/ Luca BILANCINI Giovedì, 28 marzo 2019
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Anche gli enti non commerciali e i condomini che non sono in possesso di partita IVA potranno consultare le fatture elettroniche relative agli acquisti effettuati, transitate mediante il Sistema di Interscambio. Nella sezione “Assistenza On Line - Novità”, presente all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, l’Amministrazione finanziaria ha reso note le modalità attraverso le quali è possibile accedere al servizio.
Come ricordato dall’Agenzia delle Entrate in una delle risposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica (FAQ 27 novembre 2018 n. 28), il condominio non è soggetto passivo IVA e, conseguentemente, non è tenuto all’emissione di fatture. Dal canto loro, i fornitori dei condomini sono obbligati a emettere fattura in formato elettronico mediante il Sistema di Interscambio nei confronti di tali soggetti, considerandoli alla stregua dei consumatori finali.
In tale circostanza il cedente/prestatore, soggetto passivo:
- compilerà il documento riportando il codice fiscale del condominio nel campo dell’identificativo fiscale relativo al cessionario/committente;
- indicherà, nel campo “codice destinatario” della e-fattura il codice convenzionale “0000000”;
- trasmetterà il file al Sistema di Interscambio;
- consegnerà al condominio una copia, analogica o elettronica, della fattura trasmessa, nella quale dovrà essere esplicitamente indicato che trattasi di un duplicato.
Tali regole, come sottolineato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta del 27 novembre 2018, sono valide anche per gli enti non commerciali non titolari di partita IVA.
ENC e condomini hanno la possibilità di consultare le fatture elettroniche accedendo all’area riservata del “sito di assistenza Entratel” e del “sito di assistenza Fisconline”, grazie alle credenziali “Entratel/Fisconline” o, in alternativa, mediante l’identità digitale Spid o la Carta Nazionale dei Servizi, di cui sono in possesso i propri rappresentanti incaricati.
Scegliendo l’utenza di lavoro corrispondente al proprio codice fiscale, si può accedere alla pagina “La mia scrivania”. Dopo aver preso visione e accettato l’informativa privacy che appare nella sezione “Consulta le tue fatture di acquisto”, sarà possibile visualizzare la schermata “Le tue fatture” che permette la consultazione di tutti i documenti elettronici ricevuti in qualità di cliente entro un determinato intervallo temporale.
All’atto dell’accesso, il sistema propone la visualizzazione delle fatture emesse dai fornitori negli ultimi 60 giorni; è comunque consentita all’utente la possibilità di definire un periodo differente, specificando le date desiderate.
Nella sezione ricerca è possibile eventualmente operare una consultazione delle fatture emesse da un singolo fornitore, inserendo nel campo “Identificativo fornitore” la partita IVA del soggetto passivo emittente.
I dati visualizzati riguardano il tipo e il numero del documento, la data di emissione della fattura, l’identificativo IVA del fornitore e la sua denominazione (quest’ultima si ottiene spostando il cursore sopra il numero di partita IVA), l’imponibile e l’imposta in euro, l’identificativo del file del Sistema di Interscambio. Grazie a un apposito logo è inoltre possibile verificare se la fattura è già stata precedentemente visualizzata o se deve ancora essere oggetto di consultazione.
Infine, selezionando l’icona “Dettaglio” si accederà a una pagina contenente i dati delle singole fatture e sarà consentito, mediante apposito pulsante, il download del relativo file “XML”, comprensivo di eventuali allegati.
La PEC è un canale sicuro per la trasmissione della fattura elettronica
Sempre restando in tema di fatturazione elettronica, è opportuno segnalare che l’Agenzia delle Entrate, con una nuova risposta pubblicata sul proprio sito (FAQ 26 marzo 2019 n. 60, aggiornamento del 27 marzo 2019), ha sottolineato come la posta elettronica certificata rappresenti un canale sicuro per la trasmissione e/o ricezione dei file “XML” delle fatture elettroniche mediante Sistema di Interscambio. L’Amministrazione finanziaria ha, nell’occasione, precisato che è comunque possibile “aumentare il livello di sicurezza” della PEC sul proprio dispositivo, non condividendo l’accesso alla casella, salvando i file delle proprie fatture in archivi controllati e sicuri e procedendo poi alla cancellazione degli stessi dal sistema di posta elettronica certificata.