/ Alessandro IMMOBILE MOLARO Sabato, 26 maggio 2018
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Nel panorama italiano si registrano continuamente nuove iniziative di una gran varietà di servizi che agevolano e semplificano il lavoro, tra i quali anche i servizi fiscali.
In tale ambito diverse realtà italiane hanno avviato un processo di digitalizzazione del lavoro e di scambio delle informazioni con i clienti. In questo modo, i clienti accedono in un unico punto per la fatturazione (software per lo scambio di documenti elettronici con fornitori, clienti e P.A.), per il controllo dei costi, per la tesoreria, per lo scadenzario crediti e debiti di funzionamento. La gestione degli aspetti fiscali e degli adempimenti è trasparente e sempre aggiornata. La conservazione elettronica di tutti i documenti è automatica. Tutti i documenti generati o ricevuti sulla piattaforma vengono automaticamente classificati e salvati. Le modalità di accesso sono semplici e disponibili su tutti i dispositivi (computer, tablet, smartphone). La piattaforma applicativa è collegata al gestionale e semplifica considerevolmente la registrazione contabile.
Anche il modello di business è innovativo. I costi per i clienti sono moderatamente contenuti, e vengono calcolati e riscossi su base mensile a un canone prestabilito.
Quanto accennato rappresenta un’evoluzione nell’erogazione dei servizi fiscali alle imprese. Gli strumenti e le tecnologie sono certe e affidabili, la propensione del cliente a lavorare su una piattaforma unica è sempre più diffusa, le piattaforme social e quelle per gli acquisti on line stanno cambiando velocemente il mindset delle persone.
La normativa, i nuovi processi e i nuovi strumenti per la fatturazione elettronica pongono gli studi professionali di fronte alla necessità di seguire l’evoluzione digitale in atto. La graduale digitalizzazione sta interessando tutti gli adempimenti fiscali, a partire dall’introduzione del c.d. “Fisco telematico” fino all’avvio della fatturazione elettronica. E proprio la fatturazione elettronica rappresenta uno spartiacque della nuova era di riorganizzazione fiscale in Italia, indirizzata a sfruttare l’infrastruttura ICT per contrastare l’evasione, a partire dall’ambito IVA.
Circa quattro studi su cinque sono impegnati quasi esclusivamente in attività di consulenza ordinaria (dati Osservatorio professionisti e innovazione digitale del Politecnico di Milano) e la maggior parte delle attività operative degli studi riguarda la registrazione delle fatture, la prima nota e la gestione IVA. Seguono gli adempimenti fiscali in genere e la redazione del bilancio di esercizio.
La digitalizzazione porterà a una progressiva riduzione delle attività operative come l’inserimento dei dati contabili o la compilazione di modelli fiscali sul gestionale e un parziale automatismo degli adempimenti fiscali. Inoltre, la domanda di assistenza fiscale proveniente dai liberi professionisti e dai lavoratori autonomi tenderà a contrarsi a seguito del ricorso a software specializzati, facili da usare ed economici, che potrebbero rivelarsi parzialmente sostitutivi del commercialista.
I clienti dello studio adotteranno diversi approcci: il c.d. cliente organizzato ovvero che sfrutta al massimo le tecnologie digitali e che, ad esempio, si interfaccia autonomamente con il SdI; il cliente con un buon livello di digitalizzazione ma che richiederà il supporto operativo e metodologico dello studio; il cliente che chiederà allo studio di gestire completamente i suoi flussi digitali nei confronti dell’Agenzie delle Entrate.
Da una ricerca della Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC, settembre 2015) emerge che i commercialisti concordano sul fatto che la tecnologia digitale condurrà le imprese ad automatizzare ogni fase della filiera amministrativa, ma non tutti concordano sull’eventualità che la digitalizzazione della contabilità e degli adempimenti fiscali possano rivelarsi sostitutivi del commercialista e, ancora di più, non ritengono che le aziende possano ridurre la domanda di assistenza contabile e fiscale.
Tuttavia, è ragionevole un cambiamento del modo di lavorare e delle modalità di offerta dei servizi fiscali. I commercialisti dovranno adottare nuove soluzioni organizzative e operative in grado di conservare e anzi rafforzare il proprio ruolo. Dovranno offrire strumenti e servizi digitali per agevolare l’operatività delle aziende clienti, introdurre nuove attività operative con il Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate, adeguare le procedure operative e le attività di controllo dei dati contabili e fiscali. Le risorse operative dello studio dovranno acquisire nuovi metodi, nuovi strumenti e nuove conoscenze tecniche e informatiche.
La digitalizzazione cambia il modo di lavorare. È fondamentale saper controllare e governare i processi digitali e i contenuti fiscali con competenze e professionalità. È ragionevole ipotizzare un aumento della produttività interna dello studio e della qualità per i clienti.
Ed è infine fondamentale valorizzare adeguatamente il lavoro nei confronti dei clienti per le caratteristiche di flessibilità, di certezza, di controllo e per la responsabilità assunta come intermediari.