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Visualizzazione dei post da aprile, 2016

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Al via il reverse charge per tablet e laptop

Al via il reverse charge per tablet e laptop Disapplicate invece le misure di inversione contabile per componenti e accessori di telefoni cellulari Dal prossimo lunedì 2 maggio, per le cessioni di tablet PC, laptop e console da gioco l’IVA si applica con il meccanismo del reverse charge. La speciale misura è prevista dall’art. 17 comma 6 lett. c) del DPR 633/72, come modificato dal DLgs. 24/2016 (entrato in vigore il 3 marzo 2016 ma efficace, appunto, a decorrere dal 2 maggio) e regola le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2018. L’efficacia “limitata” a livello temporale della disciplina discende dal disposto dell’art. 199- della direttiva 2006/112/CE in materia di IVA, come recepito dall’art. 17 comma 8 del DPR 633/72 (anch’esso modificato dal DLgs. 24/2016). Alla luce delle nuove regole, a decorrere dalle cessioni di tablet, laptop e console effettuate dal 2 maggio 2016, il debitore d’imposta risulterà essere il cessionario, se soggetto passivo. Per applicare ...

Le Entrate confermano che il lieve inadempimento vale per tutte le rate

Le Entrate confermano che il lieve inadempimento vale per tutte le rate L’Agenzia apre sul favor rei in merito alla sanzione da decadenza dalla rateazione, ora del 45% e non più del 60% Diverse volte abbiamo rilevato come, per effetto del DLgs. 159/2015, il legislatore abbia riformato vari punti della disciplina relativa alla rateazione di importi derivanti da istituti deflativi del contenzioso, alludiamo alla definizione degli avvisi bonari, all’accertamento con adesione, agli altri istituti normati dal DLgs. 218/97, alla mediazione e alla conciliazione giudiziale. Uno degli aspetti più importanti della neointrodotta disciplina riguarda il regime degli inadempimenti e delle cause di decadenza dalla dilazione e, per gli avvisi bonari, pure dalla definizione, ora contenuto, per tutte le fattispecie, nel nuovo art. 15- del DPR 602/73. L’Agenzia delle Entrate, nella circolare n.  17  pubblicata ieri, ha divulgato i primi chiarimenti sulla disciplina. Si rammenta ch...

UNICO PERSONE FISICHE 2016. PRINCIPALI NOVITÀ

UNICO PERSONE FISICHE 2016. PRINCIPALI NOVITÀ Suddivisione del Modello Soggetti obbligati alla presentazione di Unico 2016 Modalità e termini di presentazione della dichiarazione Termini di versamento delle imposte Possibilità di rateazione Principali novità di Unico 2016 Con provvedimento del Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate del 29 gennaio 2016 è stato approvato il modello di dichiarazione « Unico 2016-PF », con le relative istruzioni, che le persone fisiche devono presentare nell’anno 2016, per il periodo d’imposta 2015 , ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto.  Tra le principali novità che si riscontrano nel modello approvato troviamo il credito d’imposta per le erogazioni liberali destinate alle scuole ( school bonus ), il cd. patent box per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, brevetti industriali e marchi d’impresa. Entra in dichiarazione il nuovo regime forfetario per ...

Professionisti, retribuzioni dei dipendenti dedotte al lordo delle ritenute

Professionisti, retribuzioni dei dipendenti dedotte al lordo delle ritenute È irrilevante che il versamento all’Erario o all’ente previdenziale avvenga nel periodo d’imposta successivo a quello di pagamento dello stipendio Ai sensi dell’ art. 54  del TUIR, le spese inerenti all’esercizio dell’arte o professione sono ammesse in deduzione nel periodo d’imposta in cui sono sostenute, indipendentemente dalla relativa competenza economica. Tale principio generale è derogato (in tutto o in parte) soltanto con riferimento alle seguenti componenti reddituali: - canoni di leasing di beni strumentali, deducibili dal reddito professionale nel periodo d’imposta in cui maturano; - quote di ammortamento di beni strumentali di valore superiore a 516,46 euro, deducibili nella misura determinata sulla base dei coefficienti del DM  31 dicembre 1988 , a prescindere dalla circostanza che il costo di acquisto dei beni sia o meno già stato sostenuto (in tutto o in parte); - quot...

Ridenominati i codici tributo per la rivalutazione dei beni d’impresa

Ridenominati i codici tributo per la rivalutazione dei beni d’impresa Servono per le imposte sostitutive per la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni e per l’affrancamento del saldo di rivalutazione Con la risoluzione n.  30  di ieri, 26 aprile, l’Agenzia delle Entrate ha ridenominato i codici tributo “1811” e “1813” per il versamento, tramite modello F24, delle imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni e per l’affrancamento del saldo di rivalutazione a seguito del mutato quadro normativo dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità 2016. Si ricorda, infatti, che l’ art. 1  commi da 889 a 897 della legge 28 dicembre 2015 n. 208 ha reintrodotto la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342 , ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti...

Gli amministratori che non sciolgono la società rispondono di tutte le attività successive

Gli amministratori che non sciolgono la società rispondono di tutte le attività successive Addebitati anche i danni prodotti dalla illecita prosecuzione da parte dei successivi gestori Il Tribunale di Roma, nella sentenza n.  18752/2015 , si sofferma sulla determinazione del danno imputabile ad amministratori e sindaci quale conseguenza dell’illecita prosecuzione dell’attività sociale, fornendo precisazioni, per alcuni tratti, non condivisibili. Si afferma, innanzitutto, che, nelle ipotesi in cui agli amministratori venga addebitata l’illegittima prosecuzione dell’attività di impresa, nonostante il verificarsi di una causa di scioglimento della società comportante l’obbligo di limitare la gestione alla conservazione e alla liquidazione del patrimonio sociale, il danno causalmente riconducibile al loro comportamento deve essere commisurato all’eventuale decremento del patrimonio netto; decremento calcolato, sulla base dei valori di bilancio rettificati con criteri ris...

IVA al 10% incerta nei confronti di soggetti passivi per le manutenzioni

IVA al 10% incerta nei confronti di soggetti passivi per le manutenzioni Per le Entrate l’aliquota agevolata per tali prestazioni sulle abitazioni può essere applicata solo nei confronti di consumatori finali Il legislatore italiano, con l’ art. 7  lettera b) della L. n. 488/1999, ha esteso, a partire dal 1° gennaio 2000, l’aliquota IVA del alle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio classificati come manutenzioni ordinarie e straordinarie, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa ed aventi ad oggetto contratti di appalto o cessione di beni con posa in opera purché la posa sia effettuata da colui che ha fornito il bene. La norma, di fatto, estende l’aliquota agevolata in aggiunta agli interventi di restauro e risanamento conservativo nonché a quelli di ristrutturazione edilizia, rientranti già, per quanto riguarda i contratti di appalto, nel punto 127-quaterdecies) della Tabella A parte III allegata al DPR...