Ieri è stata approvata in prima lettura dal Senato la disposizione che rinvia al 16 gennaio 2025 il termine per il pagamento della seconda rata di acconto delle imposte, eventualmente da pagare anche in 5 rate mensili, diversamente dovuto il 2 dicembre.
Sono in ogni caso esclusi dalla proroga i contributi previdenziali e assistenziali INPS.
Il differimento inoltre è applicabile alle sole persone fisiche titolari di partita IVA che, nel 2023, dichiarano ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro.
Dal beneficio sono quindi esclusi:
le persone fisiche titolari di partita IVA che nel 2023 dichiarano ricavi o compensi di importo superiore a 170.000 euro;
le persone fisiche “non titolari” di partita IVA, compresi i soci di società e associazioni “trasparenti” ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR, sempre che non siano titolari di una propria partita IVA (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 31/2023, § 1.2);
i soggetti diversi dalle persone fisiche.
In assenza di ulteriori indicazioni, si ritiene che rientrino nella proroga, oltre all’IRPEF, anche le imposte sostitutive delle imposte sui redditi.