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Omaggi dei professionisti nel plafond delle spese di rappresentanza

Non rileva se il valore unitario del bene è inferiore o superiore a 50 euro Al pari di quanto avviene nel reddito d’impresa, anche nel reddito di lavoro autonomo (capo V del TUIR) il trattamento fiscale degli omaggi segue il profilo soggettivo del beneficiario. Con riferimento agli omaggi destinati ai clienti del professionista, l’art. 54, comma 5 del TUIR comprende espressamente tra le spese di rappresentanza quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito, comunemente noti come “omaggi”. Come chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate n. 34/2009, le disposizioni relative alla qualificazione delle spese di rappresentanza previste in sede di determinazione del reddito d’impresa (art. 108 comma 2 del TUIR e DM 19 novembre 2008) rilevano anche ai fini del reddito di lavoro autonomo, ovviamente fermi restando i diversi limiti di deducibilità previsti dall’art. 54 comma 5 del TUIR. In altri termini, la nozione di spesa di rappresenta...

Nel «redditometro» la casa in comproprietà vale solo per il 50%

Nell’accertamento sintetico la determinazione del reddito del contribuente può avvenire, tanto nel “vecchio” quanto nel “nuovo” sistema, mediante l’imputazione della spesa patrimoniale o tramite la presunzione di un maggior reddito che deriva dal possesso di determinati beni. A seguito del decreto  24 dicembre 2012 , applicabile dagli accertamenti sull’anno , gli incrementi patrimoniali valgono per l’intero nell’anno del loro sostenimento, mentre a fronte della disponibilità di beni quali immobili e saranno imputate le c.d. “spese per elementi certi”, sempre di derivazione statistica ma di entità assai minore rispetto a quelle che attribuiva il decreto del 1992. Varie volte la giustizia tributaria si è occupata dei beni acquisiti in comunione legale. Con la sentenza n.  11213/2011 , la Cassazione aveva affermato come, ai fini della richiesta di diminuzione del reddito imputato, non sia sufficiente sostenere che il bene è stato acquistato in regime di comunione legale...

SALDO IMU – CASI PARTICOLARI

SALDO IMU – CASI PARTICOLARI In questa Circolare Regole di base per il calcolo dell’imposta Imposta versata interamente a giugno Immobili di classe D Terreni montani Immobili posseduti da cittadini residenti all’estero Immobili assimilati alle abitazioni principali Fabbricati inagibili e inabitabili Art. 1, co. 164, L. 27.12.2006, n. 296 Art. 13, D.L. 6.12.2011, n. 201, conv. con modif. dalla L. 22.12.2011, n. 214 D.M. 19.2.2014 Saverio Cinieri Scade il 16 dicembre il versamento del saldo Imu per il 2014 . La rata di dicembre si calcola applicando le aliquote approvate dai Comuni , pubblicate nel sito del Dipartimento delle Finanze, e sottraendo quanto già versato a titolo di prima rata a giugno . Il calcolo , però, può riservare alcune sorprese. Infatti, alcuni Comuni hanno modificato le proprie decisioni rispetto a quanto previsto a giugno , in molti casi innalzando le aliquote . Inoltre, ci sono alcune p...

Tutto pronto per il saldo 2014 IMU e TASI

Scaduti i termini per la pubblicazione delle delibere, i contribuenti hanno tutte le informazioni necessarie per il versamento da parte dei Comuni I contribuenti che vogliano già determinare il saldo 2014, per quanto riguarda sia l’ che la , hanno, dal punto di vista normativo e regolamentare, tutte le indicazioni necessarie da parte dei singoli Comuni. Infatti, è scaduto lo scorso 28 ottobre il termine, per i Comuni, per la pubblicazione sul Portale del federalismo fiscale delle delibere, inviate entro il 21 ottobre, relative alle modifiche delle aliquote e detrazioni IMU per l’anno in corso rispetto al 2013. Occorre al riguardo ricordare che l’ art. 13 , comma 13- del DL n. 201/2011 convertito ha disposto che l’efficacia delle deliberazioni di approvazione delle aliquote, nonché dei regolamenti, decorra, ai fini IMU, dalla di pubblicazione degli stessi nel Portale del federalismo fiscale. In particolare, tale norma, nella versione modificata dall’ art. 10  comma 4 lett. b)...

Si sblocca il credito IVA per le società in perdita

Acquisito, con l’approvazione definitiva del decreto sulle semplificazioni, il passaggio da tre a cinque anni del periodo che, se caratterizzato da perdite fiscali, conferisce lo “status” di società di comodo, occorre fare qualche considerazione sui riflessi della nuova normativa sulla compensazione e il rimborso del credito IVA maturato da tali società. In linea generale, le limitazioni di legge (comuni alle società non operative e alle società in perdita sistematica) sono due. La prima riguarda le società che risultano di comodo per una sola annualità, alle quali sono preclusi il rimborso, la compensazione in F24 e la cessione a terzi del credito IVA; la seconda riguarda invece le società che risultano di comodo per un triennio consecutivo, e prevede l’abbandono definitivo del credito, il quale diviene non più utilizzabile nemmeno nelle liquidazioni mensili o trimestrali. Va poi ricordato che, secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolare n.  10 del 14 maggio 2014,...

Cene di Natale degli studi a deducibilità limitata

Si tratta di spese potenzialmente inerenti alle quali si applicano però i limiti di deducibilità previsti dall’art. 54 del TUIR Per quanto le difficoltà economiche siano evidenti anche nella nostra professione, la prassi delle cene di studio in prossimità delle feste natalizie è ancora alquanto diffusa. Nulla quaestio se ogni partecipante paga per sé, anche se è difficile in questo caso parlare di cena di studio; se è lo studio (individuale o associato) che offre per i dipendenti e i collaboratori intervenuti, la problematica risulta più delicata. In prima battuta, occorre interrogarsi sulla possibilità di far confluire le spese in questione in quelle di rappresentanza, tenendo presente che, secondo l’Agenzia delle Entrate (circ. 34/2009, § 1), la nozione prevista dall’art. 108 del TUIR ai fini del reddito d’impresa rileva anche con riguardo al reddito di lavoro autonomo. La circolare appena richiamata ha precisato (§ 4) che, nel caso di spese sostenute per feste, ricevimenti e al...

Nuovo modello per il bollo virtuale

Nuovo modello per il bollo virtuale Approvato dall’Agenzia delle Entrate, deve essere utilizzato dal 1° gennaio 2015 per la dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale L’imposta di bollo può essere corrisposta: -  mediante pagamento ad intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, il quale rilascia, con modalità telematiche, apposito contrassegno (il c.d. “contrassegno telematico” che ha sostituito le “vecchie” marche da bollo); -  in modo virtuale, da coloro che abbiano chiesto l’apposita autorizzazione all’Agenzia. Il pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale è disciplinato dall’art. 15 del DPR 642/72 che, per l’appunto, consente ai soggetti interessati di richiedere l’autorizzazione a tale modalità di pagamento dell’imposta di bollo anziché nei modi ordinari. La domanda di autorizzazione contiene l’indicazione del numero presuntivo degli atti e documenti che potranno essere emessi e ricevuti dall’ente durante l’anno. Su tale base, ...