/ Savino GALLO Venerdì, 21 luglio 2017
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Dichiarazione dei redditi, IRAP e modello 770 a fine ottobre, mentre per le comunicazioni dei dati delle fatture si andrebbe «almeno» al 30 settembre
Dopo la proroga dei termini per il versamento delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2016 da parte dei titolari di reddito di impresa, ufficializzata ieri (si veda “Al 21 agosto i versamenti per i titolari di reddito d’impresa” di oggi), a breve dovrebbe arrivare anche lo slittamento delle scadenze relative alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi, IRAP e del modello 770, oltreché delle comunicazioni dei dati delle fatture riguardanti il primo semestre 2017.
A dare rassicurazioni in tal senso è stato il Viceministro all’Economia, Luigi Casero, che ieri ha incontrato, nella sede di via XX Settembre, una delegazione del Consiglio nazionale dei commercialisti, formata da Davide Di Russo, Vicepresidente del CNDCEC, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal, Consiglieri nazionali con delega alla fiscalità. Questi ultimi, oltre a manifestare il proprio disappunto per una proroga che giunge ancora una volta “fuori tempo massimo”, peraltro escludendo i professionisti dai beneficiari, hanno chiesto che gli altri rinvii, riguardanti i dichiarativi, vengano predisposti “con urgenza”.
Una richiesta su cui Casero avrebbe fornito la propria disponibilità, anticipando quelli che potrebbero essere i nuovi termini: fine ottobre per dichiarazioni dei redditi, IRAP e 770, mentre le comunicazioni dei dati delle fatture del primo semestre 2017 dovrebbero slittare quantomeno al 30 settembre.
In realtà, soprattutto in merito a quest’ultimo adempimento, i commercialisti avevano chiesto tempi più ampi, auspicando che il termine potesse essere “spostato al 31 ottobre”. Tanto si legge nel documento che affronta tutte le criticità del sistema fiscale italiano e che il CNDCEC ha recapitato la scorsa settimana sia ai vertici del MEF che al neo Direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini (si veda “Dal CNDCEC un documento su tutte le criticità del sistema fiscale” del 14 luglio).
Nel documento, i commercialisti hanno avanzato, tra l’altro, proposte per una riorganizzazione complessiva del calendario delle scadenze, a cui Casero, durante l’incontro di ieri, ha “garantito” di voler dare seguito. Ma prima di arrivare a un calendario definitivo, la categoria chiede di disporre “al più presto” la proroga per le scadenze sui dichiarativi. Si tratta, hanno spiegato i rappresentanti del Consiglio nazionale di categoria, di “provvedimenti attesi da decine di migliaia di professionisti italiani che chiedono di poter lavorare con maggiore serenità”.
Le proroghe, più in generale, continuano a “non appassionare” i commercialisti ma, ricorda il Consiglio nazionale, “si rendono necessarie per l’oggettivo accavallarsi degli adempimenti”. Una tendenza che quest’anno ha raggiunto “livelli parossistici”. Per questo, la categoria “insiste con forza” sulla richiesta di metter mano a una “complessiva riorganizzazione del calendario delle scadenze fiscali”. Tale soluzione, “una volta a regime, sarebbe l’unica reale garanzia affinché non ci si ritrovi ogni anno nella situazione di oggettiva difficoltà che i nostri colleghi stanno affrontando anche in queste settimane e perché non si replichi il paradosso verificatosi oggi (ieri, ndr) con una proroga concessa di fatto a tempo scaduto”.
Ingiusto escludere i professionisti dal differimento per i versamenti
Il rinvio ufficializzato ieri è stato commentato, tramite una nota stampa diffusa in serata, anche dal Presidente del CNDCEC, Massimo Miani, che ne ha voluto sottolineare la portata discriminatoria nei confronti dei professionisti: “Se il testo del decreto (che a breve dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ndr) confermerà la concessione del rinvio dei versamenti con la maggiorazione dello 0,40% indistintamente a tutti i titolari di reddito di impresa, si porrà una questione di parità di trattamento. Da questo provvedimento risulterebbero esclusi i soli professionisti, in modo del tutto discriminatorio”.
I professionisti, infatti, si trovano “nella stessa situazione dei piccoli imprenditori non interessati dalle novità relative all’applicazione dei nuovi principi contabili nazionali o dell’ACE (le quali attendono ancora l’implementazione delle relative disposizioni attuative)”, ma mentre questi ultimi potrebbero usufruire della proroga, i primi ne rimarrebbero “immotivatamente esclusi”.