/ REDAZIONE Venerdì, 13 dicembre 2019
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Non ci sarà, per ora, la stretta IMU sulle “finte prime case”, annunciata nei giorni scorsi con la notizia di un emendamento al Ddl. di bilancio presentato dai relatori.
La Commissione Bilancio del Senato, infatti, che ieri in tarda mattinata ha concluso l’esame del Ddl. di bilancio 2020 dopo una seduta notturna, ha approvato la modifica all’emendamento in questione cancellando la misura per effetto della quale l’esenzione IMU prevista per l’abitazione principale sarebbe spettata solo per un immobile dello stesso nucleo familiare (si veda “Ipotesi di esenzione IMU prima casa solo a un immobile per nucleo familiare” di ieri).
Si ricorda che, in base alla definizione dell’art. 13 comma 2 del DL n. 201/2011, l’abitazione principale è “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.
Per qualificare quindi un immobile come abitazione principale ai fini IMU, è necessario che il suo possessore e il suo nucleo familiare, allo stesso tempo: vi dimorino abitualmente; vi abbiano la propria residenza anagrafica.
L’art. 13 comma 2 dispone poi che, se i componenti del nucleo familiare hanno stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica “in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”.
L’esenzione IMU si applica dunque a un solo immobile se i componenti dello stesso nucleo familiare hanno stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nello stesso Comune.
Quando gli immobili destinati ad abitazione principale si trovano in Comuni diversi, invece, se sussistono le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica, l’esenzione IMU può riguardare entrambi gli immobili (cfr. circ. Min. Economia 18 maggio 2012 n. 3/DF e risposte 20 gennaio 2014).
L’emendamento presentato dai relatori, sul quale il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nei giorni scorsi ha espresso contrarietà, intendeva eliminare dall’art. 13 comma 2 citato le parole “situati nel territorio comunale”, in modo che l’esenzione IMU prevista per l’abitazione principale sarebbe spettata, in ogni caso, soltanto per un immobile dello stesso nucleo familiare, a prescindere dal fatto che gli immobili siano o meno ubicati nel territorio dello stesso Comune.
Con un altro emendamento approvato in Commissione, però, è stata a sua volta cancellata questa misura proposta dai relatori.
Un’ulteriore modifica riguarda poi lo sconto sul corrispettivo per i lavori di efficientamento energetico e sismico: cancellato per effetto di un emendamento (si veda “Abrogato lo sconto in fattura dal 2020” di ieri), sarebbe stato “riammesso” da un secondo emendamento per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, con un importo superiore a 200 mila euro.
Oggi al via l’esame in Senato del Ddl. di bilancio, lunedì il voto di fiducia
Con la chiusura dei lavori in Commissione, sempre ieri il Ddl. di bilancio è stato incardinato in Aula. Come stabilito dalla Capigruppo, la discussione proseguirà questa mattina. Il Governo ha preannunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia sulla prima sezione del provvedimento.
Lunedì 16, sono previste le dichiarazioni di voto; seguirà la chiama. La seduta sarà poi sospesa per consentire al Governo di presentare la prima nota di variazione, che dovrà essere votata dall’Assemblea; si procederà quindi alla votazione finale del Ddl.