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Visualizzazione dei post da ottobre, 2011

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Società di comodo, credito IVA limitato

Le   società non operative , aventi ricavi effettivi inferiori a quelli presunti derivanti dall’applicazione dell’art. 30 della L. n. 724/1994, sono soggette a particolari   vincoli di utilizzo del credito IVA . Il comma 4 della disposizione stabilisce, infatti, che il credito della società non operativa, risultante dalla dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto, non può essere richiesto a rimborso, né ceduto ovvero utilizzato in compensazione orizzontale (art. 17 del DLgs. n. 241/1997), essendo prospettabile soltanto quella   verticale , ovvero a diminuzione oppure estinzione di debiti IVA. A questo proposito, la normativa in parola dispone, tuttavia, la   decadenza dal diritto alla riportabilità   del credito IVA – a scomputo del tributo relativo ai periodi d’imposta successivi – in capo alle imprese non operative che, per tre periodi d’imposta consecutivi, non effettuino complessivamente operazioni rilevanti ai fini dell’IVA di importo almeno ...

Ecco il nuovo redditometro, comincia la fase di test

Abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, attività sportive/ricreative e cura della persona, investimenti immobiliari e mobiliari netti, altre spese significative:   sette categorie   per   oltre 100 voci di spesa   sintomo di capacità reddituale, a cominciare dalle   dichiarazioni 2010   riferite ai redditi del 2009. L’Agenzia delle Entrate scopre così le “carte” del nuovo redditometro, presentato ieri a professionisti e categorie produttive. Tra le famigerate “100 voci” rientra quasi ogni aspetto della   vita quotidiana , e non soltanto i tipici beni di lusso: dagli immobili agli elettrodomestici, dalle colf all’antiquariato, passando per automobili, imbarcazioni (e natanti), mezzi di trasporti in leasing (o noleggio) e aerei. Non basta: il redditometro terrà conto delle spese per assicurazioni, contributi previdenziali, istruzione (inclusi gli asili nido), assegni coniugali, gioielli e donazioni a favore di ONLUS....

Non spetta la detrazione IVA se il registro non è stampato

Non   spetta la   detrazione   dell’ IVA   sugli acquisti se il contribuente, ancorché in possesso delle   fatture , non ha predisposto la   stampa   dei registri IVA, conservando questi ultimi soltanto su supporto informatico. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 22245 di ieri, 26 ottobre 2011. Una società era stata sottoposta a verifica da parte della Guardia di Finanza nel 1999, che, tra l’altro, aveva constatato, per l’anno oggetto di controllo, il 1994, la mancanza dei registri IVA su supporto cartaceo, memorizzati soltanto sul computer aziendale. Le Fiamme Gialle avevano quindi rilevato l’ illegittima   detrazione dell’IVA relativa alle fatture d’acquisto, di cui, peraltro, la contribuente era in possesso. A seguito d’impugnazione dell’avviso di rettifica IVA, i giudici di merito si pronunciavano a favore della società, atteso che, secondo il collegio del riesame, la contribuente era comunque in possesso delle fatture attive ...

Finanziamenti più alti delle fatture sono indice di evasione

Per la Cassazione, il divario fra i due importi è un elemento di cui il giudice tributario deve tenere conto per motivare adeguatamente la sentenza Il giudice tributario deve tener conto, nella sua decisione, dell’esistenza di un   gap tra l’importo fatturato   per la vendita di un bene e l’ammontare del   finanziamento   richiesto dall’acquirente per comprare, appunto, tale bene. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21455 del 17 ottobre 2011. Il caso devoluto alla cognizione dei Supremi Giudici riguarda una srl in liquidazione, che vendeva motoveicoli. La Guardia di Finanza aveva sottoposto a verifica la società, rilevando che la stessa operava sistematicamente una   sottofatturazione   delle vendite, attraverso l’esposizione in fattura di corrispettivi inferiori a quelli risultanti dai finanziamenti accesi dai clienti della società per l’acquisto dei motoveicoli ceduti. La srl aveva impugnato l’avviso di accertamento, fondato...

Carburante con carta di credito, rebus per il parco auto a detraibilità «mista» Particolari problemi possono sorgere qualora, nel parco auto aziendale, siano presenti veicoli con percentuali di detrazioni diverse

Nonostante siano trascorsi ormai alcuni mesi dall’emanazione della norma che consente di   non compilare la scheda carburante   in caso di acquisti di carburante per autotrazione esclusivamente mediante carte di credito , bancomat e prepagate, non sono ancora stati forniti gli attesi chiarimenti in ordine alla documentazione necessaria al fine di avvalersi della detrazione dell’IVA e della deducibilità del costo d’acquisto. Una risposta ad interrogazione parlamentare aveva preannunciato un   documento di prassi relativo alla questione, posto che, secondo l’Agenzia delle Entrate, “le modifiche apportate dal DL 70/2011, adottate in ottica di semplificazione degli adempimenti a carico del contribuente, vanno comunque coordinate con l’esigenza di disporre di una serie di   elementi minimali , necessari a consentire la verifica dell’esistenza del diritto alla detrazione in capo al soggetto acquirente”. Gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gl...

Studi di settore, dietrofront dei giudici di merito

Studi di settore, dietrofront dei giudici di merito N onostante la posizione delle Sezioni Unite della Cassazione, alcune pronunce di merito sostengono la natura di presunzione qualificata   Riguardo agli accertamenti basati sugli studi di settore, assoluta importanza rivestono le sentenze nn.  26635 ,   26636 ,   26637   e   26638 del 2009 dalla   Cassazione   a   Sezione Unite , e ancor di più i principi nelle stesse espressi. Vi si affermava, tra l’altro, che: - i risultati degli studi di settore costituiscono di per sé   presunzioni semplici , rappresentando solo un indice di possibili anomalie del comportamento fiscale del contribuente; - lo scostamento tra i valori dichiarati e quelli presunti “non deve essere «qualsiasi», ma testimoniare una « grave incongruenza »”, coerentemente a quanto prevede l’art. 62- sexies comma 3 del DL 331/93; -   non   è possibile far conseguire all’incongruenza tra ricavi presunti e di...