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Nessuna soglia di punibilità per le fatture «materialmente» false

/ Maria Francesca ARTUSI Martedì, 12 febbraio 2019 5-7 minuti Per la dichiarazione fraudolenta ex art. 2 del DLgs. 74/2000 rilevano anche le fatture “materialmente” false. In una sentenza molto ben argomentata depositata ieri – la n. 6360 – la Cassazione ha ribadito tale principio, motivandolo alla luce delle intervenute modifiche ai reati tributari operate dal DLgs. 158/2015. Il legale rappresentante di una srl era stato condannato, ai sensi dell’art. 2 del DLgs. 74/2000, per aver utilizzato delle fatture per operazioni inesistenti al fine dell’indicazione in dichiarazione di elementi passivi fittizi, per un importo pari a circa 100.000 euro. Costui, tuttavia, contestava il fatto che si trattava di fatture materialmente e non ideologicamente false e che, pertanto, avrebbe dovuto farsi riferimento all’art. 3 del DLgs. 74/2000. Quest’ultimo, in effetti, punisce la dichiarazione fraudolenta attuata attraverso “altri artifici” e – elemento dirimente nel caso di specie – è caratterizzato d...

Il reato è più grave se le fatture false sono emesse dall’amministratore di più società

Il reato è più grave se le fatture false sono emesse dall’amministratore di più società La Cassazione sottolinea come la considerazione unitaria prevista dall’art. 8 comma 2 del DLgs. 74/2000 valga solo nel contesto della medesima società / Venerdì 03 luglio 2015 La sentenza n.  27849  della Corte di Cassazione, depositata ieri, si sofferma su una peculiare ipotesi di plurime emissioni di fatture false. Ovvero quando ad emettere tali fatture sia il medesimo soggetto persona fisica, ma in qualità di rappresentante legale di differenti società. Si ricorda al riguardo che, ai sensi dell’art. 8 comma 1 del DLgs. 74/2000, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o l’IVA, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. L’emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si co...

Fisco news in breve

- Il condono tombale non sana i crediti IVA inesistenti La definizione agevolata dell’IVA ha effetto sulle posizioni debitorie, ma non sui crediti (derivanti da operazioni fittizie), soggetti al diritto di contestazione da parte del Fisco. Il condono effettuato dal contribuente per determinati periodi di imposta non inibisce il potere dell’Amministrazione di controllare la regolarità, per quei medesimi anni, di un credito Iva inesistente e indebitamente compensato. (Corte di Cassazione, sentenza n. 18942 del 31 agosto 2010) - Le fatture false in contabilità possono integrare la dichiarazione fraudolenta Commette il reato di estorsione l’imprenditore che costringe i lavoratori ad accettare il ”lavoro nero”. Linea dura della Suprema Corte sul reato di dichiarazione fraudolenta. L’imprenditore è, infatti, punibile anche quando le fatture false non sono state usate concretamente ma sono conservate nella documentazione contabile dell’azienda. (Corte di Cassazione...