ribattezzato il Governo nel giorno dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri (si veda “Per le start up, detrazione IRPEF pari al 19% della somma investita” del 5 ottobre 2012), manca quindi solo la pubblicazione inGazzetta Ufficiale, che, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe avvenire oggi.
Il provvedimento dovrebbe essere composto da 38 articoli e suddiviso in dieci sezioni:agenda e identità digitaleamministrazione digitale e dati di tipo aperto; agenda digitale per l’istruzionesanità digitale; azzeramento del divario digitale e moneta elettronica;giustizia digitale; ricerca, innovazione e comunità intelligentiassicurazioni, mutualità e mercato finanziario; misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start up innovative; ulteriori misure per la crescita, con disposizioni per incentivare la realizzazione di nuove infrastrutture, misure urgenti per le attività produttive, le infrastrutture e i trasporti, e i servizi pubblici locali, l’istituzione dello Sportello Unico Attrazione Investimenti Esteri, misure in materia di confidi, strumenti di finanziamento e reti d’impresa e finanziamento delle agevolazioni in favore delle imprese delle Zone Franche Urbane ricadenti nell’Obiettivo Convergenza.
Come anticipato nei giorni scorsi, con riferimento alla imprese, il decreto punta sulle start up innovative, cioè le società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del TUIR, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Tra i requisiti previsti, questo tipo d’impresa non distribuisce o non ha distribuito utili ed è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi. Per le start up, il DL prevede risorse immediatamente disponibili pari a200 milioni di euro. L’iscrizione al Registro delle imprese sarà semplificata e sarà gratuito l’intervento del Fondo di garanzia.
Per gli anni 2013, 2014 e 2015, inoltre, dall’IRPEF lorda si detrae il 19% della somma investita dal contribuente direttamente o tramite organismi collettivi di risparmio o altre società che investano prevalentemente in questo tipo di imprese. L’investimento massimo detraibile non può comunque eccedere, in ciascun periodo d’imposta, 500.000 euro e deve essere mantenuto per almeno due anni. Negli stessi periodi d’imposta stabiliti per la detrazione IRPEF, non concorre poi alla formazione del reddito dei soggetti passivi IRES, diversi da start up innovative, il 20% della somma investita nel capitale, con 1.800.000 euro quale cifra di investimento massimo deducibile in ogni periodo d’imposta.
Sono infine previste misure che introducono un regime fiscale e contributivo di favore per i piani d’incentivazione basati sull’assegnazione di strumenti finanziari e altre volte a favorire l’assunzione di lavoratori (si veda “Disciplina ad hoc per le start up innovative” dell’8 ottobre e pezzo “Deroghe per i contratti a termine nelle start up innovative” del 13 ottobre 2012).
Il decreto comprende anche una serie di norme relative all’Agenda digitale.
Tra le misure, si ricorda la previsione di un obbligo dell’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento nei confronti di P.A. e gestori di servizi pubblici. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, saranno tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito: con uno o più DM, verranno disciplinati gli eventuali importi minimi e i termini di attuazione di tale disposizione.
Per ciò che concerne le nuove infrastrutture, d’importo superiore a 500 milioni di euro, per le quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto ed è accertata la non sostenibilità del piano economico-finanziario, al fine di favorire la loro realizzazione mediante l’utilizzo dei contratti di partenariato pubblico-privato, è riconosciuto al soggetto titolare del contratto un credito d’imposta a valere su IRES e IRAP, entro il limite massimo del 50% del costo dell’investimento.
Infine, il DL stabilisce che il contratto di RC auto non potrà essere stipulato per una durata superiore all’anno e non potrà essere tacitamente rinnovato, carta d’identità e tessera sanitaria saranno “unificate” in un unico documento e i cittadini potranno comunicare un indirizzo PEC con cui comunicare con la P.A., arriverà un fascicolo elettronico sia degli studenti universitari, sia dei pazienti, per i quali diventeranno elettroniche anche la cartella clinica, le ricette e le prescrizioni mediche.

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