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Novita' fatture 2013: Fatture a doppia indicazione


Numerazione progressiva delle fatture anno per anno. L'identificazione univoca dei documenti sarà garantita dall'apposizione, accanto al numero, dell'anno di emissione della stessa. In caso di fatturazione mensile di una prestazione, per esempio, i documenti recheranno i numeri 1/2013, 2/2013 e così via fino alla n. 12/2013. La numerazione della prima fattura emessa nel 2014 sarà invece 1/2014. E così a seguire per il futuro.

Potrebbe essere questa, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, l'interpretazione che l'amministrazione finanziaria assumerà con riguardo alle novità in materia di fatturazione delle operazioni in vigore dal 1° gennaio 2013. Nel recepire la direttiva 2010/45/Ue, infatti, il legislatore nazionale ha previsto che la fattura debba contenere il «numero progressivo che la identifichi in modo univoco».

Ma dalla lettura delle norme dettate dal dl n. 216/2012, poi confluite nella legge di stabilità, «non è assolutamente chiaro cosa si debba intendere», osserva Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti. Due le possibili soluzioni: la prima consiste nell'adozione di una numerazione progressiva «all'infinito», senza l'azzeramento previsto alla fine di ogni anno solare; la seconda prevede il reset della numerazione al termine di ogni anno solare, apponendo accanto al numero di fattura l'anno di emissione della stessa (anche per le eventuali serie di numerazione degli specifici registri sezionali).

«In ogni caso a oggi, in assenza di un intervento chiarificatore da parte ministeriale», prosegue Cuchel, «riteniamo che per ottemperare al precetto normativo possano essere adottate, alternativamente, entrambe le modalità di numerazione». Tutte e due, però, presuppongono un aggiornamento dei programmi professionali di contabilità da parte delle software house.

«Ci stiamo occupando da diverso tempo della questione e siamo arrivati alla conclusione che la numerazione univoca “all'infinito” avrebbe impatti molto pesanti», spiega Roberto Bellini, direttore generale di Assosoftware, «per questo la nostra interpretazione è quella di interrompere la numerazione ad ogni esercizio e porre un valore-serie, come l'anno di riferimento, che individui in maniera univoca ciascuna fattura».

Sul punto l'associazione che rappresenta le aziende dei software gestionali e fiscali ha formulato all'Agenzia delle entrate una richiesta di consulenza giuridica. La risposta ufficiale dovrebbe arrivare a giorni, ma l'orientamento potrebbe essere conforme. «Sarà comunque necessario operare interventi per l'aggiornamento dei programmi», chiosa Bellini, «ma in un caso questi sarebbero profondi e quindi costosi, mentre la soluzione da noi prospettata non dovrebbe risultare troppo complicata da gestire. Sarebbe preferibile, sia sotto il profilo dell'efficienza economica sia sotto quello dell'omogeneità, avere un criterio standardizzato per consentire la corretta emissione e registrazione dei documenti».

Le modifiche ai processi amministrativi degli operatori economici apportate dalla legge n. 228/2012, tuttavia, non si limitano alla numerazione progressiva delle fatture. E sul territorio servirà un po' di tempo per assimilare le novità. «La normativa ha visto la luce a ridosso delle festività natalizie e pochi giorni prima dell'entrata in vigore», commenta Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali di Confartigianato, «qualche incertezza applicativa è fisiologica, ma auspichiamo che l'Agenzia delle entrate intervenga al più presto con i necessari chiarimenti».

Tra le novità anche la fattura semplificata per le transazioni di importo fino a 100 euro (e per le note di variazione, si veda ItaliaOggi di ieri). «Un intervento che aspettavamo da tempo e che può essere di grande aiuto per alcune categorie», rileva Antonio Vento, responsabile fiscale di Confcommercio, «si pensi ai ristoratori affollati nelle pause pranzo o nelle aree di sosta stradali, chiamati a emettere numerose fatture nel giro di pochi minuti. I vantaggi operativi possono essere tangibili. Per questo speriamo che il dm del Mef possa stabilire limiti di importo più elevati». La legge, infatti, prevede che la soglia dei 100 euro potrà essere alzata a 400, oppure del tutto eliminata per le operazioni effettuate nell'ambito di specifici settori di attività.
Fonte: Italiaoggi

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