L’Agenzia conferma l’obbligatorietà dell’adempimento, ma sul termine del 30 giugno dovrebbe a breve arrivare una proroga
La compilazione del prospetto “aiuti di Stato” del quadro RS del modello REDDITI 2022 non esonera i contribuenti dalla presentazione dell’autodichiarazione relativa agli aiuti di Stato. La conferma di quello che, fino a ieri, era possibile desumere solo dall’analisi delle istruzioni correlate all’autodichiarazione e ai modelli REDDITI 2022 e da alcuni chiarimenti forniti in sede di risposta a interrogazioni parlamentari, arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate (si veda “La compilazione del quadro RS non sostituisce l’autodichiarazione aiuti di Stato” del 24 maggio 2022).
In una lettera inviata ai Garanti dei contribuenti che, attivati dalle associazioni sindacali dei commercialisti, chiedevano delucidazioni in merito alla legittimità dell’adempimento e alle eventuali violazioni dello Statuto del contribuente, il Direttore Ruffini scrive: “Sempre nell’ottica della semplificazione, è stata prevista per alcuni aiuti la possibilità di comunicare con il modello di autodichiarazione i dati necessari per consentirne la registrazione nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato (RNA). In tal caso, per detti aiuti il contribuente è poi esonerato dalla compilazione del prospetto degli aiuti di Stato presente nei modelli Redditi 2022. Non è, invece, possibile il contrario e cioè evitare di presentare l’autodichiarazione e compilare solo il prospetto degli aiuti di Stato nella dichiarazione dei redditi, stante l’obbligatorietà dell’autocertificazione ai sensi della normativa già citata nonché il fatto che l’autodichiarazione è lo strumento predisposto per consentire sia di operare la scelta di dove allocare le agevolazioni tra la Sezione 3.1 e la Sezione 3.12 (finora mai espletata) sia di riversare eventuali importi fruiti in eccedenza mediante il meccanismo dello scomputo dal limite del periodo successivo evitando esborsi di denaro”.
Nella stessa missiva, il Direttore ricorda che l’adempimento “è stato espressamente richiesto dalla Commissione UE” e che, nell’autodichiarazione, “vengono richieste informazioni che non sono in possesso dell’Agenzia”, mentre tutti gli altri dati di cui già dispone il Fisco, “come ad esempio gli importi degli aiuti fruiti”, non vengono richiesti.
Da questo punto di vista, dunque, secondo l’Agenzia l’adempimento “non viola” lo Statuto del contribuente e tanto vale anche per la disposizione di cui all’art. 3 comma 2 dello stesso Statuto, secondo cui “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”, dato che dal 27 aprile (data di pubblicazione del provvedimento attuativo) al 30 giugno, intercorrono più di 60 giorni.
Nella parte finale della lettera, Ruffini spiega che, “stante anche l’elevatissimo numero di aiuti da registrare (circa 5-6 milioni), il differimento della data del 30 giugno pregiudicherebbe il rispetto della scadenza del 31 dicembre 2022 per l’assolvimento dell’obbligo di registrazione. Pertanto, qualunque differimento del termine del 30 giugno a favore del contribuente deve accompagnarsi a pari differimento del termine finale per la registrazione nel Registro nazionale aiuti di Stato con opportuno intervento normativo”.
Insomma, tre giorni fa (la lettera è stata protocollata il 6 giugno), il Direttore delle Entrate sembrava lasciare poco spazio a una proroga che, invece, con ogni probabilità dovrebbe arrivare. Le voci in merito allo spostamento della scadenza, che circolano già da qualche giorno, ieri sono divenute sempre più insistenti e parlano della possibilità che il nuovo termine venga fissato in autunno.
Un intervento che sarebbe accolto con favore dal Consiglio nazionale dei commercialisti, il cui Presidente De Nuccio, non più tardi di una settimana fa scriveva al Ministro Franco e al Direttore Ruffini proprio per chiedere una proroga lunga sulla scadenza dell’adempimento (si veda “De Nuccio: «Autodichiarazione sugli aiuti di Stato da prorogare al 31 ottobre»” del 2 giugno): “Lo spostamento del termine – commenta De Nuccio – sarebbe un primo, importante, passo verso una più ampia razionalizzazione delle scadenze fiscali”.
I sindacati, invece, si sono spinti oltre, impugnando dinanzi al TAR del Lazio il provvedimento del 27 aprile 2022 n. 143438 e chiedendone l’annullamento (si veda “Ricorso al TAR contro l’autodichiarazione sugli aiuti di Stato” dell’8 giugno). Si tratta di un adempimento che ritengono illegittimo e, dunque, non è detto che la concessione della proroga, che sarebbe comunque una “boccata d’ossigeno” per professionisti e contribuenti, possa indurli a ritirare il ricorso. “In una logica di collaborazione – spiega Matteo De Lise, Presidente dell’UNGDCEC – noi siamo pronti a tutto, qualora dall’altra parte ci sia la disponibilità all’ascolto e alla concertazione. Bisogna uscire dalla logica delle proroghe e iniziare a ragionare su un calendario sostenibile di scadenze. A quel punto, i commercialisti non avranno più interesse a stare sulle barricate”.