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INCENTIVI PER GIOVANI E DONNE: RIAPRE LA MISURA “AUTOIMPRENDITORIALITÀ EX D. LGS 185/2000, TITOLO I

INCENTIVI PER GIOVANI E DONNE: RIAPRE LA MISURA AUTOIMPRENDITORIALITÀ EX D. LGS 185/2000, TITOLO I
Documento del 15 gennaio 2016


Abstract
Lo scorso 13 gennaio è partita la fase di presentazione delle domande di agevolazione a valere sul Titolo I del D.Lgs. 185/2000, in favore prevalentemente di donne e giovani under 36. La misura, gestita da Invitalia1, prevede la possibilità di accedere a finanziamenti a tasso zero per realizzare investimenti in diversi settori di attività.
Scopo del presente contributo è analizzare gli aspetti principali dell’agevolazione, approfondendo elementi di criticità e offrendo spunti operativi per la redazione del piano d’impresa, che rappresenta il fattore chiave nella valutazione dei progetti.


INCENTIVI PER GIOVANI E DONNE: RIAPRE LA MISURA AUTOIMPRENDITORIALITÀ EX D. LGS 185/2000, TITOLO I

Sommario: 1. Premessa e normativa di riferimento. – 2. Destinatari e settori di intervento. – 3. Iniziative e spese ammissibili. 4. Tipologia e intensità delle agevolazioni. 5. L’erogazione e le dinamiche finanziarie da gestire.
  • 6. I criteri di valutazione: i requisiti soggettivi e il piano d’impresa. 6.1. Elementi e criticità del piano d’impresa.
  • 7. Tempistica e documentazione.






    1. Premessa e normativa di riferimento


Dopo diversi mesi di interruzione, è stata riaperta la misura agevolativa definita dal D.Lgs. 185/2000 – Titolo I, in seguito all’emanazione da parte del MISE del Regolamento adottato con il Decreto 140 del 9 luglio 2015 e dalla Circolare del 9 ottobre 2015, che hanno apportato alcune significative modifiche all’impianto normativo originario.
Il primo provvedimento ha definito i criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. 185/2000, il cui obiettivo è il sostegno alla nuova imprenditorialità attraverso la creazione di micro e piccole imprese, a prevalente partecipazione giovanile o femminile. La successiva Circolare ha delineato in maniera più specifica e puntuale i termini e le modalità di presentazione delle domande, fornendo ulteriori indicazioni operative per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in oggetto.
La dotazione finanziaria iniziale è pari a € 50.000.000.

    1. Destinatari e settori di intervento

In base all’art. 5 del Regolamento, i soggetti potenzialmente beneficiari della misura agevolativa sono stati individuati nelle imprese:
      • con sede legale e operativa in Italia;
      • costituite da non più di 12 mesi;
      • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione di cui all’allegato 1 del Regolamento GBER2 e sulla base decreto del Ministero delle Attività Produttive 18 aprile 2005.
      • costituite sotto forma di società di capitali3;
      • la cui compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, da donne o soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni4;
      • regolarmente iscritte al Registro delle imprese;
      • non sottoposte a procedure concorsuali o di liquidazione volontaria;
      • che non siano state destinatarie della sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del D.Lgs. 231/2001;
      • non sottoposte al controllo, ai sensi dell’art. 2359 C.C., di imprese che abbiano cessato, nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della richiesta, un’attività analoga a rispetto a quella oggetto della domanda di agevolazione.
Una della novità di maggiore rilievo rispetto a molte forme di incentivi utilizzate in passato riguarda la possibilità di accedere alla misura anche da parte di imprese non ancora costituite. In altre parole, potranno richiedere le agevolazioni anche persone fisiche che abbiano intenzione di costituire una società, purché questo avvenga entro e non oltre 45 giorni dalla comunicazione di ammissione. In tale evenienza, la compagine della costituenda impresa dovrà individuare un referente di progetto, il quale sarà il sottoscrittore della domanda e il soggetto incaricato di interloquire e interfacciarsi con Invitalia.
Anche i settori di intervento hanno subito alcune modifiche, che hanno ampliato la platea dei potenziali beneficiari rispetto all’impianto normativo originario.
Attualmente, infatti, possono accedere alle agevolazioni le imprese operanti nei seguenti settori (art. 6 del Regolamento e punto 4 della Circolare):
  1. produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
  2. fornitura di servizi alle imprese o alle persone;
  3. commercio;
  4. turismo;
  5. settori, di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti:


    • attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza;
    • innovazione sociale, intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali.
Restano esclusi dalle agevolazioni i settori individuati dalla disciplina comunitaria, e in particolare: pesca, acquacoltura e produzione primaria di prodotti agricoli, oltre che le attività connesse all’esportazione.

    1. Iniziative e spese ammissibili

In base all’art. 6 del Regolamento, sono agevolabili le iniziative che prevedono programmi di investimento non superiori a € 1.500.0005, da realizzarsi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento (infra)6. Ciascuna domanda di agevolazione deve essere correlata a un solo programma di investimento, che non può essere suddiviso in più domande. Giova sottolineare come la soglia richiamata sia da applicare non all’ammontare delle agevolazioni richieste (infra), bensì al programma nel suo complesso: all’interno della domanda, di conseguenza, sarà necessario rispettare tale limite e non sarà possibile inserire ulteriori investimenti, ancorché sostenuti dall’impresa attraverso l’apporto di mezzi propri.
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese necessarie alla realizzazione del programma, sostenute dall’impresa a partire dalla data di presentazione della domanda, riguardanti l’acquisto di beni materiali, immateriali e servizi rientranti nelle seguenti categorie:
  1. suolo aziendale;
  2. fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  3. macchinari, impianti e attrezzature varie;
  4. programmi informatici e servizi ICT coerenti rispetto alle alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  5. brevetti, licenze e marchi;
  6. formazione specialistica dei soci e dei dipendenti, funzionali alla realizzazione del progetto;
  7. consulenze specialistiche.
Al fine dell’ammissibilità alle agevolazioni, è necessario che i beni in questione siano:
  • ammortizzabili;
  • utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva individuata nel programma7;
  • mantenuti nell’attivo di bilancio dell’impresa beneficiaria per almeno tre anni.
Per espressa previsione della Circolare (punto 5.4.), non sono ammesse le spese relative a:
  • beni acquisiti tramite leasing e leaseback;
  • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
  • cosiddetto “contratti chiavi in mano”;
  • commesse interne;
  • acquisto di automezzi8;
  • beni usati;
  • costi di esercizio (comprese scorte);
  • spese notarili;
  • beni di importo inferiore a € 500;
  • beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente e dei relativi coniugi, ovvero di parenti o affini entro il terzo grado;
  • tasse e imposte (l’IVA non rappresenta una spesa ammissibile, tranne nell’ipotesi in cui non sia recuperabile da parte del beneficiario).
Mentre l’acquisto dei beni di cui alla precedente lettera c) è interamente finanziabile, le altre voci di spesa sono soggette a limitazioni, che modificano l’intensità delle agevolazioni concedibili in base al settore di attività (infra).

    1. Tipologia e intensità delle agevolazioni


Le agevolazioni, attribuite in osservanza del Regolamento de minimis, sono rappresentate da un finanziamento agevolato per gli investimenti, a tasso zero, di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile: di conseguenza, poiché il limite stabilito per ciascun programma di investimento è pari a € 1.500.000, il finanziamento massimo concedibile è pari a circa € 1.124.000
La concessione delle agevolazioni è subordinata al rispetto delle soglie previste del citato Regolamento, in base al quale ciascuna impresa9, nell’arco di tre esercizi finanziari, non può usufruire di contributi di ammontare superiore a € 200.000, calcolato in termini di equivalente sovvenzione lordo (ESL)10.

Il finanziamento ha una durata massima pari a otto anni ed è rimborsato secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, a decorrere dalla prima data utile successiva rispetto all'erogazione del saldo del programma (infra).
Il finanziamento agevolato è assistito dalle garanzie previste dal Codice Civile per un valore non superiore all’importo delle risorse concesse, nonché da privilegio speciale ai sensi dell’art. 2, co. 2, del D.Lgs. 185/2000. Per i progetti che prevedono opere di ristrutturazione, qualora le garanzie non siano acquisibili nell’ambito del programma, sarà necessario produrre fideiussione bancaria o polizza assicurativa a favore di Invitalia11, per un importo pari alla relativa quota di finanziamento agevolato.
Per ciò che concerne l’intensità dell’agevolazione, come in precedenza menzionato, mentre l’acquisti di impianti e macchinari è interamente finanziato12, le altre voci di spesa scontano alcune limitazioni, derivanti anche dal settore di attività dell’impresa. Le percentuali di ammissibilità delle varie tipologie di costi da sostenere sono sintetizzate nella tabella seguente.

Percentuale di spesa ammissibile

Settore di attività

Terreno
Opere murarie13
Brevetti/ licenze/ marchi
Servizi ICT

Formazione
Consulenze specialistiche14
Produz. beni e trasformaz. prodotti agricoli

10%

40%

20%

20%

5%

5%
Servizi
-
40%
20%
20%
5%
5%
Commercio
-
40%
20%
20%
5%
5%
Turismo
-
70%
20%
20%
5%
5%


    1. L’erogazione e le dinamiche finanziarie da gestire

L’erogazione delle risorse avviene sulla base di non più di tre stati di avanzamento lavori (SAL), il primo dei quali di importo non inferiore al 25% delle spese ammissibili. Nel caso l’impresa abbia optato per due o tre SAL, l’ultimo non può essere inferiore al 10% dei costi ammessi.
L’erogazione può avvenire in base a due modalità differenti:
  • sulla base di titoli di spesa quietanzati. In questo caso, il beneficiario ha comunque la possibilità di richiedere una prima quota di agevolazione a titolo di anticipazione, fino a un massimo del 25% del finanziamento concesso, dietro presentazione di fideiussione bancaria o polizza assicurativa di pari importo15;
  • sulla base di fatture di acquisto non quietanzate: come specificato al punto 10.4 della Circolare, tuttavia, tale possibilità è subordinata all’apertura di uno specifico conto corrente vincolato16, nonché alla stipula tra Ministero, Invitalia e A.B.I. di una apposita convenzione in base alla quale le banche aderenti utilizzeranno il conto per garantire i pagamenti ai fornitori in tempi celeri.
Le richieste di erogazione devono essere presentate rispettando la seguente tempistica:
  • per quanto riguarda l’anticipazione, entro 4 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento;
  • nel caso del SAL a saldo ovvero in una unica soluzione, entro il termine indicato nel contratto di finanziamento in relazione alla durata del programma di investimento.
Soprattutto nell’eventualità in cui si opti per la forma dell’erogazione sulla base di fatture quietanzate, grande attenzione andrà prestata alle dinamiche finanziarie dell’impresa, tenendo in considerazione, in primo luogo, l’obbligo di apportare almeno risorse proprie per un importo pari ad almeno il 25% del programma di investimento. Tale quota fabbisogno potrà essere coperto non solo attraverso l'apporto di mezzi propri in senso stretto (capitale sociale, finanziamento soci, versamento in conto futuro aumento capitale, ecc.), ma anche grazie all'accensione di altri finanziamenti, le cui caratteristiche (importo, tempistica, ecc.) dovranno essere esplicitate nel piano d'impresa.
Inoltre, la succitata necessità di sostenere anche l’esborso dell’IVA impone un’accorta valutazione sulla gestione e la tempistica dell’investimento, al fine di evitare di incorrere in situazioni di gap finanziario.

    1. I criteri di valutazione: i requisiti soggettivi e il piano d’impresa

L’iter valutativo prevede in primo luogo la verifica, alla data di presentazione della domanda, dei requisiti soggettivi (dei proponenti) e oggettivi (dei programmi di investimento proposti). La valutazione di merito, invece, si basa prevalentemente sull’analisi del piano d’impresa presentato, all’interno del quale è necessario esplicitare i seguenti elementi, richiamati al punto
    1. della Circolare, che saranno oggetto di attribuzione di uno specifico punteggio:

      1. adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dai soci, in relazione al percorso formativo e/o all'esperienza lavorativa, rispetto all'attività prevista dal piano (massimo 10 punti);
      2. capacità di presidiare gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo (massimo 10 punti);
      3. introduzione di soluzioni innovative dal punto di vista organizzativo, produttivo o commerciale e capacità dell’iniziativa di conquistare nuovi mercati (massimo 6 punti);
      4. potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing. La valutazione di tale elemento si basa sul grado di attendibilità dell’analisi dei vantaggi competitivi effettuata e sull’efficacia delle strategie previste (in termini di prodotto, prezzo, comunicazione, distribuzione ecc..) rispetto alla fase del ciclo di vita del mercato di riferimento (massimo 8 punti);
      5. sostenibilità economica e finanziaria, con particolare riferimento all’equilibrio di cassa, alla sostenibilità dell'indebitamento e alla coerenza nella composizione interna delle spese ammissibili (massimo 16 punti). La valutazione di tale elemento si basa su tre ulteriori sub-criteri:
        • capacità di restituire il finanziamento agevolato e altri eventuali finanziamenti a medio/lungo termine, misurata attraverso il rapporto tra il margine operativo lordo (MOL) e le obbligazioni finanziarie cui far fronte in ogni esercizio. Un valore al di sotto dell’unità rende il programma non finanziabile, mentre un risultato superiore a 1,1 consente l’attribuzione del massimo punteggio (pari a 6);
        • coerenza tra fonti di copertura e fabbisogni finanziari connessi al programma di investimenti (massimo 6 punti, ottenibili con un apporto di risorse proprie superiore al 25%);
        • composizione interna delle spese ammissibili e coerenza del piano di investimento con il processo produttivo e/o di erogazione del servizio (fino a 4 punti).
Le macroclassi dei criteri di valutazione con i relativi punteggi massimi e la soglia minima da ottenere sono sintetizzati nella tabella seguente.

Criterio di valutazione
Punteggio massimo
Soglia minima
Competenze dei soci rispetto all’attività prevista dal piano
10
5
Capacità di presidiare gli aspetti tecnico-produttivi e organizzativi
10
5
Innovazione organizzativa, di prodotto o commerciale e capacità di penetrare nuovi mercati

6

2
Potenzialità del mercato e vantaggio competitivo dell’iniziativa
8
4
Sostenibilità economico-finanziaria e coerenza tra fonti e fabbisogni
16
10
Totale
50
26


6.1 Elementi e criticità del piano d’impresa
Anche in base ai criteri di valutazione appena delineati, appare chiaro come, fatto salvo il possesso dei requisiti soggettivi e di adeguate competenze da parte dei proponenti, elemento fondamentale per il buon esito della domanda sia rappresentato dal piano d’impresa.
Esso dovrà presentare, in primo luogo, una descrizione dell’attività economica che si intende svolgere, evidenziando in maniera forte le caratteristiche innovative dell’idea alla base del'investimento.
Successivamente, si procede con un’approfondita e realistica analisi di mercato, in cui vengano esplicitati trend principali, fattori critici di successo, eventuali barriere all’ingresso, stadio del ciclo di vita del prodotto/servizio, e così via. Tale indagine dovrà dare conto altresì delle tecniche e dei parametri utilizzati per definire i principali segmenti di clientela da aggredire, che dovranno essere esaminati sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, evidenziando i più importanti bisogni da soddisfare e le soluzioni proposte dall’impresa. L’analisi di mercato dovrà essere completata da uno studio dei principali competitor (diretti e indiretti), del tipo di vantaggio competitivo da perseguire e del posizionamento che si intende realizzare.
Partendo dall’esame delle caratteristiche del contesto competitivo all’interno del quale sarà chiamata a muoversi, l’impresa, oltre a descrivere i prodotti/servizi che intende proporre al mercato grazie all’investimento da realizzare, dovrà definire le strategie commerciali e promozionali da attuare, oltre alla modalità di quantificazione dei prezzi da praticare ai vari segmenti di clientela target.
Altro elemento fondamentale riguarda la definizione degli obiettivi di vendita e, di conseguenza, del fatturato che si prevede di generare in futuro.
Ovviamente, il piano dovrà esplicitare anche i principali aspetti tecnico-produttivi, evidenziandone la coerenza con il piano di investimento e il suo dimensionamento, oltre a fornire indicazioni rispetto alla tempistica di realizzazione e rendicontazione.
In seguito alla definizione degli elementi fin qui menzionati, un’ampia sezione sarà dedicata a una vasta gamma di elementi di tipo economico-finanziario, che è necessario elaborare, e in particolare:
  • costi di esercizio e modalità di quantificazione;
  • conto economico previsionale (fino al quarto anno dalla data di avvio degli investimenti);
  • indicazione della garanzie e dell’ammontare di mezzi propri che si intende apportare17;
  • prospetto fonti / impieghi, all'interno del quale andrà prestata grande attenzione alla scansione cronologica dei flussi di cassa e alla individuazione delle risorse destinate alla copertura del 25% dell'investimento, oltre che dell'IVA;
  • rendiconto finanziario e analisi della capacità di restituire i finanziamenti stipulati.
Tutto quanto espresso all’interno del piano di impresa sarà oggetto di approfondimento in fase di colloquio, durante il quale i soci saranno chiamati a fornire tutte le spiegazioni e le delucidazioni del caso ai valutatori. Tale fase è di fondamentale importanza e, pertanto, non va sottovalutata: è necessaria, di conseguenza, un’adeguata attività di preparazione da parte dei proponenti, i quali dovranno essere in grado di esplicitare in maniera convincente gli aspetti fondamentali dell’iniziativa, dal punto di vista strategico, dell’analisi di mercato, tecnico- operativo ed economico-finanziario. L’assenza della compagine al colloquio determina il rigetto della domanda di agevolazione.

    1. Tempistica e documentazione

L’iter procedurale è relativamente breve, soprattutto nel caso di società già costituite:
  • entro 60 giorni dall’invio della domanda, sarà comunicato l’esito della valutazione;
  • in seguito alla comunicazione, entro 20 giorni la società invia la documentazione tecnica richiesta (infra);
  • entro 30 giorni dalla ricezione dei documenti, Invitalia procede a una verifica tecnica in relazione alla funzionalità del programma di investimento, valutando l’ammissibilità delle spese indicate nel piano d’impresa in termini di coerenza rispetto all’attività proposta;
  • in seguito all’esito positivo della verifica di cui al punto precedente, si procede alla stipula del contratto di finanziamento, che dovrebbe comunque avvenire entro 60 giorni dalla delibera di ammissione.
Salvo complicazioni e richieste di chiarimenti, dunque, il tempo trascorso dall’invio della domanda alla sottoscrizione del contratto di finanziamento dovrebbe essere contenuto entro 120 giorni.
Per ciò che concerne l’erogazione, quest’ultima è effettuata entro il termine di 45 giorni dalla ricezione della richiesta, nel caso di erogazione in anticipazione, e entro il termine di 60 (sessanta) giorni nel caso di richiesta di erogazione per ciascun SAL.
In relazione alla documentazione da produrre, in fase di presentazione, unitamente alla domanda e al piano d’impresa, devono essere inviati:
  • atto costitutivo e statuto (per le società già costituite);
  • attestazione relativa al possesso dei requisiti soggettivi, mediante apposite dichiarazioni sostitutive di atto notorio18;
  • nelle ipotesi in cui l’importo del finanziamento richiesto sia superiore a € 150.000, informazioni necessarie ai fini delle verifiche previste dalla normativa in materia di documentazione antimafia.
In seguito all’ammissione alle agevolazioni, nel caso in cui la domanda sia presentata da una società già costituita, entro 20 giorni dalla ricezione della comunicazione, sarà necessario produrre adeguata documentazione ai fini della verifica sulla funzionalità del programma di investimento e sulla coerenza e congruità delle spese.
Nell’ipotesi in cui la domanda sia proposta da una persona fisica, come già accennato, entro 45 giorni dalla comunicazione è necessario costituire la società e inviare la relativa documentazione (atto costitutivo, statuto, ecc.).
La documentazione necessaria per la verifica tecnica varia in base al programma di investimento e comprende, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, comprende:
  • titolo di disponibilità19 della sede aziendale;
  • documentazione attestante la conformità della sede aziendale alle normative vigenti dal punto di vista urbanistico, ecc.;
  • relazione tecnica sulle opere edili da eseguire;
  • planimetrie e layout aziendali;
  • informazioni sul ciclo produttivo e sulle risorse aziendali coinvolte (in termini di asset, operatori, ecc);
  • preventivi di spesa dei beni richiesti a finanziamento;
  • perizie giurate per brevetti, licenze e marchi.
Ai fini della stipula del contratto di finanziamento, il beneficiario dovrà produrre ulteriore documentazione, secondo quanto indicato al punto 8.7 della Circolare:
  • copia autentica di atto costitutivo e statuto, che preveda la possibilità di rilasciare garanzie a favore di terzi;
  • nell’ipotesi di acquisto dell’immobile sede dell’unità produttiva, sul quale andrà iscritta ipoteca di 1° grado, relazione notarile ventennale intestata a Invitalia;
  • verbale di conferimento dei poteri per la sottoscrizione del contratto;
  • documentazione che attesti la sussistenza del regime di contabilità ordinaria.
Per procedere all’erogazione del finanziamento, oltre alla richiesta, i principali documenti da trasmettere sono:
  • titolo di disponibilità effettiva dell’immobile;
  • permessi e autorizzazioni necessari allo svolgimento dell’attività. In mancanza di idonea documentazione, è possibile procedere attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • elementi che attestino l’avanzamento dell’investimento anche dal punto di vista contabile;
  • evidenza20 dei pagamenti ai fornitori e relative quietanze liberatorie21.
La documentazione da produrre, nell’ambito delle diverse fasi della procedura, è sintetizzata nella tabella seguente.



Fase
Documentazione


Presentazione
  • domanda
  • piano d’impresa
  • atto costitutivo e statuto
  • DSAN relativa a possesso dei requisiti
  • documentazione antimafia (per finanziamenti > € 150.000)




Verifica tecnica
  • titoli di disponibilità sede aziendale (anche preliminare)
  • documentazione attestante la conformità della sede aziendale alle normative vigenti
  • relazione tecnica sulle opere edili da eseguire
  • planimetrie e layout aziendali
  • informazioni sul ciclo produttivo
  • preventivi di spesa dei beni richiesti a finanziamento
  • perizie giurate per brevetti, licenze e marchi




Stipula contratto
  • copia autentica di atto costitutivo e statuto, che preveda la possibilità di rilasciare garanzie a favore di terzi
  • relazione notarile ventennale, (se previsto acquisto dell’immobile) intestata a Invitalia
  • verbale di conferimento dei poteri per la sottoscrizione del contratto
  • documentazione che attesti la sussistenza del regime di contabilità ordinaria





Erogazione
  • richiesta di erogazione SAL (o anticipazione)
  • titolo disponibilità effettivo (solo primo SAL)
  • possesso di autorizzazioni e permessi necessari
  • attestazione su effettiva esistenza dell’impresa (anche autocertificazione)
  • attestazione inesistenza procedure esecutive (anche autocertificazione)
  • eventuali variazioni negli assetti societari
  • documentazione attestante avanzamento anche contabile del programma
  • evidenza dei pagamenti delle spese oggetto della richiesta di
  • dichiarazioni liberatorie dei fornitori


Si fa presente come la data del 13 gennaio non rappresentasse un click-day o un termine perentorio, bensì la data a partire dalla quale è possibile presentare le domande, che saranno analizzate in ordine cronologico.

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