/ Savino GALLO Martedì, 7 novembre 2017
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Un emendamento governativo modificherà il collegato al Ddl. di bilancio. Dalle Entrate l’impegno a «rendere più semplice la vita» dei professionisti
Nel decreto fiscale collegato alla legge di bilancio potrebbe esserci spazio anche per la riforma dell’ordinamento professionale dei commercialisti e, in particolare, per l’introduzione delle specializzazioni. A confermarlo il Ministro alla Giustizia, Andrea Orlando, che annuncia la presentazione di alcuni emendamenti governativi alla legge di bilancio e al collegato fiscale.
Tra questi, appunto, l’emendamento relativo ai commercialisti, che contempla un testo “concordato” con il Consiglio nazionale di categoria relativo al riconoscimento dei percorsi specialistici: “Le specializzazioni – ha spiegato Orlando – sono uno strumento fondamentale per tutta la categoria professionale e non riguardano solo i grandi studi o i professionisti già affermati e con ottimi volumi d’affari”.
Ne beneficeranno, ha continuato il titolare del Dicastero di via Arenula, “molto di più i piccoli, le aree marginali, quelli che magari ora possono essere perplessi, perché sono i più esposti alla competizione senza regole”. Le specializzazioni serviranno per “elevare” tale competizione, spostandola “sul piano del servizio, e non solo su quello del costo”.
La categoria, però, si aspetta anche di essere messa nelle condizioni di potersi dedicare alle attività che richiedono delle specializzazioni. Questo significa semplificare gli adempimenti fiscali che, invece, negli ultimi anni, non hanno fatto altro che proliferare.
Su tale aspetto sembra esserci l’impegno del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, che ieri, durante un Forum dedicato alla categoria in corso di svolgimento a Milano, ha preannunciato i prossimi passi del Fisco.
“Per troppo tempo – ha sottolineato – vi è stato chiesto di supplire alle nostre inefficienze, diventando una sorta di sportello diffuso delle Entrate sul territorio. Ora, è arrivato il momento di rendervi la vita più semplice”.
Dal 2018, quindi, potrebbero essere eliminati diversi adempimenti, “passaggi necessari che non devono essere visti con sospetto, magari con la paura che venga sottratto del lavoro ai commercialisti”, ma con la consapevolezza che si possa “lasciare al Fisco la parte più brutta del lavoro” e “concentrarsi su quella più bella, la consulenza al mondo produttivo del nostro Paese”.
Per fare ciò, da un lato, l’Agenzia procederà ad una riorganizzazione interna, dall’altro, continuerà a spingere sui servizi on line, aggiornando, “già a partire dal mese prossimo”, il proprio sito internet, in modo da renderlo “più pulito” sfruttabile dai contribuenti. Va inteso in questo senso il rilascio nella giornata di ieri del “servizio fai da te per la definizione agevolata delle cartelle” (si veda “Al via nuovi servizi on line per la rottamazione dei ruoli” di oggi), mentre a breve sarà possibile accedere al proprio cassetto fiscale anche attraverso “gli sportelli atm delle banche e delle poste”.
Quanto, invece, alla riorganizzazione interna, dall’anno prossimo l’Agenzia verrà suddivisa in due divisioni, una dedicata ai servizi, l’altra ai contribuenti. Quest’ultima, avrà una serie di centrali decentrate riservate alle diverse tipologie di contribuenti, in modo tale che ognuno di essi avrà un “rapporto con il Fisco all’interno di una divisione specifica”.
Nel corso del suo intervento, Ruffini si è soffermato anche sulla fatturazione elettronica tra privati. L’introduzione dell’obbligo, a partire dal 2019, fa ancora discutere, ma ha sottolineato il Direttore delle Entrate, “l’obbligo diventerà secondario nel momento in cui la fatturazione elettronica risulterà semplice, sicura e possibilmente gratuita”.
Per renderla semplice, le Entrate si confronteranno con i commercialisti, con cui nel prossimo futuro partiranno diversi tipi di interlocuzione, una finalizzata a “rivedere il linguaggio utilizzato” dall’Amministrazione finanziaria, le altre, su base regionale, per rifondare il rapporto tra Fisco e contribuenti.
Sulla fatturazione elettronica, però, i commercialisti non si fermeranno all’interlocuzione con le Entrate. Come annunciato dal Vicepresidente del CNDCEC, Davide Di Russo, è stato, infatti, già messo a punto un emendamento alla legge di bilancio che contempla “l’introduzione graduale dell’obbligo, una serie di premialità per i contribuenti che adotteranno la fatturazione elettronica e il riconoscimento di un ruolo, quello di certificatori dei processi di trasmissione delle fatture, per i commercialisti”.
Ulteriori adempimenti, ha spiegato Gilberto Gelosa, Consigliere del CNDCEC con delega alla fiscalità, riguardano “la standardizzazione del flusso di informazioni relative a IMU e TASI, l’ampliamento del periodo in cui poter usufruire della detrazione IVA, l’introduzione del regime di cassa per le società tra professionisti e di un calendario fiscale condiviso”. Tutti emendamenti, ha concluso il Consigliere del CNDCEC con delega alla fiscalità, “a costo zero per lo Stato”.