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Non è meglio lavorare con ciò che si ha invece di creare nuovi organismi?


Giovedì, 23 maggio 2019
4-6 minuti

Gentile Direttore,
ho letto con interesse l’iniziativa degli ODCEC di Brescia e Napoli denominata “Osservatorio Nord-Sud” (si veda “Gli Ordini di Napoli e Brescia danno vita all’Osservatorio Nord-Sud” del 18 maggio 2019).
Obiettivi certamente utilissimi, che ricordo in estrema sintesi:
- creare sinergie territoriali con una cooperazione aperta a istituzioni e altri Ordini professionali su tematiche come economia, diritto internazionale e innovazione;
- mettere a disposizione degli iscritti un patrimonio cognitivo e delle migliori esperienze italiane ed estere in settori innovativi;
- maggiore specializzazione, condivisione delle esperienze e collaborazione tra professioni e Università.

Ora abbiamo anche Osservatori territoriali; si tenga presente che la nostra categoria è rappresentata da organi istituzionali o meno che offrono immense possibilità di confronto, di coordinamento su tanti temi interessanti, non solo per noi commercialisti, ma anche per la società in cui viviamo; temi quindi non solo tecnici, ma anche a livello sociale.

Pensiamo a:
- un Consiglio nazionale strutturato a diversi livelli con la presenza di diverse commissioni di lavoro che coprono tantissimi (se non tutti) i temi cari alla professione, con ruolo di rappresentanza a qualsiasi livello istituzionale nazionale e internazionale;
- una Fondazione di “spessore” sia a livello accademico che statistico in diversi campi;
- Ordini locali con commissioni di lavoro dove diversi colleghi prestano attività gratuita per gli iscritti; con ruolo di rappresentanza a qualsiasi livello istituzionale locale;
- n. 9 (ero rimasto a 7, ma agli Stati generali mi sono accorto dell’aumento del numero!) sindacati di categoria che oltre il lavoro di rappresentanza sindacale svolgono vere e proprie attività di servizi per i colleghi, ecc.;
- due Casse di previdenza, che oltre il loro lavoro istituzionale di previdenza e assistenza obbligatoria svolgono attività di formazione, utili statistiche per i colleghi ecc.

Per ultimo, ma proprio perché mi riporta all’iniziativa di Brescia e Napoli, ricordo i Coordinamento Ordini dei dottori commercialisti e esperti contabili regionali che hanno lo scopo di coordinare le attività degli Ordini provinciali aderenti, favorendo:
- l’aggregazione fra gli Ordini;
- l’esame e lo studio di problemi comuni;
- lo scambio di informazioni;
- la redazione e pubblicazione di documenti informativi;
- l’organizzazione di convegni;
- il mantenimento e lo sviluppo dei rapporti con le Università;
- la pubblicazione di un Albo regionale;
- la gestione di qualsiasi attività che possa rendere un servizio migliore agli iscritti.
Sono proprio questi ultimi che hanno o dovrebbero avere le funzioni di coordinamento, aggregazione e quant’altro, previsto negli obiettivi di questo nuovo Osservatorio.

Dopo “tanta roba”, non mi stupisce questa voglia di creare un ulteriore organismo per svolgere attività che sicuramente fanno già parte di organismi esistenti. Non vorrei che fosse l’ennesima iniziativa con intenti ottimi, ma che si scioglie al primo sole.

Anziché ridurre e concentrarsi sul realizzo di obiettivi già rientranti in diversi nostri programmi di lavoro, creiamo altri organismi, aumentiamo il numero dei sindacati anziché arrivare ad una fusione che porti ad una maggior rappresentazione delle categoria e così via.
Un percorso completamente opposto a quanto penso sia richiesto dalla base e dalla politica stessa. Ricordo il richiamo fatto dal Sottosegretario agli Affari regionali Buffagni agli Stati Generali volto ad essere più compatti ed avere una voce unica.

Mi sono semplicemente domandato se non sarebbe meglio, invece di costituire sempre nuovi organismi, impegnarsi tutti a lavorare per ottenere risultati migliori attraverso quanto già abbiamo, anche con l’intento anche di ridurre alcune realtà che di fatto non funzionano. Non mi stupirebbe leggere fra qualche tempo che gli “Ordini di Torino e Trieste danno vita all’Osservatorio Est - Ovest”.


Massimo Giaroli
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia


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