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Visualizzazione dei post da novembre, 2015

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TASI da versare in base alla quota di possesso

TASI da versare in base alla quota di possesso I soggetti coobbligati sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria La TASI è dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, le unità immobiliari assoggettate al tributo (si ricorda che per l’anno 2015 sono assoggettati al tributo i fabbricati – compresa l’abitazione principale – e le aree edificabili, mentre nulla è dovuto per i terreni agricoli). In particolare sono soggetti passivi della TASI coloro che possiedono (a titolo di proprietà, usufrutto, uso abitazione, enfiteusi o superficie) o detengono detti immobili (attraverso un contratto di locazione oppure di comodato). L’ art. 1  comma 671 della L. n. 147/2013 (legge di stabilità per l’anno 2014) stabilisce che, in caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria. La formulazione della norma aveva generato alcune perplessità con riguardo all’eventual...

Finanziamento con scrittura non autenticata da registrare in caso d’uso

Finanziamento con scrittura non autenticata da registrare in caso d’uso Lo chiarisce la Corte di Cassazione, ma non considera che si trattava di un finanziamento infruttifero Nella sentenza n.  24268  depositata ieri, la Cassazione ricorda alcuni importanti postulati in tema di registrazione del contratto ed alternatività IVA-registro. Il principio generale enunciato dalla Corte potrebbe essere così riassunto: in tema di imposta di registro, a norma dell’art. 5 del DPR 131/86, sono soggetti a registrazione in caso d’uso gli atti redatti con scrittura privata non autenticata, contenenti solo disposizioni soggette ad IVA. Facendo applicazione del principio su enucleato al caso particolare, la Corte afferma che vada registrata solo in caso d’uso la scrittura privata non autenticata avente ad oggetto un finanziamento esente da IVA. Infatti, spiega la Corte, il finanziamento, pur ricadendo nell’ambito di applicazione dell’IVA in quanto prestazione di servizi ( a...

Sull’immobile condotto in locazione manutenzione straordinaria deducibile

Sull’immobile condotto in locazione manutenzione straordinaria deducibile È sufficiente che tali costi siano stati sostenuti nell’esercizio dell’impresa e che, ovviamente, risultino dalla documentazione contabile La Cassazione, con la sentenza n. 24277 di ieri, torna nuovamente sul tema della deducibilità, da parte dell’impresa locataria, delle spese di manutenzione straordinaria sull’immobile condotto in locazione. Dai fatti di causa emerge che il contribuente deteneva in locazione un immobile in cui svolgeva la sua attività e,  permantenerne l’efficienza nel tempo, aveva realizzato degli interventi di manutenzione straordinaria, deducendone frazionatamente, con preventiva capitalizzazione, le relative spese. Il contratto di locazione, però, prevedeva che, prima di eseguire tali interventi, il locatario chiedesse l’autorizzazione al locatore. Non avendo posto in essere tale adempimento contrattuale, l’Amministrazione finanziaria disconosceva la deduzione di tale spe...

Riduzione del canone di locazione efficace anche senza registrazione

Riduzione del canone di locazione efficace anche senza registrazione Il contribuente può provare di avere percepito un importo minore anche con altri mezzi, come la scrittura privata o la contabilità Negli ultimi anni si è assistito con frequenza ad accordi, intervenuti dopo la sottoscrizione del contratto di locazione originario, con i quali le parti hanno ridotto l’ammontare del canone per venire incontro alle richieste del conduttore. Si pone, quindi, il problema dei mezzi di prova per dimostrare l’avvenuta riduzione: in assenza di questa prova, infatti, è realistico che i contribuenti possano risultare destinatari di accertamenti parziali ai sensi dell’art. 41- del DPR 600/73, in quanto il corrispettivo previsto dal contratto non corrisponde a quanto dichiarato nel quadro RB del modello UNICO. Secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n.  60  del 28 giugno 2010, l’accordo di riduzione del canone non deve essere obbligatoriamente registrato (la riduzi...

Credito d’imposta per assunzione detenuti con F24 on line

Credito d’imposta per assunzione detenuti con F24 on line Con successiva risoluzione verrà istituito il nuovo codice tributo Con provvedimento n. 153321 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità e i termini per la fruizione del credito d’imposta per le imprese che assumono detenuti ai sensi dell’art. 3 della L. 193/2000 e del DM 24 luglio 2014 n. 148. Nello specifico, l’agevolazione riguarda le imprese che assumono, per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, anche quelli ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’art. 21 della L. 354/75, ovvero detenuti semiliberi provenienti dalla detenzione; il credito d’imposta spetta anche alle imprese che svolgono attività formative nei confronti di tali soggetti. L’art. 5 comma 7 del citato DM 24 luglio 2014 n. 148 dispone che il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello (ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97) esclusivamente, a decorrere dal 20...

NASpI a 24 mesi anche dopo il 1° gennaio 2017

NASpI a 24 mesi anche dopo il 1° gennaio 2017 Nuovi chiarimenti dell’INPS sulla durata massima e sui requisiti lavorativi e contributivi per accedere alla relativa indennità Con la circ. n.  194  di ieri, l’INPS ha fornito nuovi chiarimenti sulla Nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI), introdotta dal DLgs. 22/2015 per fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente la propria occupazione. La NASpI, lo ricordiamo, sostituisce le indennità di ASpI e la mini-ASpI L. 92/2012, con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015. La prima precisazione fornita dall’INPS riguarda i limiti massimi di durata della NASpI, alla luce della disposizione art. 43 comma 3 del DLgs. 148/2015, con cui è stato soppresso l’ultimo periodo dell’art. 5 del citato DLgs. 22/2015, il quale prevedeva che per gli eventi di disoccupazione verificatisi ...

Comunicazione ad hoc per la rinuncia dei soci ai crediti

Comunicazione ad hoc per la rinuncia dei soci ai crediti Dal 2016, i soci dovranno comunicare alla partecipata il valore fiscale del credito Il legislatore, nel corso degli ultimi mesi, ha parzialmente ridimensionato il favor debitoris che ha caratterizzato sinora la disciplina della crisi d’impresa, sotto l’aspetto civilistico e tributario. La motivazione è da ricercare nei casi di “abuso” degli strumenti normativi a disposizione. Fra le imprese che ne hanno usufruito, infatti, sono emersi comportamenti “opportunistici”, finalizzati a ottenere forti riduzioni del debito pregresso sottratte a imposizione fiscale. Il ripensamento del legislatore ha riguardato l’introduzione di limiti per l’accesso al concordato preventivo (si veda, per esempio, la soglia minima di soddisfazione dei creditori chirografari e l’eliminazione del “silenzio-assenso” nel computo della maggioranza concordataria) e la revisione della normativa tributaria connessa alle sopravvenienze attive e alle ...

Dal 2016 spese di pubblicità e di ricerca fuori dall’attivo

Dal 2016 spese di pubblicità e di ricerca fuori dall’attivo La modifica dei criteri di valutazione dei costi di ricerca e pubblicità ad opera del DLgs. 139/2015 pone rilevanti problematiche applicative L’eliminazione della possibilità di capitalizzare le spese di pubblicità e di ricerca, a seguito del DLgs.  139/2015 , comporta lo stralcio dell’eventuale ammontare residuo iscritto nell’attivo di Stato patrimoniale fino all’esercizio 2015? La novità non interessa i bilanci dell’esercizio in corso, ma il DLgs. 139/2015 entra in vigore per gli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2016; pertanto, le rilevazioni contabili devono essere effettuate successivamente alla riapertura dei conti dell’esercizio 2016. La modifica ai criteri di valutazione in esame ha effetto “retroattivo”: lo si desume dall’ art. 12  del DLgs. 139/2015, il quale stabilisce che le modificazioni previste all’ art. 2426 , comma 1, numeri 1) costo ammortizzato per valutazione dei titoli immobi...

Nuove regole IMU per gli imbullonati solo dal 2016

Nuove regole IMU per gli imbullonati solo dal 2016 Le regole del Ddl. di stabilità per la determinazione della rendita catastale degli immobili dotati di impianti e macchinari infissi non sono retroattive La determinazione dell’imposta IMU ed eventualmente TASI parte, per la stragrande maggioranza dei fabbricati, dalla rendita catastale che, opportunamente rivalutata e moltiplicata per gli appositi coefficienti, ne determina la base imponibile. A questa norma non sfuggono gli immobili a destinazione speciale, censiti o censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E la cui rendita è determinata attraverso un procedimento di stima diretta che prevede una specifica valutazione tecnica sia delle componendi edilizie che di quelle impiantistiche che dotano il fabbricato stesso. Senza entrare nel merito di determinazione della rendita, una questione rilevante attiene alla eventuale valutazione delle componenti mobili e degli impianti connessi al manufatto stesso. L’ ar...

Saldo IMU con nuove regole per gli immobili dei residenti esteri

Saldo IMU con nuove regole per gli immobili dei residenti esteri Dal 2015 sono assimilate alle abitazioni principali solamente le unità immobiliari di tali soggetti titolari di pensioni estere Avvicinandosi il termine per il versamento del saldo IMU 2015, i contribuenti e i loro consulenti devono tenere conto di tutte le modifiche normative nel mentre intervenute. La variazione più significativa nell’anno 2015 riguarda l’assimilazione ex lege ad abitazione principale per i cittadini italiani residenti all’estero in possesso di determinate caratteristiche. Infatti, l’ art. 13  comma 2 del DL 201/2011, così come modificato dall’ art. 9- comma 1 del DL 47/2014, considera come direttamente adibita ad abitazione principale una sola unità immobiliare posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero, purché gli stessi siano già pensionati nei rispettiv...