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Note di credito senza dichiarazione integrativa

/ Emanuele GRECO Venerdì, 15 febbraio 2019 4-6 minuti L’emissione di una nota di credito deve avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si è manifestato il presupposto che consente la rettifica (o al secondo anno successivo, se il presupposto si è verificato prima del 1° gennaio 2017). Non è possibile “recuperare” il credito IVA mediante una dichiarazione integrativa “a favore”, presentata oltre il termine ultimo per effettuare la variazione in diminuzione ma entro il termine di decadenza dall’azione accertatrice. Lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con risposta ad interpello n. 55/2019, pubblicata nella giornata di ieri. La fattispecie analizzata nell’interpello aveva ad oggetto una risoluzione contrattuale, intervenuta con la pronuncia di un lodo arbitrale. Il collegio arbitrale aveva riconosciuto la responsabilità contrattuale per inadempimento del committente rispetto ad un contratto avente ad oggetto prestazioni di consulenza e fin...

Errori nelle e-fatture con nota di variazione

/ Andrea BONINO e Emanuele GRECO Mercoledì, 30 gennaio 2019 6-7 minuti Gli errori che possono essere commessi rispetto a fatture transitate per il Sistema di Interscambio (SdI) devono essere gestiti in maniera diversificata a seconda della situazione che si viene a creare. La possibilità di effettuare una variazione soltanto “interna” è, infatti, riconosciuta nei soli casi in cui il SdI, entro 5 giorni dal momento di emissione della fattura, proceda allo scarto della stessa; in questo caso, conformemente ai chiarimenti della circolare n. 13/2018, il cedente/prestatore potrà, peraltro, procedere a ritrasmettere il documento al SdI entro 5 giorni dalla notifica di scarto. Se, invece, la fattura elettronica è stata accettata dal SdI e il cedente/prestatore si avvede di errori nel contenuto del documento emesso, la variazione dovrà essere operata, sempre in formato elettronico (provv. Agenzia delle Entrate n. 89757/2018, punto 6), nel rispetto delle condizioni individuate dall’art. 26 del ...

Note di credito per merci difettose anche senza restituzione dei beni

/ Corinna COSENTINO e Emanuele GRECO Martedì, 22 maggio 2018 5-7 minuti In ambito commerciale può accadere che le merci acquistate da un soggetto passivo IVA presso un suo fornitore presentino vizi tali da rendere le stesse inutilizzabili e irrecuperabili. Se il cessionario ha già pagato il corrispettivo pattuito, risultante dalla fattura di vendita, e rinuncia alla sostituzione dei beni, può comunque richiedere al fornitore il rimborso delle somme versate nonché di farsi carico delle spese di restituzione. Tuttavia, è possibile che i costi di restituzione delle merci difettose o deteriorate siano tali da rendere più conveniente la distruzione delle merci medesime presso il cessionario, senza che i beni siano restituiti al cedente. In tale situazione, è necessario valutare quali siano gli obblighi a carico delle parti per la rettifica dell’operazione ai fini dell’IVA e se tali obblighi siano condizionati o meno alla restituzione dei beni dall’acquirente al fornitore. Si osserva, in pri...

Dal 1° gennaio autofatture e note di variazione «elettroniche»

/ Luca BILANCINI Venerdì, 11 maggio 2018 5-6 minuti Gli obblighi di fatturazione elettronica che, dal 1° gennaio 2019, interesseranno tutti i soggetti passivi IVA, riguarderanno anche le note di variazione e le autofatture emesse ai sensi dell’art. 6 comma 8 del DLgs. 471/97. Si tratta di una delle numerose precisazioni contenute nel provvedimento n. 89757 del 30 aprile scorso, con il quale l’Agenzia delle Entrate ha stabilito le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche. Allo scopo di identificare il tipo di documento sarà necessario indicare un codice convenzionale alfanumerico, composto di quattro caratteri, nella sezione “Dati Generali”. Al proposito è interessante notare come i valori da inserire nell’apposito campo (“TipoDocumento”) non distinguano solo fra fattura (cod. TD01), nota di credito (TD04), nota di debito (TD05) e autofattura (TD20), ma prevedano una specifica indicazione per le parcelle emesse dai professionisti (TD06) e per il caso in ...

Termini più stringenti per l’emissione delle note di credito IVA

/ Luca BILANCINI e Emanuele GRECO Martedì, 12 dicembre 2017 5-7 minuti Sono influenzate dalla riduzione del termine per l’esercizio del diritto alla detrazione Le disposizioni contenute nell’art. 2 del DL 50/2017 che ha modificato, restringendoli, i termini per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA, rendono superata la regola secondo cui la nota di variazione deve essere emessa al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto per operare la variazione in diminuzione (ex multis ris. Agenzia delle Entrate 17 febbraio 2009 n. 42). L’art. 26 comma 2 del DPR 633/72 fornisce un elenco delle fattispecie al verificarsi delle quali il cedente o prestatore ha la facoltà di ridurre la base imponibile e conseguentemente di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola secondo le disposizioni di cui all’art. 25. Dalla lettura della norma risulta chiaro come, al fine di determinare i nuovi ...

Note di variazione con «vecchie regole» per le procedure aperte entro il 2016

Note di variazione con «vecchie regole» per le procedure aperte entro il 2016 Secondo l’AIDC non è possibile anticipare l’emissione della nota se la procedura concorsuale non si è conclusa al 31 dicembre Con la circolare n.  5/2016 , l’AIDC di Milano ripercorre le questioni maggiormente controverse in tema di note di variazione IVA, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2016, secondo quanto già anticipato su Eutekne.info (si veda “ Nota di variazione IVA con disciplina previgente per le procedure in corso ” del 14 marzo). La presa di posizione più significativa riguarda la “spinosa” questione dell’entrata in vigore delle novità relative al momento di apertura delle procedure concorsuali, ai fini della variazione IVA. In merito, l’AIDC si discosta da quanto affermato da Assonime (circolare n. 5 dell’11 febbraio 2016), che aveva sostenuto la possibilità di applicare la nuova disciplina in tutti i casi in cui la procedura concorsuale non fosse sta...

Procedure concorsuali, nota di variazione IVA ad importo variabile

Procedure concorsuali, nota di variazione IVA ad importo variabile Se il creditore incassa un importo maggiore, deve emettere una nota di variazione in aumento L’art. 9 comma 9 del  Ddl. di stabilità 2016  prevede l’integrale sostituzione della disciplina della nota di variazione IVA, stabilendo, tra l’altro, un principio innovativo – applicabile alle sole operazioni effettuate dal 1° gennaio 2017 – riguardante il caso in cui la rettifica in diminuzione sia dovuta al mancato pagamento, anche solo parziale, da parte del cessionario o committente in stato di crisi o insolvenza. In particolare, il novellato  art. 26  comma 4 lett. a) del DPR 633/72 dispone che il diritto all’emissione della nota di variazione sorge a partire dalla data di apertura della procedura concorsuale (sentenza dichiarativa di fallimento, decreto di ammissione al concordato preventivo, provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa e decreto che dispone la procedura d...