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Delega fiscale con impatto sulle società di comodo

È previsto l’aggiornamento dei parametri e delle cause di esclusione dalla disciplina Tra i criteri direttivi del Ddl. di delega fiscale, già bollinato, l’art. 9 individua la revisione della disciplina delle società non operative prevedendo: - da un lato, l’individuazione di nuovi parametri, da aggiornare periodicamente, che consentono di identificare le società senza impresa, tenendo anche conto dei principi elaborati in materia di IVA dalla Cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione europea; - dall’altro, la determinazione di cause di esclusione che tengano conto dell’esistenza di un congruo numero di lavoratori dipendenti e dello svolgimento di attività in settori economici regolati. L’obiettivo, precisa la Relazione illustrativa al Ddl., è quello di ricondurre la normativa alla sua ratio originaria di contrastare le società che esercitano un’attività di mero godimento e non un’effettiva attività d’impresa. Il tutto tenendo conto del fatto che, diversamente da quanto previsto...

Perdite sistematiche irrilevanti ai fini dello status di comodo per il 2022

Lo status va indagato anche ai fini dell’assegnazione agevolata Con la chiusura dell’esercizio 2022 e l’approssimarsi della relativa sessione di bilancio, risulta opportuno fare il punto sulla disciplina delle società di comodo e chiarire quali parametri debbano essere presi in considerazione al fine di valutare il ricorrere di tale status in capo alla società. Fino al periodo di imposta 2021, nell’ambito delle società di comodo era possibile distinguere tra società non operative (art. 30 della L. 724/94) e società in perdita sistematica (art. 2 commi 36-decies e ss. del DL 138/2011). In particolare, si qualificavano “in perdita sistematica” le società e gli enti che presentavano dichiarazioni in perdita fiscale per cinque periodi d’imposta consecutivi o che, nel medesimo arco temporale, presentavano quattro dichiarazioni in perdita fiscale e una con un reddito inferiore a quello minimo determinato a norma dell’art. 30 comma 3 della L. 724/94. In entrambi i casi, la società si consider...

Esclusione dalle società di comodo se raggiunto lo «standard» ISA

/ Luisa CORSO Lunedì, 4 febbraio 2019 5-7 minuti I nuovi modelli REDDITI SP e SC 2019 e le relative istruzioni recepiscono le novità riguardanti le società di comodo e la causa di esclusione/disapplicazione legata all’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Si ricorda infatti che, a decorrere dal periodo d’imposta 2018 (modello REDDITI 2019), gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) trovano applicazione in sostituzione degli studi di settore e dei parametri contabili; gli stessi, elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale (o professionale), anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente. In relazione ai diversi livelli di affidabilità fiscale, l’art. 9-bis comma 11 ...

In REDDITI SP 2018 le rimanenze delle imprese minori riducono il reddito minimo

/ Luisa CORSO e Gianluca ODETTO Giovedì, 26 aprile 2018 5-7 minuti Nell’ambito del quadro RS dei modelli REDDITI 2018 SC ed SP è presente, come gli anni scorsi, il prospetto per la verifica dello status di società di comodo e per l’applicazione della relativa disciplina; sebbene i modelli non rechino alcuna modifica rispetto agli scorsi anni, una novità è rinvenibile nelle istruzioni al modello REDDITI SP le quali recepiscono le indicazioni fornite dalla circ. Agenzia delle Entrate n. 11 del 13 aprile 2017 (§ 4.2) con riguardo al trattamento delle rimanenze da parte delle imprese in contabilità semplificata che applicano il regime di cassa. Il periodo di imposta 2017 rappresenta, infatti, il primo anno di applicazione del regime di cassa di cui all’art. 1 commi 17-23 della L. 11 dicembre 2016 n. 232. In estrema sintesi, si ricorda che, per effetto di tale regime, dal 2017, le variazioni delle rimanenze non concorrono più alla formazione del reddito d’impresa, ma le spese per le merci r...

Disapplicazione fai da te delle societa' di comodo anche per i rimborsi IVA

Disapplicazione fai da te delle societa' di comodo anche per i rimborsi IVA La riforma degli interpelli, operata con il DLgs.  156/2015 , ha ricondotto nell’ambito del c.d. “interpello probatorio” ( art. 11 comma 1 lett. b della L. 212/2000) le istanze finalizzate alla disapplicazione della disciplina relativa alle società di comodo (non operative o in perdita sistematica). Tale inquadramento comporta, da un lato, la  natura facoltativa  dell’istanza di interpello, e dall’altro l’ obbligo del contribuente  di indicare nel modello UNICO l’apposito codice esplicativo della condotta realizzata. Il test di operatività trova collocazione, come di consueto, nel quadro RS  (righi da RS116 a RS125 di UNICO SC e da RS11 a RS20 di UNICO SP). La società che ritiene sussistenti le condizioni oggettive, dimostrabili  ex post  in sede di controllo, idonee a giustificare il mancato rispetto del test di operatività (o lo stato di perdita strutturale), può non ...

Società di comodo, assegnazione e trasformazione con imposta del 10,5%

Società di comodo, assegnazione e trasformazione con imposta del 10,5% Maggiorazione dovuta se la società è di comodo per due periodi d’imposta su tre nel triennio di riferimento 2013-2014-2015 Le nuove norme sull’assegnazione agevolata di beni ai soci e sulla trasformazione in società semplice prevedono un’imposizione sostitutiva differenziata a seconda che la società risulti di comodo o meno. Sulle plusvalenze che emergono a seguito delle suddette operazioni, infatti, l’imposta sostitutiva è prevista in via ordinaria nella misura dell’8%; se, però, le società risultano non operative in almeno due dei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione, cessione o trasformazione (così si esprime l’art. 9 comma 2 del disegno di legge di stabilità), l’aliquota dell’imposta sostitutiva viene elevata al 10,5%. In sostanza, viene previsto un aggravio per le società che risultano di comodo, anche se questa verifica viene svolta non su un anno solo...

Si sblocca il credito IVA per le società in perdita

Acquisito, con l’approvazione definitiva del decreto sulle semplificazioni, il passaggio da tre a cinque anni del periodo che, se caratterizzato da perdite fiscali, conferisce lo “status” di società di comodo, occorre fare qualche considerazione sui riflessi della nuova normativa sulla compensazione e il rimborso del credito IVA maturato da tali società. In linea generale, le limitazioni di legge (comuni alle società non operative e alle società in perdita sistematica) sono due. La prima riguarda le società che risultano di comodo per una sola annualità, alle quali sono preclusi il rimborso, la compensazione in F24 e la cessione a terzi del credito IVA; la seconda riguarda invece le società che risultano di comodo per un triennio consecutivo, e prevede l’abbandono definitivo del credito, il quale diviene non più utilizzabile nemmeno nelle liquidazioni mensili o trimestrali. Va poi ricordato che, secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolare n.  10 del 14 maggio 2014,...