Sanzioni quadro RW: oggi conta quanto a lungo è stato detenuto l’investimento estero, non solo il suo valore finale. La normativa prevede sanzioni dal 3% al 15% (o dal 6% al 30% per Paesi a fiscalità privilegiata) sugli importi non dichiarati, con una sanzione ridotta a 258 euro se la dichiarazione arriva entro 90 giorni dal termine.
Il contribuente può definire l’atto di contestazione pagando un terzo della sanzione oppure ricorrere al ravvedimento operoso, calcolato sempre sulla sanzione minima.
Il punto centrale riguarda il criterio di calcolo: la sanzione deve essere proporzionata ai giorni di possesso dell’attività finanziaria. Se l’investimento è rimasto invariato tutto l’anno, si considera il valore al termine del periodo. Se invece ci sono stati disinvestimenti e reinvestimenti, si sommano le sanzioni dei singoli periodi, ciascuna ponderata per i giorni di detenzione.
Esempio:
300.000 € per 181 giorni → 4.443,01 €
500.000 € per 31 giorni → 1.273,97 €
600.000 € per 153 giorni → 7.545,21 €
Totale: 13.262,19 €, inferiore ai 18.000 € che deriverebbero dal semplice 3% sul valore al 31 dicembre.
Questo approccio rende la sanzione più equa e aderente alla reale movimentazione dell’investimento, ma richiede una ricostruzione accurata dei periodi di possesso. Per chi gestisce attività estere, diventa essenziale monitorare non solo i valori, ma anche le tempistiche di ogni operazione.