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Già recapitati gli avvisi bonari sulla comunicazione delle liquidazioni IVA

/ Alfio CISSELLO Venerdì, 29 settembre 2017 4-5 minuti Per gli omessi versamenti sanzione ridotta al 10% e pagamento entro trenta giorni Sono arrivate in redazione numerose segnalazioni in ordine alle comunicazioni di irregolarità che l’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni ai contribuenti ai quali a luglio era stata trasmessa una lettera di invito alla compliance, che segnalava possibili anomalie nei versamenti dell’IVA dovuta in base alla comunicazione delle liquidazioni periodiche presentata per il primo trimestre 2017. A differenza delle lettere di luglio, per le quali era possibile fruire del ravvedimento operoso, le comunicazioni in oggetto, inviate ai sensi dell’art. 54-bis del DPR 633/72, costituiscono una causa ostativa al ravvedimento, per cui la sanzione del 30% prevista per l’omesso o carente versamento dell’imposta è ridotta solo al 10%. Il fondamento normativo di tale procedura è da ricercarsi nell’art. 21-bis comma 5 del DL 78/2010, in base al quale, nel ca...

Per ritenute previdenziali omesse termine massimo del 16 gennaio

/ Maurizio MEOLI Venerdì, 9 settembre 2016 La consumazione del nuovo reato di omesso versamento di ritenute previdenziali può atteggiarsi diversamente a seconda di come in concreto si manifesti la condotta del datore di lavoro. Tale caratteristica, nel caso di condotte ante riforma che conservano rilevanza penale, incide nella valutazione di quale sia la disciplina concretamente più favorevole da applicare. Sono queste le principali precisazioni che la Suprema Corte, nella sentenza n. 37232 , depositata ieri, fornisce in ordine alla fattispecie di cui all’ art. 2 comma 1- bis del DL 463/1983, che, in esito alle modifiche apportate dall’ art. 3 comma 6 del DLgs. 8/2016, a decorrere dal 6 febbraio 2016, attribuisce la medesima rilevanza penale della previgente fattispecie (reclusione fino a tre anni e la multa fino a 1.032 euro) alle sole omissioni di importo superiore a 10.000 euro annui. Il DLgs. 8/2016 – così la Suprema Cort...

L’abitualità nelle omesse ritenute esclude la particolare tenuità

L’abitualità nelle omesse ritenute esclude la particolare tenuità Per la Cassazione, con più condotte «in continuazione» e una precedente condanna per omesso versamento non opera l’esclusione della punibilità Continuano a porsi questioni su applicabilità e limiti della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, come introdotta dal DLgs.  28/2015.  La Cassazione – con sentenza n.  47256  depositata ieri – ha ripreso la tematica, in relazione alla fattispecie di omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali prevista dall’ art. 2  comma 1- del DL 463/1983, fattispecie sulla quale dovrebbe intervenire uno dei due DLgs. che riguardano la c.d. depenalizzazione, di cui il Governo ha approvato i relativi schemi (si veda “ Omesse ritenute previdenziali sotto i 10.000 euro depenalizzate ” del 14 novembre 2015). L’attuale testo dell’art. 2 comma 1- del DL 463/1983 dovrebbe infatti essere sostituito dal seguente: “l’omesso ver...

Omesse ritenute previdenziali sotto i 10.000 euro depenalizzate

Omesse ritenute previdenziali sotto i 10.000 euro depenalizzate Con i nuovi schemi di decreto sulla depenalizzazione approvati ieri in CdM il Governo ha optato per dare attuazione solo parziale alla delega Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri due schemi di decreto legislativo che riguardano la c.d. depenalizzazione. L’art. 2 della L. 67/2014 ha, infatti, conferito al Governo la delega per la “riforma della disciplina sanzionatoria” di alcuni reati. Più precisamente, il comma 2 di tale articolo e la lettera b) del comma 3 contengono criteri e principi direttivi per la trasformazione di reati in illeciti amministrativi, mentre le restanti disposizioni del comma 3 contengono criteri e principi direttivi per l’abrogazione di alcuni reati con contestuale previsione, per i fatti corrispondenti, di sanzioni pecuniarie civili aggiuntive rispetto al risarcimento del danno. Un primo schema di decreto individua, dunque, talune fattispecie in cui – ferma la definizione della ...

Fuori dal penale tutti gli omessi versamenti sotto le nuove soglie

Fuori dal penale tutti gli omessi versamenti sotto le nuove soglie Con il favor rei il nuovo diritto penale tributario ha effetto retroattivo Entra oggi in vigore la riforma del diritto penale tributario che introduce profonde modifiche normative al DLgs.  74/2000 : il Titolo I del DLgs.  158/2015  è, infatti, dedicato alla revisione del sistema sanzionatorio dei reati tributari. Da un lato, viene aggravata la risposta penale per taluni soggetti o per talune condotte; dall’altro, si assiste ad un innalzamento delle soglie di punibilità e all’introduzione di una nuova causa di non punibilità. A tale proposito, un primo aspetto di grande interesse, anche pratico, è quello riguardante la disciplina intertemporale. Essendo stata modificata la formulazione originaria dell’ art. 32  del DLgs. 158/2015 – che ora sancisce la decorrenza dal 1° luglio 2017 per le sole sanzioni amministrative previste al Titolo II del decreto –, le nuove disposizioni penali sono ...

Giro di vite sull’omesso versamento delle ritenute previdenziali

Giro di vite sull’omesso versamento delle ritenute previdenziali Una decisione della Cassazione fa pensare che in caso di tale reato non possa mai darsi una quantificazione in termini di particolare tenuità del fatto Con una recente decisione (Cass. n.  40350/2015 ), la Cassazione ha sancito la persistente permanenza dell’illecito di omesso versamento dei contributi previdenziali ed al contempo ha dato un brusco giro di vite all’orientamento che cerca di ridimensionare la rilevanza ed importanza di tale delitto. Quanto al primo profilo, la questione è riassumibile nei seguenti termini. Allo stato, il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali sussiste quale che sia l’ammontare che l’imprenditore non ha versato: diversamente da quanto previsto, ad esempio, per i reati in materia tributaria per i quali il legislatore indica una soglia di punibilità – ovvero un importo del tributo non versato, al di sotto del quale non sussiste il reato –, un’analoga prevision...

Omesso versamento IVA al vaglio della Corte di Giustizia

Omesso versamento IVA al vaglio della Corte di Giustizia In materia di «ne bis in idem» per i reati tributari, due diversi tribunali hanno disposto il rinvio degli atti ai giudici del Lussemburgo / Martedì 29 settembre 2015 Il principio del “ne bis in idem” in materia di reati tributari è ormai questione imprescindibile, continuando a sollevare interpretazioni difformi e richieste di interventi alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia Ue. Lo scorso 16 settembre, un’ ordinanza  del Tribunale di Bergamo ha disposto il rinvio degli alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, formulando la seguente questione pregiudiziale di interpretazione del diritto dell’Unione: se la previsione dell’ art. 50  della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, interpretato alla luce dell’ art. 4  prot. n. 7 CEDU e della relativa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, alla possibilità di celebrare un procedimento penale avente ad og...

Per l’omesso versamento IVA, sequestro sui beni dell’imprenditore responsabile

Con la sentenza n. 17485 depositata ieri, la Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di omesso versamento dell’IVA, è legittimo il sequestro sui beni dell’imprenditore a prescindere dalla previa valutazione e successiva confisca del patrimonio sociale. La motivazione offerta dai giudici della Suprema Corte si basa, essenzialmente, sul richiamo di un precedente pronunciamento (sentenza n. 7138 del 27 gennaio 2001). In particolare, si legge, “nessuna norma impone di perseguire il patrimonio della persona giuridica, beneficiaria dell’utile determinato dal reato, prima di aggredire il soggetto concorrente nel reato stesso”. Nello specifico, nei rapporti tra la persona fisica, alla quale è addebitato il reato, e la persona giuridica, chiamata a risponderne, in altri termini, non può che valere lo stesso principio applicabile a più concorrenti nel reato stesso, in forza del quale “a ciascun concorrente devono imputarsi le conseguenze di esso”. Al riguardo, segnalando ulteriori s...