Passa ai contenuti principali

Tutti gli articoli

Mostra di più

Comuni alluvionati, il CNDCEC chiede una nuova proroga dei termini

Non poteva che suscitare polemiche il provvedimento con cui il Ministero dell’Economia ha deciso di interrompere la sospensione dei termini per i versamenti di tributi e contributi nelle zone colpite dalle recenti alluvioni e disporre, per i contribuenti residenti, il pagamento in un’unica soluzione entro e non oltre il prossimo 22 dicembre.
Polemiche legate suprattutto ai tempi di adozione di un provvedimento che arriva circa 10 giorni dopo aver disposto la sospensione fino al 20 dicembre (il comunicato che ne dava notizia è del  5 dicembre) e appena 5 giorni (lavorativi) prima della nuova scadenza individuata.

Abbastanza per tornare a chiedere non solo una “nuova proroga dei termini”, ma anche l’adozione di una norma che vada a regolamentare, una volta per tutte, le sospensioni degli adempimenti in campo fiscale in caso di accadimenti calamitosi. Proprio ciò che hanno fatto i rappresentanti dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che hanno raccolto e fatto propria la “richiesta di aiuto” avanzata da diversi Ordini territoriali, tra i quali Genova, Padova, Rovigo, Verona, Parma, Livorno e Piacenza.

Già, perché il decreto, reso noto con il comunicato n. 280 del 15 dicembre, non riguarda solo i Comuni della Toscana e del foggiano colpiti da alluvione in settembre, ma anche i Comuni situati in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, interessati dai medesimi fenomeni calamitosi nei mesi precedenti (si veda “Fine sospensione nei Comuni alluvionati, tributi da pagare entro il 22 dicembre” del 16 dicembre).

Entro il prossimo lunedì, dunque, bisognerà pagare la seconda rata di e (che scadeva ieri ma era stata “rimandata” nei Comuni coinvolti) e tutti gli altri adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli Agenti della riscossione e da accertamenti esecutivi che scadevano durante il periodo di sospensione.

“Auspicavamo – spiega, tramite una nota stampa, il Presidente del CNDCEC, Gerardo Longobardi – che le modalità di regolarizzazione degli adempimenti venissero pianificate al fine di rendere possibile alle popolazioni colpite dalle recenti calamità naturali di regolarizzare gradualemnte i numerosi versamenti”. Invece, probabilmente per esigenze di bilancio, si è optato per la soluzione unica per tutti i versamenti, con il risultato che, “nel giro di pochi giorni, i contribuenti che hanno beneficiato della sospensione dovranno versare cifre anche considerevoli”.

Di qui, la richiesta di una “ulteriore proroga per tutti gli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi”, oltre a quella relativa all’adozione di un testo normativo specifico per regolamentare le scadenze fiscali in casi di calamità e ridurre al minimo la difformità di trattamento riscontrata negli ultimi anni: “Siamo fortemente convinti – conclude il numero uno dei commercialisti – che occorra emenare un provvediumento normativo a regime che, in caso di eventi calamitosi, purtroppo ricorrenti nel nostro Paese, disponga automaticamente ed in modo uniforme sul territorio nazionale la sospensione di versamenti, adempimenti in materia fiscale, contributiva e di ogni altro genere in favore della popolazione colpita”.

Post popolari in questo blog

ATI e regimi agevolati: minimi e forfetari

L'accesso all'associazione temporanea di imprese non causa decadenza dal regime agevolato (minimi o forfettari) se l'associazione è di tipo verticale, ossia comporta l'autonoma responsabilità dei singoli associati nell'esecuzione dei lavori che si qualificano, quindi, come divisibili e scorporabili. La ATI, associazione temporanea d'imprese, è un'aggregazione occasionale e appunto temporanea per lo svolgimento di un'opera specifica, che si scioglie o per la mancata realizzazione dell'opera o per la sua compiuta esecuzione. Tipicamente l'ATI nasce per aggiudicarsi un'opera che i soggetti singolarmente non riuscirebbero ad espletare, come per esempio nelle gare di appalto, senza tuttavia costituire una società ad hoc. I singoli mandatari devono conferire mandato alla “capogruppo” per presentare un'offerta unica e tali contratti devono essere registrati mediante scrittura privata autenticata o atto notarile; inoltre, per regolare i rapporti ...

Novità nel quadro RS del modello REDDITI SC 2025

 Novità nel quadro RS del modello REDDITI SC 2025 1. Introduzione dei nuovi righi RS45A e RS48 RS45A: dedicato alle perdite d’impresa non riportabili. RS48: dedicato ai dati infragruppo (perdite ed eccedenze di interessi passivi). 2. Perdite non riportabili (rigo RS45A) Nuova disciplina: art. 84 comma 3 TUIR, modificato dal DLgs. 192/2024. Limitazioni al riporto delle perdite: Si applicano se: Viene trasferita la maggioranza dei diritti di voto. Cambia l’attività principale esercitata. Le perdite soggette a limitazione sono quelle: Al termine del periodo d’imposta precedente al trasferimento. O al termine del periodo d’imposta in corso, se il trasferimento avviene nella seconda metà. Condizioni per il riporto: Superamento del test di vitalità. Limite quantitativo: patrimonio netto (valore economico o contabile), depurato dei versamenti effettuati nei 24 mesi precedenti. Esempio pratico: Se una società con perdite pregresse trasferisce il controllo nella seconda metà del 2024, le pe...

Obbligo di Polizza Catastrofale per Immobili Locati: Dubbi e Interpretazioni

Tra 20 giorni scade il termine per le imprese di stipulare polizze assicurative a copertura dei danni causati da calamità naturali (terremoti, alluvioni, frane, ecc.), come previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023). Tuttavia, uno degli aspetti più controversi riguarda l’obbligo di assicurazione per gli immobili locati: chi deve stipulare la polizza, il proprietario o il conduttore ? Il Problema L’articolo 1, comma 101 della L. 213/2023 fa riferimento all’art. 2424 del Codice Civile, che elenca le immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati, impianti, macchinari) da assicurare. La norma sembrerebbe applicarsi solo ai beni di proprietà dell’impresa, lasciando dubbi su chi debba assicurare gli immobili locati. Tuttavia, il DL 155/2024 (convertito in L. 189/2024) e il DM 18/2025 precisano che l’obbligo assicurativo riguarda i beni “a qualsiasi titolo impiegati” per l’attività d’impresa , inclusi quindi quelli in locazione. Questo implica che il conduttore (l’impresa che ut...