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Accesso al regime forfetario anche per chi ha optato per l’ordinario nel 2015

Accesso al regime forfetario anche per chi ha optato per l’ordinario nel 2015 Nel corso di Telefisco sono state chiarite le possibilità di utilizzo, dal 2016, dei regimi agevolati di vantaggio e forfetario Libero accesso al regime forfetario dal 2016 con ampia possibilità di revoca delle opzioni eventualmente esercitate l’anno precedente. È questo uno dei più interessanti chiarimenti sul regime che l’Agenzia delle Entrate ha fornito ieri nel corso di Telefisco. Con l’occasione si ricorda che, in considerazione del grande interesse che stiamo riscontrando per questo regime, un organico riepilogo della relativa disciplina, che prende in considerazione oltre alle condizioni e alle modalità per l’accesso, anche le altre caratteristiche del regime forfetario, è disponibile nello  Speciale  di Eutekne.info “Il nuovo «forfetario» per gli Autonomi”.  Venendo ai chiarimenti di Telefisco, è ufficializzata la possibilità per i soggetti che hanno applicato il...

Compensazioni errate di ritenute senza sanzioni

Compensazioni errate di ritenute senza sanzioni Le Entrate applicano lo Statuto del contribuente ai sostituti d’imposta per il primo trimestre 2015 L’art.  15  del DLgs. 175/2014 ha introdotto la previsione di utilizzo esclusivo in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’ art. 17  del DLgs. 241/97, delle: - somme a credito rimborsate ai percipienti, da parte dei sostituti d’imposta, sulla base dei prospetti di liquidazione delle dichiarazioni modelli 730 e dei risultati contabili (modelli 730-4) elaborati dai CAF-dipendenti e dai professionisti abilitati a prestare assistenza fiscale; - eccedenze di versamento di ritenute alla fonte e imposte sostitutive. Tale decreto dispone, pertanto, che dette somme siano compensate nel mese successivo a quello di erogazione del rimborso, nei limiti previsti dall’ art. 37 comma 4 del DLgs. 241/97, per le somme rimborsate ai percipienti sulla base dei prospetti di liquidazione dei modelli 730, oppure dai successivi v...

Il credito d’imposta per gli enti non commerciali trova il suo codice tributo

Il credito d’imposta per gli enti non commerciali trova il suo codice tributo Sarà utilizzato per il recupero della maggiore imposta sul reddito a seguito dell’aumento della tassazione degli utili e dividendi degli ENC Con la risoluzione n.  6  di ieri l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo affinché gli enti non commerciali possano utilizzare in compensazione, mediante il modello F24, il credito d’imposta art. 1, comma 656 della L. 190/2014. Si ricorda, infatti, che l’art. 1 comma 655 della legge di stabilità 2015 aveva modificato la disciplina dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali (art. 4 comma 1 lett. q) del DLgs. 344/2003): la quota di utili esclusa da tassazione passa dal 95% al 22,26%. L’Agenzia delle Entrate aveva successivamente chiarito che le modifiche apportate dall’art. 1 comma 655 della legge di stabilità 2015 alla disciplina dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali riguardano indistintamente gli utili derivan...

Super-ammortamenti anche per le auto a «km zero»

Super-ammortamenti anche per le auto a «km zero» Assilea, con la circolare n. 2/2016, fornisce ulteriori indicazioni sull’agevolazione Assilea, dopo le prime indicazioni fornite con la circ. n.  25/2015 , nell’ambito della  circ. n. 2/2016  (riepilogativa delle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 in materia di leasing) torna ad occuparsi dei “super-ammortamenti”, disciplinati dall’ art. 1  commi 91 ss. della L. 208/2015. Con riferimento all’ambito soggettivo, ricordando che possono fruire dell’agevolazione sia i soggetti titolari di reddito d’impresa sia gli esercenti arti e professioni, secondo Assilea è tuttavia ragionevole escludere i contribuenti forfetari, tenuto conto che determinano il reddito attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi; in tale ipotesi, infatti, l’ammontare dei costi sostenuti dal contribuente (inclusi quelli relativi all’acquisto di beni strumentali nuovi) non rileva ...

Il coniuge superstite residente nella casa familiare è «protetto» dal Fisco

Il coniuge superstite residente nella casa familiare è «protetto» dal Fisco Per la Cassazione, la rinuncia all’eredità rende nullo l’accertamento, non operando il possesso dei beni ereditari Ai fini fiscali, il debito del de cuius si trasmette per successione agli eredi, salvo il caso delle sanzioni, che,  art. 8  del DLgs. 472/97, non si trasmettono. Pertanto, agli eredi del contribuente defunto e ai sensi dell’ art. 65  del DPR 600/73, possono essere notificati atti impositivi (pensiamo al classico caso dell’avviso di accertamento) riferibili a debiti tributari del de cuius. È intuitivo come, pure in ambito fiscale, abbiano effetto le norme del codice civile relative all’eredità. Così, in giurisprudenza è stato affermato che, per poter azionare il debito nei confronti degli eredi, occorre che questi abbiano accettato l’eredità (Cass. n. 21101/2010 ), e la relativa prova deve essere fornita dall’ente impositore. A tal fine, peraltro, non basta asserire che...

Forfetario incerto con redditi di lavoro dipendente e assimilati

Forfetario incerto con redditi di lavoro dipendente e assimilati Andrebbero chiarite le fattispecie rientranti nella «cessazione del rapporto di lavoro» Uno dei nuovi requisiti per accedere al regime forfetario riguarda il possesso di redditi di lavoro dipendente o assimilati. In particolare, recita il nuovo  art. 1  comma 57 lett. d- della L. 190/2014, non possono avvalersi del regime “i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli  articoli 49  e  50  del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato”. La finalità della norma è quella di evitare che soggetti esercenti attività di lavoro dipendente o assimilate nell’anno precedente a quello di applicazio...

Dal 2016 opzione part time per i lavoratori a fine carriera

Dal 2016 opzione part time per i lavoratori a fine carriera La legge di stabilità introduce il c.d. «invecchiamento attivo» per i dipendenti che maturano i requisiti pensionistici di vecchiaia entro il 2018 La legge di stabilità 2016 (L. n. 208/2015) ha introdotto, al comma 284 dell’ art. 1 , un’apposita disciplina diretta a regolare il c.d. “invecchiamento attivo”, così definito nella relazione illustrativa alla stessa legge, volta a introdurre elementi di flessibilità nello svolgimento del lavoro negli ultimi anni della carriera del lavoratore ultrasessantenne, consentendo, previo accordo con il datore di lavoro, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con una riduzione dell’attività lavorativa tra il 40% e il 60%. Il campo di applicazione soggettivo di tali disposizioni – operative nei limiti dei fondi stanziati, previsti, per il 2016, in 60 milioni di euro, per il 2017 in 120 milioni di euro e per il 2018 in 60 milioni di euro – è co...