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In arrivo il nuovo calendario fiscale, studi di settore ancora per un anno


/ REDAZIONE Sabato, 16 dicembre 2017
5-7 minuti

Ridisegnate le principali scadenze, mentre gli indici di affidabilità fiscale si applicheranno dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018

Cambia il calendario fiscale e slitta di un anno l’addio agli studi di settore, per effetto di una serie di emendamenti al Ddl. di bilancio approvati ieri.
La Commissione Bilancio della Camera, che nel weekend dovrebbe chiudere i lavori, in tempo per l’Aula, dove il provvedimento dovrebbe approdare martedì prossimo, si è infatti concentrata sul pacchetto fiscale.

Hanno ottenuto il via libera tre proposte di modifica che interverrebbero sulle principali scadenze, spostando il termine: dal 31 luglio al 31 ottobre, per il modello 770; dal 30 settembre al 31 ottobre per i modelli REDDITI e IRAP; dal 16 al 30 settembre per lo spesometro.
Inoltre, per quanto riguarda la precompilata, sarebbe stato fissato il termine unico del 23 luglio: come ha spiegato Michele Pelillo (Pd), tra i firmatari di uno degli emendamenti approvati, “avevamo una doppia scadenza cioè il 23 luglio, che era il termine conclusivo, e il 7 luglio che doveva vedere la trasmissione dell’80%: viene cancellata la scadenza del 7 luglio e rimane la data unica del 23 luglio”. Il 770, poi, “era quasi ogni anno soggetto a proroghe perché si accavallava con altre scadenze: a regime lo spostiamo dal 31 luglio al 31 ottobre di ciascun anno”. La prima rata dello spesometro passa dal 16 al 30 settembre e di conseguenza, per evitare l’accavallamento di adempimenti, i modelli di dichiarazione REDDITI e IRAP slittano al 31 ottobre.

Si tratta, ha sottolineato Pelillo, della modifica “di cinque scadenze più importanti del calendario fiscale”, cosa che “creerà una maggiore agibilità da parte dei professionisti e metterà ciascuno nella possibilità di adempiere con maggiore serenità e con un ordine migliore agli obblighi fiscali”.

La Commissione ha poi dato il via libera all’emendamento che dispone il rinvio di un anno degli indici di affidabilità fiscale (ISA), che in base a quanto disposto dall’art. 9-bis del DL 50/2017, avrebbero dovuto sostituire i corrispondenti studi di settore a decorrere dal periodo d’imposta 2017 (modello REDDITI 2018).
La proposta prevede infatti che, al fine di assicurare a tutti i contribuenti un uniforme trattamento fiscale e di semplificare gli adempimenti dei contribuenti e degli intermediari, gli ISA si applichino a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Oltre a un rafforzamento del ruolo della SOSE in vista della fatturazione elettronica, un’altra proposta approvata introdurrebbe un nuovo credito d’imposta, ribattezzato “tax credit creatività”, inserito nel pacchetto culturale.
Sarebbe così definita per legge l’impresa culturale e creativa, cui andrebbe un credito d’imposta del 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti creativi.
Il nuovo bonus verrebbe concesso nei limiti delle risorse disponibili, 500 mila euro per il 2018 e un milione l’anno per il 2019 e 2020.

Tra le imprese culturali e creative dovrebbero essere ricomprese “tutte le imprese o i soggetti che svolgono attività stabile e continuativa con sede in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo, purché siano soggetti passivi di imposta in Italia e abbiano, quale oggetto sociale, in via prevalente o esclusiva, l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati”.

Attesi gli aggiustamenti sulla web tax

Sul fronte fiscale, sono comunque ancora attese le annunciate modifiche sulla web tax. In merito, commentando l’accertamento con adesione siglato con l’Agenzia delle Entrate, in virtù del quale Amazon pagherà nel complesso 100 milioni di euro, il presidente della Commissione Bilancio e relatore del Ddl. Francesco Boccia, a margine dei lavori di ieri, ha assicurato: “Domani (oggi, ndr) presenterò un pacchetto del relatore, insieme a un nuovo pacchetto del Governo, partendo dagli aggiustamenti alla web tax, per la quale va rafforzata la stabile organizzazione, e altre misure legate all’impatto del digitale sull’economia”.

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