Il ballo di San Vito
Il Ddl. di conversione del DL 11/2023, modificato in Commissione Finanze alla Camera, è atteso domani in Aula
È arrivato nella tarda serata di ieri il via libera della Commissione Finanze della Camera al Ddl. di conversione del DL 11/2023. Con l’approvazione del mandato al relatore Andrea de Bertoldi (FdI), il testo – ridisegnato dagli emendamenti – è atteso in Aula domani.
Tra le modifiche più significative apportate c’è sicuramente l’introduzione della possibilità di usufruire del superbonus per gli interventi sulle villette fino al 30 settembre 2023. Il termine entro cui possono essere sostenute le spese per gli interventi sugli edifici unifamiliari (effettuati per almeno il 30% dell’intervento complessivo al 30 settembre 2022) per poter beneficiare dell’agevolazione con aliquota del 110% è in scadenza al 31 marzo. Il Governo era inizialmente propenso a far slittare tale termine al 30 giugno (si veda “Superbonus per le villette esteso per i lavori in corso” del 22 marzo 2023) e in tal senso deponeva anche l’emendamento iniziale, ma ieri è stata approvata una riformulazione proposta a voce dal sottosegretario all’Economia, Federico Freni, e dunque il termine, con l’approvazione del Ddl., sarà posticipato di sei mesi.
Inoltre, viene prevista ora la possibilità, per chi non ha concluso il contratto di cessione dei crediti d’imposta entro il 31 marzo di effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate con la remissione in bonis entro il 30 novembre, pagando una sanzione di 250 euro. Cessione e sconto in fattura, inoltre, restano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e anche per gli istituti per le case popolari (IACP), le Onlus e il Terzo settore, e per i lavori su immobili colpiti da eventi sismici e anche per l’alluvione delle Marche.
È stato approvato anche l’emendamento che consente di usare i crediti fiscali del superbonus per compensare i debiti previdenziali ed è stata concessa la possibilità di spalmare in 10 anni la detrazione per i contribuenti che non hanno sufficiente capacità fiscale. Anche per banche e imprese che hanno acquistato crediti c’è poi l’estensione della fruizione da 4 a 10 anni. Si allarga ulteriormente a tutti i cessionari che acquistano crediti da una banca lo scudo dalla responsabilità in solido per chi acquista i crediti da superbonus.
Inoltre, per banche, intermediari finanziari e assicurazioni che hanno esaurito la propria capienza fiscale arrivano due soluzioni.
Una di queste è la possibilità di utilizzare i crediti al fine di sottoscrivere emissioni di buoni del Tesoro poliennali da 10 anni per smaltire fino al 10% dei crediti scontati annualmente. La misura vale per gli interventi fino al 2022 e il primo utilizzo può essere effettuato in relazione alle emissioni operate dal primo gennaio 2028.
Sarebbe poi previsto un veicolo finanziario in grado acquistare e rivendere i crediti incagliati, ridando liquidità al sistema. Il veicolo vedrebbe impegnate le grandi società pubbliche, con Enel X in testa, che offrono così la propria mano tesa al Governo. Quest’ultimo, con un lavoro di moral suasion su banche e istituzioni, ha incassato la promessa a far ripartire le acquisizioni dei crediti.
Conversione entro il 17 aprile 2023
“Abbiamo sensibilizzato le istituzioni e le banche. Le banche e le Poste hanno annunciato che ricominceranno, in un quadro di maggiori certezze che abbiamo dato sotto il profilo giuridico, ad acquistare questi crediti”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, annunciando anche l’arrivo del veicolo: “È in corso l’elaborazione di un sistema, una specie di piattaforma, che dovrebbe in qualche modo permettere di smaltire tutto l’arretrato”.
Si è concretizzata, invece, la chiusura completa al ricorso ai modelli F24: il sottosegretario Freni ha spiegato che il loro utilizzo “genererebbe sostanziali e rilevantissimi problemi di cassa”.
Ora il testo deve incassare il primo via libera della Camera per proseguire poi il suo iter al Senato. Il DL 11/2023 deve essere convertito entro il 17 aprile 2023.