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E anche oggi la rivoluzione digitale la facciamo domani

 eutekne.info

Sabato, 10 novembre 2018
5-6 minuti

Gentile Redazione,
le modalità di inoltro delle deleghe agli intermediari per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica, recentemente pubblicate, testimoniano, ancora una volta, come la rivoluzione tecnologica che deve investire i servizi offerti dall’Amministrazione finanziaria, con annessa semplificazione di procedure e adempimenti, è di là da venire.
E mi duole constatare come in passato questo tema non abbia costituito materia del contendere, al pari del moltiplicarsi degli adempimenti e delle relative scadenze. Perché un Paese che si definisce moderno, una delle sette economie più avanzate del pianeta, non può permettersi di offrire ai propri cittadini, e ai loro intermediari, prodotti e servizi da medioevo tecnologico: vetusti, poco usabili, macchinosi, illogici.

Ricordo che già un decennio fa (anni-uomo, ovvero qualche era tecnologica), ai convegni dedicati al software Libero nella Pubblica Amministrazione, si evidenziavano le problematiche che affliggevano i prodotti rilasciati da Sogei; e nonostante il tempo trascorso siamo ancora qui a battagliare con installazioni, rimozioni, reinstallazioni, bat, modifiche di path, downgrade; senza dimenticare le interfacce rétro e Java somministrato come vaccino.
Un autentico caos informatico amplificato dal mantra “un adempimento, un software”, che diventano due o tre per poter completare le operazioni.

Eppure l’esperienza quotidiana testimonia come oggi, in tutta semplicità, sia sufficiente aprire un browser per scrivere e far di conto, acquistare un bene o un servizio, disporre un pagamento, sottoscrivere un contratto.
Davvero è impossibile avere una piattaforma web moderna, flessibile, intuitiva, all’interno della quale trovare tutto il necessario per adempiere ai diversi obblighi senza tanti magheggi?
Dove sono sufficienti pochi clic per caricare e inoltrare un pagamento o un dichiarativo, per sottoscrivere una dichiarazione senza dover compilare moduli cartacei da inviare poi via PEC; con un riepilogo delle pratiche in lavorazione e di quelle inviate, queste ultime corredate di ricevute immediatamente leggibili o salvabili in pdf, senza dover passare per il labirinto del Desktop Telematico, vero e proprio insulto all’intelligenza umana.
Possibilmente evitando di perdere tempo con la creazione della cinquantaseiesima password per la nostra collezione, come che i tre dati utilizzati per l’autenticazione al sito non siano sufficienti a garantire la nostra identità.

Con una controparte installabile, certo, per chi vuole o deve operare offline, sul modello delle varie consolle dei CAF già presenti nei nostri desktop; un applicativo base da arricchire con moduli o estensioni in relazione agli adempimenti da espletare, configurabile e aggiornabile in pochi clic.

E che dire, poi, della documentazione fornita dall’Agenzia delle Entrate. Oramai sono diversi anni che smartphone e tablet sono entrati prepotentemente nel nostro quotidiano, e non è certo da oggi che studi e ricerche evidenziano come sia in forte crescita l’accesso alla rete da dispositivi mobili, mentre cede il passo quello da desktop. Evidentemente questa tendenza non è stata colta dall’Agenzia, che continua a sfornare circolari, risoluzioni, ecc. nel solo formato pdf; alla faccia della web usability, dell’indicizzazione nei motori di ricerca, della possibilità di gestire il testo tramite gli strumenti del browser, dell’inserimento di utili link verso altra documentazione o di tag per classificare lo scibile fiscale.
Una rivisitazione della sezione Normativa e prassi è, allora, quantomai auspicabile.

E con questo non dico che i pdf dovrebbero sparire, ma solamente accompagnare la versione on line del documento. Ma anche su questi occorrerebbe intervenire: per intanto rimane da capire come mai venga utilizzato il nordamericano formato Letter essendo noi circondati di stampanti e risme di carta nel più diffuso standard internazionale A. Un’impaginazione discutibile, poi, confligge con il nostro animo ambientalista che vorrebbe limitare al minimo l’utilizzo della carta.

Concludendo, la situazione appare chiaramente fuori controllo e mi chiedo se non sia il caso, dopo aver chiesto in prestito ad Amazon Diego Piacentini per farne il commissario alla digitalizzazione, che il Governo replicasse l’iniziativa bussando alla porta dei big dell’informatica per portare in Sogei e Agenzia delle Entrate figure in grado di invertire la rotta e sostenere il cambiamento.
Occorre recuperare del tempo, molto, e in fretta; quando si tratta di tecnologia, e in particolare quando la si deve offrire, il futuro non è mai domani, e nemmeno oggi. Era ieri.
Con l’auspicio che il nostro Consiglio e le associazioni di categoria possano sostenere questa spinta.


Davide Meloni
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Sassari

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