/ Savino GALLO Giovedì, 6 luglio 2017
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Entro fine luglio arriverà il portale a cui dovranno iscriversi i professionisti che svolgono questo tipo di attività
Entro la fine del mese di luglio l’Ispettorato nazionale del lavoro varerà il portale dedicato ai commercialisti e avvocati abilitati alla consulenza del lavoro.
L’iniziativa nasce da una proposta del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili che, già nel corso del precedente mandato, con Vito Jacono Consigliere delegato, ha spinto perché il Ministero del Lavoro facesse propria quella che la categoria considera una “semplificazione”.
Ad oggi, spiega infatti Roberto Cunsolo, Tesoriere del CNDCEC e successore di Jacono quale delegato d’area, “un commercialista intenzionato a fare consulenza in materia di lavoro è chiamato a inviare una comunicazione preventiva, tramite PEC o raccomandata, all’Ispettorato della Provincia presso la quale svolgerà materialmente la propria attività (una comunicazione per ogni Ispettorato, in caso di consulenza su più territori, ndr)”.
Con l’arrivo del portale, invece, “sarà tutto più semplice. I professionisti interessati avranno un periodo di tempo, presumibilmente 3 mesi, per iscriversi (dovrà farlo anche chi aveva già inviato le varie comunicazioni preventive agli Ispettorati provinciali, ndr) ed entrare a far parte di quello che, a tutti gli effetti, è il primo elenco nazionale di soggetti abilitati alla consulenza del lavoro”.
Se, dunque, da un lato si semplifica la disciplina con l’eliminazione delle comunicazioni preventive agli ispettorati locali, dall’altro, si prova a dare un impulso in termini di “lotta all’abusivismo”. Fino ad oggi, continua Cunsolo, “non c’è mai stato un vero censimento dei professionisti abilitati a questo tipo di attività”.
Con il portale nazionale si riuscirà a risolvere anche questo problema.
L’elenco sarà “liberamente consultabile anche dalle imprese” che, in caso di necessità, potranno accedere al portale per individuare i professionisti che operano nella loro zona. I soggetti interessati, infatti, saranno chiamati ad indicare, per ciò che riguarda l’attività pregressa, “da quanto tempo la svolgono e in quali Province l’hanno portata avanti”, come in una sorta di curriculum vitae specifico sulla materia, mentre dal giorno dell’iscrizione in poi “le Province in cui continueranno a prestare consulenza”, fermo restando che si può indicare anche “tutto il territorio nazionale come ambito coperto”.
Alcuni adempimenti, inoltre, spetteranno anche agli Ordini locali dei commercialisti.
Previsti adempimenti per gli Ordini territoriali
Saranno direttamente questi ultimi, infatti, tramite proprie credenziali di accesso, a modificare lo status del professionista qualora ne ricorresse la necessità: “Poniamo il caso – continua Cunsolo – di un procedimento disciplinare a carico del professionista, con cui si arriva alla sospensione o alla sua radiazione. L’Ordine potrà accedere al portale, verificare se tale soggetto fa parte dell’elenco e procedere alla sospensione o cancellazione del nominativo, assumendosene le relative responsabilità”.
Il portale, in un primo momento, avrebbe dovuto vedere la luce il prossimo 17 luglio, ma considerate alcune criticità sull’inserimento dei dati rilevate dal CNDCEC, la cui Commissione nazionale dedicata alla materia ha potuto testare il sito internet, e segnalate nel corso dell’ultimo incontro, “è probabile che la presentazione venga posticipata di una settimana”.
In ogni caso, tra i rappresentanti del Consiglio nazionale c’è “soddisfazione”, non solo per l’accoglimento della proposta riguardante l’elenco nazionale dei professionisti abilitati, ma anche perché la riunione di due giorni fa in via Veneto “ha ulteriormente sancito il rapporto di vicinanza con Ministero e Ispettorato nazionale”, già confermato dalle “audizioni delle ultime settimane su apprendistato professionalizzante e bonus Sud e dal prossimo tavolo con l’INPS sul cassetto previdenziale”, a cui sono stati invitati a partecipare anche i commercialisti.
D’altronde, sottolinea il Tesoriere, “sia il nostro ordinamento che la legge 12/1979 ci riconoscono la competenza sulla materia”, checché ne possano pensare i rappresentanti di altre professioni, con cui ci sono stati contrasti ricorrenti sul tema (si veda, da ultimo, “Lavoro, nuovo scontro tra commercialisti e consulenti” del 1° luglio). “I consulenti del lavoro – conclude Cunsolo – provano a difendere le proprie prerogative. Ma se ci è stato fatto un torto (pensiamo all’esclusione dei commercialisti dalla disciplina sulle dimissioni on line, ndr), è con la politica che bisogna prendersela. È su questo piano, il rapporto con la politica, che sta cercando di muoversi il Consiglio nazionale”.