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Studi di settore? No, ISA

L’Agenzia delle Entrate pubblica i modelli ISA
/ Paola RIVETTI Giovedì, 31 gennaio 2019
4-5 minuti

Con distinti provvedimenti pubblicati ieri, l’Agenzia delle Entrate ha:
- pubblicato i modelli, unitamente alle istruzioni, per la comunicazione dei dati necessari all’applicazione dei 175 indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), relativi al periodo d’imposta 2018 che costituiranno parte integrante del modello REDDITI 2019;
- definito il programma di revisione degli ISA applicabili a partire dall’annualità 2019 (89 in totale gli indici coinvolti, di cui 31 relativi ad attività economiche del settore del commercio, 25 inerenti a servizi, 18 ad attività professionali e 15 a manifatture).

Similmente alle comunicazioni dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, i modelli ISA risultano composti dalle seguenti parti:
- frontespizio, nel quale è presente una specifica sezione per le imprese che esercitano due o più attività d’impresa, non gestite dal medesimo indice;
- quadro A – Personale;
- quadro B – Unità locali;
- quadro C – Elementi specifici dell’attività;
- quadro D – Beni strumentali;
- quadro E – Dati per la revisione, strumentali alla successiva fase di aggiornamento dell’indice;
- quadri F e/o G – Dati contabili;
- rigo destinato all’asseverazione dei dati contabili ed extracontabili.

Nel complesso, l’opera di semplificazione ha interessato soprattutto i dati extracontabili, mentre i quadri contabili risultano pressoché confermati con la previsione, per le imprese, di appositi righi in cui indicare i componenti emergenti dal passaggio dal regime di cassa a quello di competenza, e viceversa.

Il provvedimento di approvazione dei modelli individua, nell’Allegato n. 3, ulteriori dati necessari alla determinazione del punteggio di affidabilità relativo agli indici applicabili per il periodo d’imposta 2018 che l’Agenzia delle Entrate renderà disponibili nel Cassetto fiscale del contribuente.

Tali dati saranno direttamente utilizzabili da imprese e professionisti mediante il programma applicativo degli indici, oppure potranno essere dagli stessi modificati, laddove non corretti. A titolo esemplificativo, si tratta di informazioni sull’ammontare delle rimanenze finali, sul reddito relativo ai periodi d’imposta precedenti, sull’anno di inizio attività risultante dall’Anagrafe tributaria, sulla condizione di pensionato o lavoratore dipendente risultante dalla Certificazione Unica, sul valore delle operazioni da ristrutturazione desumibile dall’archivio dei bonifici per ristrutturazione.

Lo stesso provvedimento, inoltre, individua i dati economici, contabili e strutturali rilevanti per l’applicazione degli indici sintetici di affidabilità per il periodo d’imposta 2019, da dichiarare da parte dei contribuenti interessati, cui se ne aggiungono altri già a disposizione dell’Agenzia.

Viene indicata la possibilità che, in fase di elaborazione degli indici, il numero dei dati relativi al 2019 possa essere ridotto e, in particolare, che i dati contabili vengano accorpati o sostituiti con quelli previsti nei quadri di determinazione del reddito della dichiarazione.
Indicatori di affidabilità 2019: cosa sono?

Cosa sono gli indicatori di affidabilità 2019?
Gli ISA 2019, sono degli Indicatori di affidabilità che l’Agenzia delle entrate, utilizzerà al posto degli studi di settore, al fine di garantire ai contributi, uno strumento di valutazione dei ricavi e dei compensi, più attendibile, equo e trasparente.

Le novità degli indicatori di compliance, presentata dal Ministero delle Economia e Finanza, in occasione della riunione della Commissione degli esperti per gli studi di settore, tenutasi presso la Sose, Soluzioni per il sistema economico SPA, società controllata dal Mef e da Banca d'Italia, è una vera rivoluzione che riguarda oltre 3,5 milioni di contribuenti tra imprese e professionisti, e consentirà di dire addio, gradualmente, allo studio di settore come strumento di accertamento presuntivo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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