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Occhio ai pagamenti e incassi di fine anno. I professionisti e le imprese minori che determinano il reddito sulla base delle movimentazioni finanziarie, infatti, dovranno prestare particolare attenzione all’esatto esercizio in cui si manifesta la movimentazione finanziaria. A tal proposito è opportuno prestare attenzione a tutte quelle operazioni poste in essere con strumenti di pagamento diversi dal denaro contante, al fine di individuare il momento nel quale i ricavi e i proventi si considerano percepiti e le spese sostenute. Vengono in soccorso i chiarimenti resi dall’Amministrazione Finanziaria sull’individuazione del momento di rilevanza fiscale dei compensi percepiti e delle spese sostenute nell’ambito dei redditi di lavoro autonomo, data l’analogia tra l'art 66, c. 1, del Tuir (“imprese minori”) e l'art. 54, c. 1, sempre del Tuir (“lavoro autonomo”).
Tra i più recenti interventi sul tema dell’Agenzia delle Entrate, si segnala la circolare 13.04.2017, n.11/E. La norma sul lavoro autonomo adotta quale criterio di imputazione al periodo di imposta il cosiddetto “principio di cassa”, in base al quale concorrono a determinare il reddito di lavoro autonomo i compensi percepiti e le spese sostenute nel periodo d’imposta. Riassumendo, i compensi sono imponibili e le spese deducibili rispettivamente alla data di percezione e sostenimento, indipendentemente dal periodo di maturazione.
Tuttavia, accade spesso che alcuni importi siano incassati o pagati a fine anno. In questo caso assume fondamentale importanza l’esatta collocazione temporale dei proventi e delle spese. Ma la fattispecie sopra descritta incontra ostacoli naturali di non poco conto nel caso di strumenti di pagamento bancari diversi dal denaro contante. I compensi incassati per mezzo di assegno bancario o circolare si considerano percepiti nel momento in cui sono ricevuti dal committente. D’altra parte, i pagamenti sono effettuati nel momento in cui l’assegno è consegnato materialmente alla controparte. Non rileva, per quanto riguarda i compensi incassati, il versamento sul conto corrente del soggetto percettore.
Per quanto riguarda gli incassi tramite bonifico o ricevuta bancaria, la data che rileva è quella in cui il soggetto percettore riceve l’accredito della somma sul conto corrente, ovvero la cosiddetta “data disponibile”. Specularmente, il pagamento avviene al momento del materiale addebito sul conto corrente.
A livello reddituale, non assumono rilevanza la data della valuta, quella dell’ordinativo di pagamento e quella in cui il percettore è venuto a conoscenza dell’accredito.
Nel caso di pagamenti con carta di credito/debito, i ricavi si considerano percepiti e le spese sostenute nel momento in cui avviene l’utilizzo della carta.
Occhio ai pagamenti e incassi di fine anno. I professionisti e le imprese minori che determinano il reddito sulla base delle movimentazioni finanziarie, infatti, dovranno prestare particolare attenzione all’esatto esercizio in cui si manifesta la movimentazione finanziaria. A tal proposito è opportuno prestare attenzione a tutte quelle operazioni poste in essere con strumenti di pagamento diversi dal denaro contante, al fine di individuare il momento nel quale i ricavi e i proventi si considerano percepiti e le spese sostenute. Vengono in soccorso i chiarimenti resi dall’Amministrazione Finanziaria sull’individuazione del momento di rilevanza fiscale dei compensi percepiti e delle spese sostenute nell’ambito dei redditi di lavoro autonomo, data l’analogia tra l'art 66, c. 1, del Tuir (“imprese minori”) e l'art. 54, c. 1, sempre del Tuir (“lavoro autonomo”).
Tra i più recenti interventi sul tema dell’Agenzia delle Entrate, si segnala la circolare 13.04.2017, n.11/E. La norma sul lavoro autonomo adotta quale criterio di imputazione al periodo di imposta il cosiddetto “principio di cassa”, in base al quale concorrono a determinare il reddito di lavoro autonomo i compensi percepiti e le spese sostenute nel periodo d’imposta. Riassumendo, i compensi sono imponibili e le spese deducibili rispettivamente alla data di percezione e sostenimento, indipendentemente dal periodo di maturazione.
Tuttavia, accade spesso che alcuni importi siano incassati o pagati a fine anno. In questo caso assume fondamentale importanza l’esatta collocazione temporale dei proventi e delle spese. Ma la fattispecie sopra descritta incontra ostacoli naturali di non poco conto nel caso di strumenti di pagamento bancari diversi dal denaro contante. I compensi incassati per mezzo di assegno bancario o circolare si considerano percepiti nel momento in cui sono ricevuti dal committente. D’altra parte, i pagamenti sono effettuati nel momento in cui l’assegno è consegnato materialmente alla controparte. Non rileva, per quanto riguarda i compensi incassati, il versamento sul conto corrente del soggetto percettore.
Per quanto riguarda gli incassi tramite bonifico o ricevuta bancaria, la data che rileva è quella in cui il soggetto percettore riceve l’accredito della somma sul conto corrente, ovvero la cosiddetta “data disponibile”. Specularmente, il pagamento avviene al momento del materiale addebito sul conto corrente.
A livello reddituale, non assumono rilevanza la data della valuta, quella dell’ordinativo di pagamento e quella in cui il percettore è venuto a conoscenza dell’accredito.
Nel caso di pagamenti con carta di credito/debito, i ricavi si considerano percepiti e le spese sostenute nel momento in cui avviene l’utilizzo della carta.