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Per il professionista che fattura 65.000 euro stimate meno tasse per 12.600 euro


/ Enrico ZANETTI Venerdì, 16 novembre 2018
5-6 minuti

Il dato nella simulazione del CNDCEC, riferita all’iscritto a un Albo che opta per il forfetario con flat tax al 15%, con tale fatturato e senza costi

Arriva a 12.675 euro il risparmio fiscale che può conseguire un libero professionista iscritto ad un Albo con fatturato di 65.000 euro e zero costi di struttura, in quanto inquadrato di fatto come “collaboratore autonomo con partita IVA” nell’ambito di una struttura professionale o aziendale altrui (inquadramento espressamente consentito dal Jobs Act per chi è iscritto a specifici Albi professionali), che opta per il regime forfetario con flat tax al 15%, ampliato dalla legge di bilancio per le partite IVA individuali sino appunto alla soglia di 65.000 euro di fatturato.
Questi i numeri che emergono dalle simulazioni diffuse ieri dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Per questa tipologia di profilo, i risparmi rimangono considerevoli anche in corrispondenza di fatturati nell’ordine di 50.000 euro (8.622 euro il risparmio) e di 30.000 euro (3.538 euro il risparmio).
Più contenuti, ma sempre molto interessanti i risparmi che possono essere conseguiti da un lavoratore autonomo che sostiene costi effettivi in linea con la percentuale di abbattimento forfettario riconosciuta dal regime (22% del fatturato): in questo caso i risparmi di imposta sono nell’ordine di 5.334 euro per fatturati di 65.000 euro, 2.990 euro per fatturati di 50.000 euro e 1.006 euro per fatturati di 30.000 euro.

Leggermente inferiori a questi ultimi, i risparmi che possono essere conseguiti da un piccolo imprenditore esercente attività di commercio: 3.248 euro per fatturati di 65.000 euro, 2.081 euro per fatturati di 50.000 euro e 760 euro per fatturati di 30.000 euro.

A livello macro, riprendendo i dati della relazione tecnica relativi all’art. 4 del disegno di legge di bilancio che amplia fino a 65.000 euro il regime forfetario e quelli relativi al successivo art. 6 che, con decorrenza differita al 2020, introduce anche l’ulteriore flat tax al 20% sul reddito di impresa e lavoro autonomo ordinariamente determinato da partite IVA individuali con fatturato compreso tra 65.001 e 100.000 euro, il CNDCEC evidenzia i considerevoli risparmi complessivi che la manovra mette sul piatto a favore di questa platea di contribuenti: 331 milioni di euro nel 2019, 1.925 milioni nel 2020, 2.500 milioni nel 2021 e, a regime, 2.226 milioni a partire dal 2022.


Resta ovviamente il nodo rappresentato dal fortissimo incentivo implicito alla disgregazione delle attività economiche e professionali svolte in forma associata, stante l’espressa esclusione da entrambi i regimi fiscali sostitutivi per coloro i quali, contemporaneamente all’attività svolta con partita IVA individuale, risultano partecipare a società di persone, associazioni professionali e finanche società a responsabilità limitata. Un tema particolarmente rilevante nell’ambito delle attività professionali riconducibili ad Albi.

Tali sono infatti i vantaggi che possono essere legittimamente conseguiti, evitando di porre in essere forme associative o smontando quelle esistenti, che è del tutto evidente che, in tutti i casi in cui risulterà possibile e conveniente, si privilegierà allo studio associato la formula dello studio professionale individuale con tutti i costi caricati (ivi compresi quelli fatturati dai collaboratori professionisti a partita IVA) e collaboratori professionisti a partita IVA che fatturano fino a 65.000 euro e, dal 2020, fino a 100.000 euro.

Proprio per questo paiono particolarmente auspicabili e ragionevoli alcuni emendamenti tecnici sponsorizzati dallo stesso CNDCEC volti a rimuovere la causa ostativa della contemporanea partecipazione a società e associazioni, o quanto meno a trasformarla in mera circostanza che impone di tenere conto anche della quota parte di fatturato della società o associazione imputabile alla partita IVA individuale che vi partecipa, ai fini della verifica del superamento della soglia massima di fatturato, come già avviene per i casi di esercizio contemporaneo di più attività in forma individuale.

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