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Visualizzazione dei post da ottobre, 2023

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Calcoli di convenienza da rivedere per le locazioni brevi

Aumento dal 21% al 26% della cedolare solo con più di un appartamento destinato alla locazione breve Ieri, in serata, il Presidente della Repubblica Mattarella ha autorizzato la presentazione alle Camere del Ddl. di bilancio. Con riferimento alle locazioni brevi, il testo della bozza è stato modificato, forse in seguito alle tante critiche suscitate dalla versione precedente che incrementava in maniera generalizzata dal 21% al 26% l’aliquota della cedolare secca (si veda “Cedolare al 26% sulle locazioni brevi” del 26 ottobre 2023). Il nuovo testo, invece, limita l’aumento dell’aliquota al 26% al solo caso di “di destinazione alla locazione breve di più di un appartamento per ciascun periodo d’imposta”. In breve, quindi, l’aumento della tassa piatta riguarderebbe le locazioni abitative di durata non superiore a 30 giorni, quando il locatore destini alla locazione breve da due appartamenti in su, mentre la possibilità di applicare la cedolare al 21% resterebbe valida per chi destini alla...

Domani ripartono i termini per le agevolazioni prima casa

L’ultima proroga è stata prevista dal DL 198/2022 A meno che non arrivino ulteriori proroghe (e, in passato, le proroghe in questa materia sono arrivate anche dopo la scadenza dei termini) domani, 31 ottobre 2023 ricominciano a decorrere i termini relativi alle agevolazioni prima casa, sospesi da ultimo, nel periodo che va dal 1° aprile 2022 al 30 ottobre 2023. Si ricorda che l’art. 24 del DL 23/2020 aveva, originariamente, disposto la sospensione dei termini in materia di “prima casa” dal 23 febbraio 2020 fino al 31 dicembre 2020, ma, poi, con la conversione del DL 183/2020, il termine finale della sospensione era stato spostato ulteriormente al 31 dicembre 2021. Poi, l’art. 3 comma 5-septies del DL 228/2021 convertito ha spostato al 31 marzo 2022 il termine finale della sospensione dei termini in questione. In linea di principio, quindi, il 1° aprile 2022, i termini di prima casa avrebbero dovuto ricominciare a scorrere, ma poi, una norma contenuta nell’art. 3 comma 10-quinquies del ...

Ritenute sui bonifici per interventi «edilizi» dall’8 all’11%

In arrivo controlli sulle dichiarazioni di variazione catastale per gli immobili con superbonus Secondo una prima bozza del disegno di legge di bilancio, a decorrere dal 1° aprile 2024 la ritenuta di acconto che viene applicata sui bonifici relativi “ad oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta” salirà dall’8% all’11%. Si tratta della ritenuta introdotta dall’art. 25 del DL 78/2010 a partire dal 1° luglio 2010, originariamente fissata al 10%, poi scesa al 4%, per essere poi stabilita nella misura dell’8% dal 1° gennaio 2015. Tra cinque mesi, quindi, l’incremento all’11% della ritenuta operata dagli istituti di crediti e da Poste italiane all’atto di accredito dei pagamenti eseguiti con bonifici “parlanti” dai contribuenti determinerà una riduzione della liquidità delle imprese che eseguono i lavori

In Gazzetta il decreto fiscale collegato al disegno di legge di bilancio

Il DL 18 ottobre 2023 n. 145 conferma la proroga del secondo acconto IRPEF al 16 gennaio 2024 per imprese e professionisti Sulla Gazzetta Ufficiale n. 244 di ieri è stato pubblicato il DL 18 ottobre 2023 n. 145, ossia il decreto collegato al Ddl. di bilancio 2024, contenente misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. L’art. 1 del provvedimento, che entra in vigore oggi, stabilisce che, per contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per l’anno 2023 e sostenere il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche, in via eccezionale il conguaglio per il calcolo della perequazione delle pensioni, di cui all’art. 24 comma 5 della L. 41/86, per l’anno 2022 è anticipato al 1° dicembre 2023. L’art. 4 conferma poi il rinvio del versamento della seconda rata di acconto delle imposte dirette. La proroga al 16 gennaio 2024 interessa il versamento, da parte delle persone fisiche titolari di partita IVA...

Beni e servizi a uso promiscuo da indicare al 50% nel quadro RS dei forfetari

Nessuna proroga per i dati del 2022, che dovranno essere comunicati con l’invio della dichiarazione entro il prossimo 30 novembre La comunicazione dei dati relativi all’attività richiesti ai contribuenti in regime forfetario nel quadro RS (righi RS375-RS381) del modello REDDITI PF non è stata intaccata dall’art. 6 del DL 132/2023 che ne ha disposto, limitatamente al periodo d’imposta 2021, il rinvio al 30 novembre 2024. Nessun differimento per i dati del 2022, che andranno comunicati con l’invio della dichiarazione entro il prossimo 30 novembre. Può quindi essere utile riepilogare i chiarimenti forniti nel tempo, per orientare sulla compilazione del quadro. I dati oggetto di comunicazione per gli imprenditori sono: - il numero complessivo di mezzi di trasporto/veicoli posseduti e/o detenuti a qualsiasi titolo per lo svolgimento dell’attività alla data di chiusura del periodo d’imposta; - l’ammontare del costo sostenuto per l’acquisto di materie prime e sussidiarie, semilavorati e merci...

Si sana con la nota di credito la doppia fattura al Sistema di Interscambio

L’Agenzia delle Entrate conferma che la fattispecie rientra fra quelle per le quali è ammessa la variazione Se per una stessa operazione vengono trasmessi due file XML al Sistema di Interscambio, l’errore può essere sanato attraverso la registrazione dei documenti duplicati e l’emissione di una nota di variazione in diminuzione a storno. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 447, pubblicata ieri, ha confermato il proprio precedente orientamento (risposta a interpello 8 ottobre 2019 n. 395). Il caso in esame riguarda una società italiana (Alfa) che commercializza prodotti a soggetti esteri e che accedendo al proprio cassetto fiscale, si accorgeva della presenza di alcune fatture duplicate, emesse negli anni 2022 e 2023 nei confronti di un cliente olandese (Beta). La circostanza era dovuta al fatto che, una volta trasmessi i file XML, Alfa impiegava un diverso portale (Delta) per l’inserimento dei dati delle fatture emesse nei confronti di Beta, che quest’ultima utiliz...

Il rigo RU150 è legato al credito d’imposta maturato per il 2022

Stando alle specifiche tecniche del modello REDDITI 2023, rileva la compilazione del rigo RU5 La compilazione del rigo RU150 sta generando numerosi dubbi applicativi, primo fra tutti quello riguardante l’anno rilevante per la compilazione del rigo stesso. Nello specifico, fermo restando che il rigo RU150 va compilato solo in presenza di crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali (codici credito L3, 2L o 3L nel rigo RU1), per attività di ricerca, sviluppo e innovazione (codice credito L1) o per la formazione 4.0 (codice credito “F7) – e quindi, ad esempio, non per i tax credit energia –, non è chiaro se ai fini delle informazioni da fornire sul titolare effettivo rilevi l’anno di maturazione del credito d’imposta o quello di utilizzo. Le istruzioni al modello REDDITI SC 2023 affermano, in linea generale, che occorre compilare il rigo RU150 indicando, per ogni titolare effettivo persona fisica, “i periodi di riferimento (2020, 2021, 2022) per i quali si è beneficiato del cred...

In arrivo l’annullamento delle lettere di compliance con errori sui corrispettivi

L’Agenzia delle Entrate ammette che alcuni avvisi di irregolarità sulle incongruenze relative agli incassi via POS sono basati su dati errati Dopo le tante segnalazioni di questi giorni (si veda la lettera “Ripetuti e madornali errori negli avvisi di anomalia sui corrispettivi” di oggi), sulle lettere di compliance relative alle discrasie tra incassi e corrispettivi telematici l’Agenzia delle Entrate fa un passo indietro. Con un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio di ieri, infatti, ha fatto sapere che, effettivamente, alcuni di quegli avvisi di anomalia erano basati su dati sbagliati e che, dunque, nei prossimi giorni arriverà ai contribuenti coinvolti una nuova comunicazione di annullamento delle lettere inviate in precedenza. Gli errori, però, non sarebbero imputabili all’Agenzia. Il comunicato chiarisce che a inviare i dati sbagliati sarebbero stati gli operatori finanziari, obbligati per legge alla trasmissione dei dati relativi ai pagamenti elettronici (POS). Né l’Agenzia avr...

Ravvedimento sui corrispettivi meno caro grazie alle lettere di compliance

Gli avvisi di anomalia chiariscono che la dichiarazione infedele assorbe la sanzione del 30% In questi giorni stanno giungendo ai contribuenti le lettere di compliance emesse sulla base dell’incrocio dei dati con le comunicazioni ex art. 22 comma 5 del DL 124/2019. L’Erario, grazie a ciò, conosce l’ammontare degli incassi telematici giornalieri e li può confrontare con i corrispettivi telematici (si veda il provv. Agenzia delle Entrate 3 ottobre 2023 n. 352652). Dalle lettere di compliance emergono indicazioni molto utili per il ravvedimento operoso: - implicitamente si specifica che il contribuente può ravvedersi ai sensi dell’art. 13 del DLgs. 472/97, salvo abbia ricevuto un verbale entro il 31 ottobre 2023, nel qual caso opera l’art. 4 del DL 131/2023; - ai fini del computo della sanzione sull’omessa/infedele trasmissione telematica dei corrispettivi, rimane il minimo di 500 euro per ogni violazione; - non è necessario trasmettere ora i corrispettivi omessi o trasmessi in modo infed...

Professionisti e imprenditori individuali al recupero dell’acconto IRAP 2022

Per evitare i tempi lunghi del rimborso, si consiglia di correggere l’F24 a suo tempo presentato tramite CIVIS Non essendo più soggette a IRAP dal 2022 a prescindere dalla sussistenza, o meno, di un’autonoma organizzazione (ex art. 1 comma 8 della L. 234/2021), dal medesimo anno le persone fisiche esercenti attività commerciali o arti e professioni non dovevano più corrispondere nemmeno il relativo acconto. Tuttavia, nel caso in cui questo sia stato erroneamente versato, avvicinandosi il termine per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi (fissato, per i soggetti “solari”, al 30 novembre 2023), si pone la questione di come procedere al relativo recupero. Infatti, le somme pagate non possono essere evidenziate come saldo “a credito” nel quadro IR della dichiarazione IRAP 2023, non essendo tali soggetti più tenuti alla relativa presentazione. Il problema è analogo a quello affrontato dagli stessi professionisti e imprenditori quando l’esclusione dal tributo non era ancora stata s...

Quadro RS dei forfetari, trasmissione dei dati entro il 30 novembre 2024

L’adempimento, che non viene modificato o abrogato, dovrà essere coordinato con il sistema informativo necessario per l’operatività del concordato preventivo biennale È ufficiale la proroga al 30 novembre 2024 per comunicare le informazioni relative all’attività richieste ai contribuenti in regime forfetario nel quadro RS del modello REDDITI PF 2022 (periodo d’imposta 2021). Il differimento rispetto all’ordinario termine di presentazione della dichiarazione è stato disposto a fronte dell’ondata di critiche che sono seguite all’invio delle lettere di compliance per presunte omissioni nell’indicazione dei dati informativi nel quadro RS. L’adesione al regime forfetario determinava l’esclusione da studi di settore e parametri contabili e, attualmente, dagli ISA. A fronte di ciò l’art. 1 comma 73 della L. 190/2014 rinvia al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate di approvazione dei modelli di dichiarazione dei redditi per la definizione di “specifici obblighi informativi relativamente al...