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Visualizzazione dei post da febbraio, 2016

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Immobili assegnati ai soci da imprese di costruzione con detrazione dell’IVA

Immobili assegnati ai soci da imprese di costruzione con detrazione dell’IVA Il bonus IRPEF del 50% dell’IVA sarebbe fruibile in quanto l’art. 2 comma 2 n. 6 del DPR 633/72 equipara le assegnazioni ai soci alla cessione Il comma 56 dell’ art. 1  della legge di stabilità 2016 (L. 208/2015) prevede una nuova agevolazione per alcune operazioni immobiliari. Si tratta, nello specifico, di una detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA: - per l’acquisto effettuato entro il 31 dicembre 2016, - di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o B, - cedute dalle imprese costruttrici. Testualmente la norma dispone che “ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliar...

Registrazione delle locazioni meno cara dopo i 30 giorni dalla violazione

Registrazione delle locazioni meno cara dopo i 30 giorni dalla violazione Il ravvedimento operoso è reso complicato dal DLgs. 158/2015, che, per i ritardi sino a 30 giorni, impone il minimo di 200 euro Il DLgs. 24 settembre 2015 n.  158  ha modificato anche il sistema sanzionatorio dell’imposta di registro, e alcune innovazioni impattano sul ravvedimento concernente le registrazioni delle locazioni immobiliari. L’ art. 69  del TUR, ora come allora, stabilisce che la tardiva registrazione è punita con una sanzione dal 120% al 240% dell’imposta. Tuttavia (e qui si rinviene la novità), se la tardività è contenuta nei 30 giorni, la sanzione è dimezzata (e diviene, quindi, dal 60% al 120% dell’imposta), con un minimo, però, di 200 euro. Si rileva, per inciso, che la misura minima prevista per la sanzione in caso di registrazione entro 30 giorni, operando per tutti gli atti soggetti a registrazione e non solo per le locazioni, non è “in linea” con la misura minima ...

Il modello 770 non prova il rilascio delle certificazioni

Il modello 770 non prova il rilascio delle certificazioni Ma dal 22 ottobre 2015 rilevano, per la fattispecie ex art. 10-bis del DLgs. 74/2000, anche le ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione La Cassazione, nella sentenza n. 7884, depositata ieri, ha precisato che, nel reato di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10- del DLgs. 74/2000 riforma) spetta all’accusa l’onere di provare l’elemento costitutivo rappresentato dal rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate e tale prova non può essere costituita dal solo contenuto del modello 770 proveniente dal datore di lavoro. Rispetto a ciò non rileva il fatto che il DLgs. 158/2015 abbia ridisegnato la fattispecie riconoscendo espressa rilevanza anche alle ritenute dovute sulla base della dichiarazione. Si tratta, infatti, di norma più sfavorevole e, come tale, non applicabile a fatti anteriori all’entrata in vigore della nuova disciplina (22 ottobre 2015). ...

Ultimi giorni per la consegna al contribuente della Certificazione Unica

Ultimi giorni per la consegna al contribuente della Certificazione Unica Le Certificazioni relative al 2015 già rilasciate con il vecchio modello devono essere sostituite Entro lunedì 29 febbraio, poiché il giorno 28 cade di domenica, i sostituti d’imposta devono rilasciare ai contribuenti-sostituiti le Certificazioni Uniche 2016, relative alle somme corrisposte nel 2015. Il sostituto d’imposta deve quindi compilare il modello “sintetico” di Certificazione Unica 2016, secondo le istruzioni approvate dall’Agenzia delle Entrate, e rilasciarlo in duplice copia al contribuente-sostituito (lavoratore dipendente o autonomo o pensionato). Il modello “sintetico” è costituito dalla: - parte relativa ai dati del sostituto d’imposta e del sostituito; - parte relativa alla certificazione dei redditi di lavoro dipendente, assimilati e all’assistenza fiscale, suddivisa tra dati fiscali, dati previdenziali e assistenziali, dati assicurativi INAIL e annotazioni; - parte relativa alla ce...

La nuda proprietà non fa perdere lo sconto IMU sui comodati

La nuda proprietà non fa perdere lo sconto IMU sui comodati L’IFEL ha fornito chiarimenti sulla riduzione del 50% della base imponibile IMU e TASI per gli immobili concessi ai parenti di primo grado Il comma 10 dell’ art. 1  della L. 208/2015 (legge di stabilità 2016) ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2016: - l’eliminazione della possibilità da parte dei Comuni di assimilare ad abitazione principale l’unità immobiliare concessa in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale; - la riduzione del 50% della base imponibile IMU e TASI per le medesime unità. L’agevolazione spetta alle seguenti condizioni: - le unità immobiliari non devono essere accatastate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; - le unità immobiliari devono essere concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la destinano ad abitazione principale; - il contratto deve essere registrato; - il comod...

Nel trasferimento d’azienda il cedente non e' liberato dai debiti contributivi

Nel trasferimento d’azienda il cedente non e' liberato dai debiti contributivi In caso di trasferimento d’azienda, i debiti contratti dalla parte cedente nei confronti degli istituti previdenziali per omessi versamenti contributivi, ed esistenti al momento della cessione, restano soggetti alla disciplina  art. 2560 c.c., ai sensi della quale l’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, sorti prima del trasferimento. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 3646  depositata ieri, precisando ulteriormente che, in tal caso, non può operare l’estensione di responsabilità all’acquirente prevista dal comma 2 dell’ art. 2112 c.c. Nel caso in esame, veniva confermata in sede d’appello la decisione di primo grado con cui il Tribunale di Roma aveva respinto l’opposizione proposta da una società editrice avverso il decreto ingiuntivo emesso in suo danno e relativo a debiti per mancati versamenti contr...

L’invio impedito delle spese sanitarie non fa venir meno il ravvedimento

L’invio impedito delle spese sanitarie non fa venir meno il ravvedimento Bisogna però dimostrare di avere tentato l’invio con «lieve ritardo» o, comunque, entro i sessanta giorni Lo scorso 9 febbraio è decorso il termine per la trasmissione al Sistema tessera sanitaria delle prestazioni sanitarie definite dal DM  31 luglio 2015 , ai fini del modello 730/2016 precompilato (si veda “ Invio «impedito» delle spese sanitarie senza sanzioni ” del 22 febbraio 2016). Ai sensi dell’ art. 3  comma 5-del DLgs. 175/2014, se la trasmissione avviene con un ritardo massimo di 60 giorni, la sanzione (che sarebbe di 100 euro per ogni comunicazione) è ridotta a un terzo, con un massimo di 20.000 euro, essendo inibito il cumulo giuridico di cui all’ art. 12  del DLgs. 472/97. Inoltre, il successivo comma 5-stabilisce che, per il primo anno di applicazione della norma (quindi il 2016, circostanza confermata nel corso di  Telefisco 2016 ), non vi sono sanzioni in caso di “...

Disponibile il fac simile di lettera d’incarico per gestire la PEC del cliente

Disponibile il fac simile di lettera d’incarico per gestire la PEC del cliente Con l’Informativa n.  24  di ieri, il CNDCEC ha reso noto di aver approvato, nella seduta del 10 febbraio, il fac simile di lettera d’incarico professionale per la gestione dell’indirizzo del cliente, che è stato integrato anche nel software “Mandato”. Innanzitutto, si ricorda che, ai sensi dell’ art. 9  del DL 1/2012, il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista è inoltre obbligato a una serie di oneri informativi a favore del cliente: il grado di complessità dell’incarico, tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico, i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. Nell’ambito dell’oggetto e complessità dell’incarico, il fac si...

Sempre possibile il recesso per giusta causa dal contratto di consulenza

Sempre possibile il recesso per giusta causa dal contratto di consulenza Il committente può recedere anche se il contratto prevede una durata predeterminata ed è esclusa, in termini generali, la facoltà di recesso Il committente può sempre recedere per giusta causa da un contratto di consulenza, anche quando sia prevista una durata predeterminata e sia esclusa la facoltà di recesso, salvo che per specifiche ipotesi individuate nel contratto. Anche se il recesso è per giusta causa, spettano al consulente i compensi maturati per l’opera prestata fino alla data in cui viene comunicata l’interruzione del rapporto contrattuale. Sono queste le conclusioni cui è pervenuta una recente sentenza della Suprema Corte (Cass. 9 febbraio 2016 n.  2519 ), chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del recesso operato da un istituto di credito rispetto ad un contratto di consulenza stipulato con un ex dipendente della banca, che prevedeva una durata triennale e la possibilità di un re...