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Possibile richiedere alla CNPADC il contributo per l’affitto dello studio


/ Alice BOANO
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Ci sarà tempo fino al 15 giugno per richiedere alla Cassa di previdenza dei dottori commercialisti il contributo a fondo perduto per il pagamento del canone di locazione del proprio studio professionale. A renderlo noto è lo stesso ente di previdenza che, a partire da ieri, ha messo a disposizione degli iscritti la modulistica da compilare per poter presentare la domanda.

Si potrà fare tutto on line: accedendo all’area riservata del portale della CNPADC, i soggetti interessati potranno usufruire del servizio CSA, allegando alla domanda la copia del contratto di locazione o sublocazione e la documentazione di avvenuto pagamento dei canoni per i mesi rispetto ai quali si chiede il contributo.

“Crediamo sia fondamentale – commenta Walter Anedda, Presidente della Cassa – offrire un servizio agile per la richiesta di un contributo che può risultare importante per chi in questi mesi ha avuto difficoltà a incassare i compensi ma ha comunque dovuto sostenere delle spese non comprimibili”.

Il contributo, che fa parte di un pacchetto di iniziative messo in campo dall’ente per sostenere gli iscritti in questo periodo di difficoltà, andrà a coprire il 50% dei canoni di locazione corrisposti per il periodo compreso tra febbraio e maggio 2020, fino a un massimo di mille euro totali. Potranno accedere al beneficio gli iscritti che, con riferimento all’anno d’imposta 2018, hanno dichiarato un reddito complessivo (calcolato sommando reddito professionale, eventuali pensioni e redditi di lavoro dipendente o assimilati) non superiore a 50 mila euro. In più, sono esclusi i soggetti che, nel 2019, hanno percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 20 mila euro.

Rientrano tra i possibili beneficiari, invece, studi associati e società tra professionisti. In questo caso, verrà erogato a ciascun socio un valore commisurato alla quota di partecipazione agli utili dello studio o della STP, risultante alla data della domanda. In ogni caso, il contributo non potrà essere superiore a mille euro per ogni singolo richiedente.

Quanto, invece, alle modalità di erogazione, la Cassa fa sapere che, una volta concluso il termine per la presentazione delle domande, verrà stilata una graduatoria secondo un criterio di precedenza inversamente proporzionale ai redditi dichiarati. In altre parole, i richiedenti con redditi dichiarati più bassi finiranno in cima alla graduatoria. A parità di reddito, verrò data precedenza al soggetto con l’età anagrafica inferiore.

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