Passa ai contenuti principali

Tutti gli articoli

Mostra di più

Errori del quadro D «formali» o «sostanziali» a seconda dei casi

Soltanto l’errata indicazione della data di esercizio dell’opzione e/o della tipologia del cessionario è un errore formale

Quando gli errori commessi nella compilazione della comunicazione, di cui all’art. 121 del DL 34/2020, possono essere considerati soltanto “formali”, l’opzione di cessione del credito o sconto sul corrispettivo viene considerata valida ai fini fiscali.

Il relativo credito d’imposta, quindi, può essere ulteriormente ceduto o utilizzato in compensazione ex art. 17 del DLgs. 241/97 dal primo cessionario o dal fornitore che ha applicato lo sconto in fattura.


Secondo le indicazioni della circ. Agenzia delle Entrate 6 ottobre 2022 n. 33, di fronte a questa tipologia di errori è sufficiente che il cedente, l’amministratore di condominio (o il condomino incaricato della trasmissione per i “condomini minimi”) o l’intermediario che ha inviato la comunicazione, segnalino l’errore (o l’omissione) all’Agenzia delle Entrate.

Detta segnalazione avviene trasmettendo all’indirizzo PEC annullamentoaccettazionecrediti@pec.agenziaentrate.it una nota nella quale vengono indicati i dati corretti (o mancanti), che sia anche sottoscritta digitalmente o con firma autografa (nel secondo caso è altresì necessario allegare copia del documento d’identità).


Per quanto riguarda gli errori commessi nel quadro D del modello di comunicazione, approvato con il provv. Agenzia delle Entrate 3 febbraio 2022 n. 35873, la circ. n. 33/2022 qualifica “formale” soltanto l’errata indicazione (o l’omissione) della data di esercizio dell’opzione e/o della tipologia del cessionario.


Nel caso in cui l’errore riguardi il codice fiscale del primo cessionario del credito corrispondente alla detrazione o del fornitore che ha applicato lo sconto sul corrispettivo, si ritiene possa rientrare tra quelli “sostanziali” per la cui correzione la procedura da seguire si complica (si veda l’apposita Scheda).


In seguito a questo errore, infatti, il credito d’imposta si visualizzerà nel cassetto fiscale del soggetto cui corrisponde il codice fiscale errato indicato nella “comunicazione”. Questo soggetto potrà rifiutare il credito e far tornare quindi la detrazione in capo al beneficiario della detrazione fiscale (il quale potrà ritrasmettere la “comunicazione” corretta se entro i termini oppure entro il termine ultimo entro cui poter aderire alla remissione in bonis).


Se per sbaglio il cessionario “errato” ha accettato il credito, sarà invece necessario procedere alla richiesta di annullamento “extra-telematica” all’Agenzia delle Entrate e poi ripresentare la “comunicazione” corretta se entro i termini oppure entro il termine ultimo entro cui poter aderire alla remissione in bonis.


Se invece non solo il cessionario “errato” ha accettato il credito, ma lo ha anche utilizzato in compensazione in F24, oltre alla richiesta di annullamento “extra-telematica” all’Agenzia delle Entrate, dovrà procedere al riversamento del credito “non spettante” pagando la sanzione del 30% (risposta interpello Agenzia delle Entrate 14 giugno 2023 n. 348) e ritrasmettere la “comunicazione” corretta (entro i termini oppure entro il termine ultimo entro cui poter aderire alla remissione in bonis).


Ove fossero stati effettuati altri errori (quali ad esempio, la ulteriore cessione da parte del cessionario “errato” del credito a un soggetto vigilato) parrebbe, invece, che l’unica strada percorribile sia quella di rivolgersi agli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Post popolari in questo blog

ATI e regimi agevolati: minimi e forfetari

L'accesso all'associazione temporanea di imprese non causa decadenza dal regime agevolato (minimi o forfettari) se l'associazione è di tipo verticale, ossia comporta l'autonoma responsabilità dei singoli associati nell'esecuzione dei lavori che si qualificano, quindi, come divisibili e scorporabili. La ATI, associazione temporanea d'imprese, è un'aggregazione occasionale e appunto temporanea per lo svolgimento di un'opera specifica, che si scioglie o per la mancata realizzazione dell'opera o per la sua compiuta esecuzione. Tipicamente l'ATI nasce per aggiudicarsi un'opera che i soggetti singolarmente non riuscirebbero ad espletare, come per esempio nelle gare di appalto, senza tuttavia costituire una società ad hoc. I singoli mandatari devono conferire mandato alla “capogruppo” per presentare un'offerta unica e tali contratti devono essere registrati mediante scrittura privata autenticata o atto notarile; inoltre, per regolare i rapporti ...

Novità nel quadro RS del modello REDDITI SC 2025

 Novità nel quadro RS del modello REDDITI SC 2025 1. Introduzione dei nuovi righi RS45A e RS48 RS45A: dedicato alle perdite d’impresa non riportabili. RS48: dedicato ai dati infragruppo (perdite ed eccedenze di interessi passivi). 2. Perdite non riportabili (rigo RS45A) Nuova disciplina: art. 84 comma 3 TUIR, modificato dal DLgs. 192/2024. Limitazioni al riporto delle perdite: Si applicano se: Viene trasferita la maggioranza dei diritti di voto. Cambia l’attività principale esercitata. Le perdite soggette a limitazione sono quelle: Al termine del periodo d’imposta precedente al trasferimento. O al termine del periodo d’imposta in corso, se il trasferimento avviene nella seconda metà. Condizioni per il riporto: Superamento del test di vitalità. Limite quantitativo: patrimonio netto (valore economico o contabile), depurato dei versamenti effettuati nei 24 mesi precedenti. Esempio pratico: Se una società con perdite pregresse trasferisce il controllo nella seconda metà del 2024, le pe...

Obbligo di Polizza Catastrofale per Immobili Locati: Dubbi e Interpretazioni

Tra 20 giorni scade il termine per le imprese di stipulare polizze assicurative a copertura dei danni causati da calamità naturali (terremoti, alluvioni, frane, ecc.), come previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023). Tuttavia, uno degli aspetti più controversi riguarda l’obbligo di assicurazione per gli immobili locati: chi deve stipulare la polizza, il proprietario o il conduttore ? Il Problema L’articolo 1, comma 101 della L. 213/2023 fa riferimento all’art. 2424 del Codice Civile, che elenca le immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati, impianti, macchinari) da assicurare. La norma sembrerebbe applicarsi solo ai beni di proprietà dell’impresa, lasciando dubbi su chi debba assicurare gli immobili locati. Tuttavia, il DL 155/2024 (convertito in L. 189/2024) e il DM 18/2025 precisano che l’obbligo assicurativo riguarda i beni “a qualsiasi titolo impiegati” per l’attività d’impresa , inclusi quindi quelli in locazione. Questo implica che il conduttore (l’impresa che ut...