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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

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🔧 Aggiornamento sulle specifiche tecniche per l’invio dei dati condominiali

Con il provv. n. 50559 pubblicato ieri, l’Agenzia delle Entrate ha modificato le specifiche tecniche approvate con il provv. n. 53174/2024, successivamente aggiornate con pubblicazione sul sito dell’Agenzia il 13 gennaio 2025, riguardanti le comunicazioni all’Anagrafe tributaria dei dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati su parti comuni di edifici residenziali. Le specifiche tecniche sono state implementate per consentire una compilazione più completa della dichiarazione precompilata e recepire le modifiche introdotte con la L. 207/2024 (legge di bilancio 2025). Quest’ultima legge ha rimodulato i termini di fruizione e le percentuali di detrazione, prevedendo agevolazioni più vantaggiose per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale da parte dei contribuenti, titolari di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sulle stesse. Le percentuali di detrazioni individuate per l’anno 2025 sono...

Presentare il Modello Redditi 2025 dopo il 29 gennaio: quando è ancora possibile rimediare

La scadenza del 29 gennaio rappresenta, per molti contribuenti, l’ultimo termine utile per l’invio tardivo del Modello Redditi 2025 relativo al periodo d’imposta 2024. Superata questa data, la dichiarazione è formalmente “omessa”. Tuttavia, l’ordinamento fiscale italiano non chiude completamente la porta: esistono ancora spazi di regolarizzazione, purché si intervenga con consapevolezza e tempestività. Dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa: la differenza che conta Fino al 29 gennaio, l’invio oltre i termini rientra nella categoria della dichiarazione tardiva : un’irregolarità sanabile con sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso. Dal 30 gennaio in poi, invece, la dichiarazione assume la qualifica di omessa . Questo comporta un regime sanzionatorio più severo, ma non impedisce al contribuente di presentarla comunque, trasformandola in una dichiarazione “valida ai fini dell’imposta”. Perché conviene presentare comunque la dichiarazione omessa Anche se oltre i termini, l’...

Locazioni brevi e IVA: quando scatta l’imprenditorialità e cosa cambia davvero

La recente modifica introdotta dalla legge di bilancio 2026 ha ridisegnato in profondità il regime delle locazioni brevi , riducendo da quattro a due immobili la soglia oltre la quale l’attività si presume imprenditoriale . Una variazione apparentemente numerica che, però, apre una serie di questioni interpretative, soprattutto sul fronte IVA . Il nodo centrale: esenzione o imponibilità al 10%? Quando la locazione breve diventa imprenditoriale, il locatore deve stabilire quale regime IVA applicare. Le strade possibili sono due: Esenzione IVA (art. 10, DPR 633/72), tipica della locazione “pura”. Imponibilità al 10% , prevista per le prestazioni rese ai clienti alloggiati nelle strutture ricettive (Tabella A, parte III, n. 120). Il problema è che la locazione breve, per definizione normativa, non è una struttura ricettiva : può includere solo due servizi accessori (pulizia e biancheria), insufficienti per qualificarla come attività alberghiera o paralberghiera. Una presunzione ...