La scadenza del 29 gennaio rappresenta, per molti contribuenti, l’ultimo termine utile per l’invio tardivo del Modello Redditi 2025 relativo al periodo d’imposta 2024. Superata questa data, la dichiarazione è formalmente “omessa”. Tuttavia, l’ordinamento fiscale italiano non chiude completamente la porta: esistono ancora spazi di regolarizzazione, purché si intervenga con consapevolezza e tempestività.
Dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa: la differenza che conta
Fino al 29 gennaio, l’invio oltre i termini rientra nella categoria della dichiarazione tardiva: un’irregolarità sanabile con sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.
Dal 30 gennaio in poi, invece, la dichiarazione assume la qualifica di omessa. Questo comporta un regime sanzionatorio più severo, ma non impedisce al contribuente di presentarla comunque, trasformandola in una dichiarazione “valida ai fini dell’imposta”.
Perché conviene presentare comunque la dichiarazione omessa
Anche se oltre i termini, l’invio del modello produce effetti importanti:
- evita l’applicazione delle sanzioni massime previste per l’omissione totale;
- consente di far valere oneri deducibili e detraibili, che altrimenti andrebbero perduti;
- riduce il rischio di accertamenti induttivi, che l’Agenzia delle Entrate può emettere in caso di totale mancanza di dichiarazione;
- permette di regolarizzare la posizione contributiva per chi ha redditi rilevanti ai fini previdenziali.
In altre parole, anche se la dichiarazione è formalmente omessa, presentarla resta un atto di tutela.
Le sanzioni applicabili e il ruolo del ravvedimento
Per la dichiarazione omessa, la sanzione ordinaria va dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro.
Tuttavia, se il contribuente presenta la dichiarazione prima dell’avvio di controlli, la sanzione si riduce sensibilmente, applicando il minimo edittale e, in alcuni casi, ulteriori riduzioni tramite ravvedimento.
Il principio è chiaro: prima si regolarizza, meno si paga.
Documentazione e accortezze operative
Per procedere correttamente è opportuno:
- ricostruire tutti i redditi del periodo d’imposta;
- verificare oneri deducibili e detraibili;
- controllare eventuali acconti versati;
- predisporre il ravvedimento per imposte e sanzioni;
- conservare la documentazione a supporto, in vista di possibili controlli.
Conclusione
L’omissione del Modello Redditi non è una strada senza ritorno. Il sistema fiscale italiano, pur severo, riconosce la possibilità di rimediare, purché il contribuente agisca con tempestività e trasparenza. Presentare la dichiarazione anche dopo il 29 gennaio significa ridurre rischi, contenere sanzioni e preservare i propri diritti fiscali.