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Per la soglia penale delle ritenute contano i versamenti all’INPS nell’anno «civile»

/ Maurizio MEOLI Giovedì, 8 marzo 2018 6-8 minuti Depositate ieri le motivazioni della sentenza delle Sezioni Unite resa nota a gennaio Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nella sentenza n. 10424, depositata ieri, hanno stabilito che, in tema di omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, ex art. 2 comma 1-bis del DL 463/1983, come sostituito dall’art. 3 comma 6 del DLgs. 8/2016, l’importo complessivo superiore a 10.000 euro annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia di punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità di scadenza dei versamenti contributivi ovvero con riguardo al periodo di tempo che va dal 16 gennaio al 16 dicembre di ogni anno (“civile”), relativamente alle retribuzioni corrisposte, rispettivamente, nel dicembre dell’anno precedente e nel novembre dell’anno in corso. Soluzione anticipata con l’Informazione provvisoria 18 gennaio 2018 n. 1. Sul calco...

Responsabilità del consulente quale ideatore di modelli di evasione fiscale

9-12 minuti Pubblicato il 25-01-2018 alle 15:04 - Autore: Gioacchino De Pasquale - PDF Responsabilità del consulente quale ideatore di modelli di evasione fiscale E' responsabile a titolo di concorso il consulente fiscale per la violazione tributaria commessa dal cliente (nella specie, per il delitto di indebita compensazione), quando il primo sia l'ispiratore della frode, e anche se solo il cliente abbia beneficiato dell'operazione fiscalmente illecita. Ai fini della configurabilità dell'aggravante, nel caso in cui reato è commesso dal concorrente nell'esercizio dell'attività di consulenza fiscale svolta da un professionista o da un intermediario finanziario o bancario attraverso l'elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale (articolo 13 bis, comma terzo, Dlgs. n. 74/00) è richiesta una particolare modalità della condotta, ovverosia la “serialità” che, se pur non prevista espressamente nell'articolo, è desumibile dalla locuzione...

L’omessa dichiarazione contributiva è reato anche senza retribuzioni

/ Maurizio MEOLI Sabato, 16 dicembre 2017 6-8 minuti La Cassazione precisa la fattispecie prevista dall’art. 37 comma 1 della L. 689/1981 Ai fini dell’integrazione della fattispecie di omessa presentazione di dichiarazioni “contributive” (art. 37 comma 1 della L. 689/1981) non è necessaria la effettiva corresponsione della retribuzione, dal momento che il relativo presupposto è rappresentato dalla costituzione del rapporto di lavoro. A precisarlo è la Cassazione, nella sentenza n. 56077, depositata ieri. Ai sensi dell’art. 37 comma 1 della L. 689/1981, salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che, al fine di non versare in tutto o in parte contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie, omette una o più registrazioni o denunce obbligatorie, ovvero esegue una o più denunce obbligatorie in tutto o in parte non conformi al vero, è punito con la reclusione fino a due anni quando dal fatto deriva l’omesso versamento di contribut...