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Campagna pubblicitaria dell'Agenzia delle Entrate contro gli evasori fiscali

Parte oggi, in piena estate, la nuova campagna pubblicitaria anti-evasione in “due atti” dell’Amministrazione finanziaria.
In “due atti”, appunto, perché due sono gli spot-video commissionati all’agenzia Saatchi & Saatchi dal Ministero dell’Economia, in collaborazione con Agenzia delle Entrate e Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il primo, intitolato “Se”, punta a sensibilizzare i cittadini con un’animazione grafica a due e tre dimensioni, corredata dallo slogan (a caratteri cubitali bianchi su sfondo azzurro) “Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti, con i servizi”. Il messaggio, insomma, è chiaro: se tutta la popolazione contribuisce per la propria parte versando ciò che deve, può ottenere ospedali, strade, trasporti, parchi e scuole. In una parola, servizi pubblici migliori per qualità e quantità.
Il secondo, invece, punta il dito contro l’evasore, definito – senza troppe sottigliezze lessicali – “parassita della società”. Nel frammento di filmato anticipato alla stampa, a poche ore dalla messa in onda sui canali RAI, il prototipo del “parassita-evasore” ha il volto comune del cittadino qualunque, non senza però un’espressione minacciosa e vagamente inquietante, che dovrebbe suggerirne inequivocabilmente la colpevolezza. Perché, come spiega l’Agenzia nel relativo comunicato stampa, gli evasori sono “parassiti che vivono alle spalle della società, succhiando risorse e accesso ai servizi pubblici a tutta la collettività, senza sostenerne l’onere”. Se lo slogan del primo video è “utilitaristico”, del tipo do ut des, quello del secondo è “emozionale”: “Chi vive a spese degli altri danneggia tutti. Battere l’evasione è tuo interesse”.
Entrambi gli spot saranno visibili da oggi sui canali della TV di Stato, e andranno in onda fino alla fine di settembre. Ma la diffusione sarà anche più capillare, prevedendo – oltre ai passaggi televisivi – due comunicati radiofonici, pagine pubblicitarie sui media cartacei, e affissioni negli aeroporti di Milano e Roma e nelle principali stazioni.
Negli spot via radio, l’evasore diventa “animale da museo”
Vale la pena spendere qualche parola anche per le pubblicità via radio. Annunciate dal comunicato dell’Agenzia con l’evocativo titolo di “lotta ai furbetti in alta frequenza”, avranno un taglio quantomeno singolare: “Qui i parassiti – si legge nella nota – sono, da un lato, oggetto di un’approfondita interrogazione scolastica sui nomi scientifici dei profittatori, dall’altro «animali» da museo, antichi reperti rinchiusi in vetrina e osservati con un misto di disprezzo e distacco dai cittadini perbene di domani”.
Difficile prevedere se questo approccio “didattico”, da documentario di scienze per le scuole medie, pagherà davvero in termini di entrate.
Fonte: Eutekne.info

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