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Estensione dello split payment a tutte le controllate dalla P.A.


/ REDAZIONE Sabato, 14 ottobre 2017
5-6 minuti

Il DL fiscale prevede anche la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA per il 2018

Fra le novità inserite nel decreto fiscale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, emergono anche l’estensione dell’ambito applicativo dello split payment a una più vasta platea di società controllate da pubbliche amministrazioni, nonché la “sterilizzazione” degli aumenti delle aliquote IVA.

Le disposizioni in materia di split payment contenute nel provvedimento, e finalizzate al contrasto all’evasione fiscale, dovrebbero applicarsi a partire dal 1° gennaio 2018.
A tal proposito, si ricorda che lo speciale meccanismo di assolvimento dell’IVA, previsto dall’art. 17-ter del DPR 633/72 riguarda, a partire dal 1° luglio 2017:
- le pubbliche amministrazioni soggette all’obbligo di fatturazione elettronica (art. 1 comma 2 della L. 196/2009);
- le società controllate dallo Stato o dagli enti territoriali e le società controllate da queste ultime;
- le società quotate incluse nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana.

Il decreto fiscale andrebbe a sostituire il comma 1-bis della disposizione in parola, prevedendo (secondo quanto indicato dalla rubrica della norma) l’estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla Pubblica Amministrazione.
In tal modo, lo split payment dovrebbe applicarsi anche alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:
- enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona;
- fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%.
Verrebbero aggiunte, a tal fine, le nuove lettere 0a) e 0b) all’art. 17-ter comma 1-bis del DPR 633/72.

Inoltre, le successive lettere da a) a d) subirebbero modifiche significative, al fine di ricomprendere nella disciplina dello split payment le società controllate direttamente o indirettamente da qualsiasi amministrazione pubblica e quelle partecipate per una quota non inferiore al 70% da qualsiasi amministrazione pubblica o società assoggettata allo split payment.
Nello specifico, in base alla bozza di decreto, lo split payment troverebbe applicazione per:
- le società controllate di fatto direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri, ai sensi dell’art. 2359 comma 1 n. 2) c.c.;
- le società controllate di diritto (art. 2359 comma 1 n. 1) c.c.), direttamente o indirettamente, dai seguenti soggetti: amministrazioni pubbliche soggette alla fatturazione elettronica obbligatoria, enti e società di cui alle lettere precedenti (enti pubblici economici, fondazioni partecipate al 70%, società controllate di fatto dallo Stato), ovvero società di cui alla successiva lettera c) dell’art. 17-ter comma 1-bis del DPR 633/72 modificato.

La lettera c), inoltre, ricomprenderebbe nello split payment le società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale pari o superiore al 70%, dagli enti e società elencati ai punti precedenti (amministrazioni pubbliche, nonché enti e società di cui alle lettere 0a), 0b), a) e b).
Anche la lettera d) dell’art. 17-ter, che stabilisce l’applicazione dello split payment per le società quotate, verrebbe modificata, precisando che sono soggette allo speciale meccanismo le società quotate nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana, purché identificate agli effetti dell’IVA.

Le nuove disposizioni, la cui attuazione sarà demandata ad apposito decreto del MEF da emanarsi entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale, troverebbero applicazione con riferimento alle operazioni per le quali viene emessa fattura a partire dal 1° gennaio 2018.

Per quanto concerne, infine, la “sterilizzazione” degli aumenti delle aliquote IVA, dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri diffuso ieri si evince che l’innalzamento delle aliquote previsto per il 2018 (dal 22% al 25% per l’aliquota ordinaria e dal 10% all’11,5% per l’aliquota ridotta) sarà completamente neutralizzato grazie alle misure che saranno adottate con la prossima legge di bilancio.

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