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Indennità di 600 euro in arrivo anche per gli iscritti alle Casse private


/ Paola RIVETTI
4-5 minuti

Dopo lo stop della scorsa settimana, causato dalla modifica dei requisiti di accesso e dalla conseguente necessità di richiedere una ulteriore autocertificazione, le Casse di previdenza private sono pronte a partire. Domani dovrebbero iniziare i pagamenti delle indennità di 600 euro ai professionisti che ne hanno fatto richiesta.

Le modifiche legislative contemplate dal decreto “liquidità”, dunque, hanno prodotto un ritardo tutto sommato contenuto. Già dal 10 aprile, giorno in cui si era inizialmente deciso di partire con i bonifici, la maggior parte degli enti di previdenza dei professionisti si era attrezzata per permettere agli utenti di integrare la propria domanda, inserendo l’autocertificazione di iscrizione esclusiva all’ente.

Tale requisito, introdotto dall’art. 34 del DL 23/2020, ha generato incertezza tra la platea dei potenziali beneficiari, in particolare per quei soggetti titolari di una posizione previdenziale nella Gestione separata INPS, creata magari prima dell’iscrizione alla propria Cassa e mai chiusa. Secondo la Cassa forense, i professionisti che versano contributi solo al proprio ente, pur essendo iscritti alla Gestione separata INPS, possono comunque richiedere i 600 euro (si veda “Indennità per gli iscritti alle Casse, saltano le modifiche al «Cura Italia»” del 14 aprile).

In questo senso si è espressa anche la Cassa di previdenza dei dottori commercialisti: “Fermo restando – si legge nella nota pubblicata ieri sul proprio portale – che unici soggetti deputati a dare un chiarimento applicativo in merito agli elementi da autocertificare ex DPR 445/2000 devono essere i Ministeri competenti, a parere di questa Cassa la norma dovrebbe essere interpretata sul piano sostanziale, al di là della indicazione letterale”. Di conseguenza, “si è portati a ritenere che, a prescindere da una eventuale pregressa iscrizione alla Gestione Separata INPS, possano presentare l’istanza per l’indennità ex art 44 DL 18/2020 coloro i quali abbiano alla data della domanda in via esclusiva un obbligo di iscrizione e di versamento nei confronti degli enti di previdenza privata”.

In altre parole, se si versa solo alla propria Cassa si può autocertificare l’iscrizione in via esclusiva. Quello delle Casse, però, come sottolineato anche dalla CNPADC, rimane un parere non vincolante, anche perché agli enti di previdenza non è demandato alcun controllo sostanziale sulla sussistenza dei requisiti, spettante al Ministero, ma solo un controllo formale sulla correttezza degli allegati alla domanda e la sottoscrizione dell’autocertificazione.

Oggi, verranno inviati al Ministero del Lavoro i dati aggiornati sul numero totale delle domande pervenute e poi si potrà procedere con i bonifici. Al momento, per ciò che riguarda la Cassa dottori, i soggetti che hanno già proceduto con l’autocertificazione di iscrizione in via esclusiva all’ente sono 18 mila (delle oltre 25 mila domande pervenute), mentre alla Cassa di previdenza dei ragionieri, su un totale di 9.414 richieste, circa 8.200 hanno provveduto a completare la domanda.

L’evasione delle domande procederà in ordine cronologico di arrivo. Una volta raggiunta la quota parte del fondo di 200 milioni attualmente stanziato dal Governo con il decreto “Cura Italia”, ogni ente deciderà come muoversi. Se pagare tutti i richiedenti oppure fermarsi, in attesa che l’Esecutivo rifinanzi quel fondo in modo da coprire tutte le richieste.
A oggi, infatti, i 200 milioni riescono a coprire fino a un massimo di 333.333 richieste, ma il numero delle domande presentate ha già superato abbondantemente quota 400 mila.

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