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Intelligenza artificiale con effetti positivi sul lavoro dei professionisti


/ Paolo BIANCONE, Paolo MESSINA e Silvana SECINARO
6-8 minuti

Nessun impatto negativo su commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro, che anzi vedranno accrescere il valore economico del loro lavoro

L’avvento dell’intelligenza artificiale genera la paura incondizionata della perdita del posto di lavoro a favore delle macchine e dell’automazione. Se con riguardo alla possibile crescita di opportunità lavorative il dibattito è ancora aperto, nel contesto delle professioni le prospettive sono, invece, univocamente positive e di sviluppo.

Secondo l’economista Joshua Gans, specializzato nell’impatto economico delle nuove tecnologie, è estremamente difficile che i lavori professionali, quali quelli di commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, subiscano una contrazione negli anni a venire. È, anzi, verosimile che per queste categorie ci sia un aumento del valore economico del loro lavoro.

La prima ragione, come afferma Gans, è che difficilmente un lavoro è composto da una sola mansione, in quanto corrisponde normalmente a una costellazione di mansioni. E gli elementi decisionali sono quelli a più alto valore economico. In sostanza, è verosimile che l’intelligenza artificiale possa automatizzare i processi di riconciliazione dei bilanci con gli estratti conto bancari identificando anomalie ed errori, ma questo si traduce in un vantaggio perché riduce le ore di lavoro a basso valore aggiunto e il rischio di errore.

La seconda ragione è legata a ciò che la tecnologia è in grado di fare oggi: la capacità di apprendimento delle macchine è molto limitata e si restringe all’analisi di correlazioni nei dati. Questo significa che le mansioni che l’intelligenza artificiale è oggi capace di eseguire con un alto livello di precisione sono quelle ripetitive e più scorporate da un processo decisionale complesso.
Su Eutekne.info (si veda “Risparmio di tempo per commercialisti e imprese con l’automazione intelligente” del 9 ottobre 2020) abbiamo discusso della combinazione tra intelligenza artificiale e robotic process automation e dell’automazione di complessi cicli di lavoro, quali, ad esempio, il ciclo dell’accounting receivables (si veda “L’intelligenza artificiale riduce i tempi di accounting payable e riconciliazione bancaria” del 14 ottobre 2020).

La capacità decisionale di scegliere come automatizzare i processi e come utilizzare i risultati del processo risiede sempre nella figura professionale che gestisce il processo. Di fatto le funzioni ripetitive e noiose possono essere eliminate, in tutto o almeno in parte, ma il profilo decisionale rimane legato alla figura professionale.
Esempi concreti e modalità di applicazione di questi nuovi trend tecnologici verranno esaminati in dettaglio nel nostro corso (www.eutekne.it/CorsoAI).

L’emergente automazione dei processi di lavoro funziona al meglio quando si verificano le seguenti condizioni:
- c’è un’ambiguità decisionale che è difficile da dirimere per gli esseri umani e c’è la necessità di sostituire alla soggettività un’obiettività decisionale;
- la mansione è troppo grande per la forza lavoro a disposizione e “forza” l’organizzazione a eseguirla in maniera approssimativa;
- la mansione è ripetitiva e noiosa per l’essere umano e può portare a errori anche costosi.

Consideriamo per esempio il lavoro di ispezionare apparati industriali: verificare lo stato di usura sarà molto soggettivo e il risultato potrà cambiare da persona a persona. In uno stabilimento industriale ci possono essere migliaia di apparati e si può essere “forzati” a controllarne solo alcuni per mancanza di personale o perché il controllo costerebbe troppo. Il lavoro è evidentemente ripetitivo e monotono e può prestarsi a errori. Può, quindi, essere automatizzato e il ruolo dell’uomo diventa quello di analizzare i casi più complessi dove la macchina non riesce ad arrivare a una conclusione. Inoltre, in questo caso vengono a crearsi nuove figure professionali in grado di lavorare in simbiosi con la macchina con l’obiettivo di prendere la decisione finale; di conseguenza, il lavoro del supervisore accresce il suo valore economico.

Un altro esempio nell’ambito delle professioni può riguardare la ricerca in uno studio legale di casi legali simili a quello oggetto di esame. Anche la definizione di “caso simile” è soggettiva, così come è limitato il numero di casi che un individuo può analizzare, mentre la macchina può creare una definizione basata sulla media dei casi in esame. Trattandosi di mansioni ripetitive, con anche il rischio di dimenticare casi interessanti, può tornare utile l’applicazione dell’intelligenza artificiale, con riduzione delle ore spese su task a basso valore aggiunto.

Come ultimo esempio consideriamo il caso di una ditta con un prodotto stagionale (gelati) e un numero elevato di vendite (un milione di confezioni). Il compito del revisore è scoprire se ci sono anomalie tra conti bancari e fatture emesse. Nel caso di specie si riscontrano diverse complessità: la stagionalità del business porta a una difficoltà nel definire cosa si intende per anomalia e un elevato numero di vendite da controllare impone una verifica a campione.
In questo caso l’intelligenza artificiale può analizzare la maggioranza dei casi in maniera autonoma e poi proporre al revisore un numero ristretto di esempi in cui la decisione è più complessa.

Questo processo in inglese si chiama “man in the loop” ed è più probabile ed economicamente proficuo per lavori complessi come quelli dei professionisti. Ecco perché è verosimile che i professionisti vedranno accrescere il valore economico del loro lavoro con l’avvento dell’intelligenza artificiale (www.eutekne.it/CorsoAI).

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