Passa ai contenuti principali

Tutti gli articoli

Mostra di più

Locazioni brevi e IVA: quando scatta l’imprenditorialità e cosa cambia davvero

La recente modifica introdotta dalla legge di bilancio 2026 ha ridisegnato in profondità il regime delle locazioni brevi, riducendo da quattro a due immobili la soglia oltre la quale l’attività si presume imprenditoriale. Una variazione apparentemente numerica che, però, apre una serie di questioni interpretative, soprattutto sul fronte IVA.

Il nodo centrale: esenzione o imponibilità al 10%?

Quando la locazione breve diventa imprenditoriale, il locatore deve stabilire quale regime IVA applicare. Le strade possibili sono due:

  • Esenzione IVA (art. 10, DPR 633/72), tipica della locazione “pura”.
  • Imponibilità al 10%, prevista per le prestazioni rese ai clienti alloggiati nelle strutture ricettive (Tabella A, parte III, n. 120).

Il problema è che la locazione breve, per definizione normativa, non è una struttura ricettiva: può includere solo due servizi accessori (pulizia e biancheria), insufficienti per qualificarla come attività alberghiera o paralberghiera.

Una presunzione che complica il quadro

La presunzione di imprenditorialità introdotta dal legislatore non modifica la natura dell’attività: un proprietario che affitta tre appartamenti per meno di 30 giorni, offrendo solo pulizia e biancheria, non diventa automaticamente un albergatore.

Da qui nasce il paradosso:

  • l’attività è considerata imprenditoriale,
  • ma non offre i servizi tipici che giustificherebbero l’aliquota del 10%.

Il ruolo della normativa regionale

Per distinguere una locazione “paralberghiera” da una mera locazione, la prassi dell’Agenzia delle Entrate invita a guardare anche alla normativa regionale. Tuttavia, nel caso delle locazioni brevi imprenditoriali, i servizi accessori sono così limitati da rendere difficile un inquadramento coerente.

La posizione di AIDC Lab

Nel Focus n. 1/2026, AIDC Lab propone una lettura alternativa:

  • se la ratio della presunzione è la tutela del consumatore e della concorrenza,
  • allora potrebbe essere coerente assimilare le locazioni brevi imprenditoriali alle locazioni turistiche, applicando l’aliquota del 10%.

Questa interpretazione troverebbe un appiglio anche nella giurisprudenza europea: la Corte di Giustizia (sentenza 8 febbraio 2024, causa C‑733/22) ricorda che il principio di neutralità IVA impone che servizi simili non ricevano trattamenti diversi.

Effetti pratici per i locatori

La scelta del regime IVA non è neutrale:

  • Esenzione → indetraibilità totale dell’IVA sugli acquisti direttamente riferibili all’attività.
  • Imponibilità al 10% → detrazione possibile, ma limitata per le spese di manutenzione e gestione dell’immobile.

In entrambi i casi, non è obbligatoria la fattura (salvo richiesta del cliente) e permane l’esonero dalla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Conclusione: una norma semplice che genera complessità

La riduzione della soglia di imprenditorialità voleva semplificare e uniformare il settore delle locazioni brevi. In realtà, ha aperto un fronte interpretativo complesso, soprattutto sul piano IVA, dove:

  • la natura dell’attività resta “ibrida”,
  • il quadro normativo non è perfettamente allineato,
  • e la scelta del regime fiscale richiede un’analisi caso per caso.

In attesa di chiarimenti ufficiali, il dibattito resta aperto: tra esenzione e imponibilità, la vera sfida è trovare un equilibrio coerente tra normativa, prassi e realtà del mercato.

Post popolari in questo blog

ATI e regimi agevolati: minimi e forfetari

L'accesso all'associazione temporanea di imprese non causa decadenza dal regime agevolato (minimi o forfettari) se l'associazione è di tipo verticale, ossia comporta l'autonoma responsabilità dei singoli associati nell'esecuzione dei lavori che si qualificano, quindi, come divisibili e scorporabili. La ATI, associazione temporanea d'imprese, è un'aggregazione occasionale e appunto temporanea per lo svolgimento di un'opera specifica, che si scioglie o per la mancata realizzazione dell'opera o per la sua compiuta esecuzione. Tipicamente l'ATI nasce per aggiudicarsi un'opera che i soggetti singolarmente non riuscirebbero ad espletare, come per esempio nelle gare di appalto, senza tuttavia costituire una società ad hoc. I singoli mandatari devono conferire mandato alla “capogruppo” per presentare un'offerta unica e tali contratti devono essere registrati mediante scrittura privata autenticata o atto notarile; inoltre, per regolare i rapporti ...

Novità nel quadro RS del modello REDDITI SC 2025

 Novità nel quadro RS del modello REDDITI SC 2025 1. Introduzione dei nuovi righi RS45A e RS48 RS45A: dedicato alle perdite d’impresa non riportabili. RS48: dedicato ai dati infragruppo (perdite ed eccedenze di interessi passivi). 2. Perdite non riportabili (rigo RS45A) Nuova disciplina: art. 84 comma 3 TUIR, modificato dal DLgs. 192/2024. Limitazioni al riporto delle perdite: Si applicano se: Viene trasferita la maggioranza dei diritti di voto. Cambia l’attività principale esercitata. Le perdite soggette a limitazione sono quelle: Al termine del periodo d’imposta precedente al trasferimento. O al termine del periodo d’imposta in corso, se il trasferimento avviene nella seconda metà. Condizioni per il riporto: Superamento del test di vitalità. Limite quantitativo: patrimonio netto (valore economico o contabile), depurato dei versamenti effettuati nei 24 mesi precedenti. Esempio pratico: Se una società con perdite pregresse trasferisce il controllo nella seconda metà del 2024, le pe...

Obbligo di Polizza Catastrofale per Immobili Locati: Dubbi e Interpretazioni

Tra 20 giorni scade il termine per le imprese di stipulare polizze assicurative a copertura dei danni causati da calamità naturali (terremoti, alluvioni, frane, ecc.), come previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023). Tuttavia, uno degli aspetti più controversi riguarda l’obbligo di assicurazione per gli immobili locati: chi deve stipulare la polizza, il proprietario o il conduttore ? Il Problema L’articolo 1, comma 101 della L. 213/2023 fa riferimento all’art. 2424 del Codice Civile, che elenca le immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati, impianti, macchinari) da assicurare. La norma sembrerebbe applicarsi solo ai beni di proprietà dell’impresa, lasciando dubbi su chi debba assicurare gli immobili locati. Tuttavia, il DL 155/2024 (convertito in L. 189/2024) e il DM 18/2025 precisano che l’obbligo assicurativo riguarda i beni “a qualsiasi titolo impiegati” per l’attività d’impresa , inclusi quindi quelli in locazione. Questo implica che il conduttore (l’impresa che ut...