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Addio agli INTRA trimestrali relativi agli acquisti

/ Luca BILANCINI e Emanuele GRECO Martedì, 26 settembre 2017 4-5 minuti La riduzione degli obblighi si applica a decorrere dal 1° gennaio 2018 Con il provvedimento n. 194409/2017, diffuso ieri, l’Agenzia delle Entrate ha reso note le misure di semplificazione che riguardano gli obblighi comunicativi dei contribuenti in relazione agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie. Viene quindi data attuazione alle disposizioni contenute nel novellato art. 50, comma 6 del DL 331/93, che erano state originariamente previste già per il 2017, ma che avevano conosciuto una proroga al 2018 per effetto del DL 244/2016 (c.d. Milleproroghe). Le novità riguardano in primis l’abolizione dei modelli INTRA trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi e la valenza dei modelli INTRA mensili esclusivamente ai fini statistici. Cambiano peraltro anche le soglie al di sopra delle quali devono essere presentati gli elenchi riepilogativi mensili degli acquisti intracomunitari (sempre, si r...

La partita IVA italiana non evita l’acquisto intracomunitario

La partita IVA italiana non evita l’acquisto intracomunitario Se il bene parte da uno Stato Ue è necessaria l’integrazione della fattura e la compilazione degli Intrastat Nel caso di acquisti da fornitori stabiliti nella Ue, se il bene proviene direttamente da un Paese comunitario, il cliente soggetto passivo stabilito in Italia è tenuto a integrare la fattura del fornitore, come un normale acquisto intracomunitario, e a presentare il modello INTRASTATanche se il cedente indica in fattura la partita IVA italiana, acquisita tramite rappresentante fiscale o identificazione diretta. Diverso, invece, è il caso in cui il fornitore introduce in Italia i beni in un proprio magazzino, in un momento anteriore rispetto a quello in cui avviene la cessione, perché in questo caso si verifica un’operazione interna, per cui l’acquirente nazionale è debitore d’imposta, ai sensi dell’ art. 17 , comma 2 del DPR 633/72. Con la riforma in vigore dal 1° gennaio 2010, il legislatore ha ...

Acquisti Intracomunitari: piu' tempo per la registrazione

L’imposta deve essere imputata al mese che precede quello di ricevimento della fattura, in contrasto con la Direttiva comunitaria La legge di stabilità 2013 (L. n. 228/2012) ha esteso gli adempimenti previsti per gli acquisti intracomunitari a tutte le operazioni, territorialmente rilevanti in Italia, soggette a reverse charge, poste in essere con una controparte stabilita in altro Paese UE (art. 17, comma 2, del DPR n. 633/1972). Le modifiche, applicabili dal 1° gennaio di quest’anno, assumono particolare importanza anche perché la Commissione europea (doc. COM (2011) 851 def.), ha ritenuto probabile che l’attuale sistema impositivo degli scambi intracomunitari di beni, fondato sul principio di tassazione nel Paese di destinazione, da transitorio (cfr. art. 404 della Direttiva n. 2006/112/CE), diventerà definitivo. Riguardo alla registrazione, il previgente art. 47, comma 1, del DL n. 331/1993 prevedeva che le fatture relative agli acquisti intracomunitari, previa integ...

Senza iscrizione nel VIES si applica il regime delle «vendite a distanza» L’identificazione in Italia è però inutile perché l’IVA è assolta con il reverse

Senza iscrizione nel VIES si applica il regime delle «vendite a distanza» L’identificazione in Italia è però inutile perché l’IVA è assolta con il reverse  Per effetto del regime introdotto dall’art. 21 del DL n. 78/2010, l’applicazione del principio di tassazione nel Paese di destinazione, proprio delle operazioni intracomunitarie, resta precluso in assenza di iscrizione nell’archivio VIES, così come nei 30 giorni successivi alla presentazione della dichiarazione di inizio attività o della richiesta di iscrizione. Privilegiando la “forma” (iscrizione nell’archivio VIES) rispetto alla “sostanza” (natura intracomunitaria dell’operazione), l’IVA si considera dovuta nel Paese di origine, in palese violazione del principio di ripartizione della potestà impositiva che contraddistingue le operazioni intracomunitarie, come si evince agevolmente dalle ultime pronunce della Corte di Giustizia (causa C-587/10, VSTR e causa C-324/11, Tóth). In base alla disciplina in esame, per le c...

Sanzioni Rebus Acquisti Senza VIES Nei Primi 30 Giorni

L’art. 35, comma 7-bis, del DPR n. 633/1972 afferma che, entro i trenta giorni successivi alla richiesta di effettuazione delle operazioni intracomunitarie (inserita, a seconda delle ipotesi, o nella dichiarazione di inizio attività o nell’apposito modello reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate) del contribuente, l’Agenzia delle Entrate può negare l’autorizzazione tramite provvedimento espresso: in assenza di ciò, l’autorizzazione si intende concessa, applicandosi il meccanismo del “silenzio-assenso”. Detta autorizzazione, comunque, può essere revocata con provvedimento successivo. Con la risoluzione n. 42/2012, l’Agenzia delle Entrate, confermando di fatto il precedente orientamento fatto proprio con la circolare n. 39/2011, sostiene che, in difetto di autorizzazione o in presenza di autorizzazione revocata, la soggettività passiva all’esecuzione delle operazioni intracomunitarie è sospesa. Per effetto di ciò, le operazioni dovranno essere trattate come operazioni interne, q...