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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

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Proroga acconto solo per pochi e con complicazioni

Ieri è stata approvata in prima lettura dal Senato la disposizione che rinvia al 16 gennaio 2025 il termine per il pagamento della seconda rata di acconto delle imposte , eventualmente da pagare anche in 5 rate mensili, diversamente dovuto il 2 dicembre. Sono in ogni caso esclusi dalla proroga i contributi previdenziali e assistenziali INPS. I l differimento inoltre è applicabile alle sole persone fisiche titolari di partita IVA che, nel 2023, dichiarano ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro . Dal beneficio sono quindi esclusi : le persone fisiche titolari di partita IVA che nel 2023 dichiarano ricavi o compensi di importo superiore a 170.000 euro; le persone fisiche “non titolari” di partita IVA, compresi i soci di società e associazioni “trasparenti” ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR, sempre che non siano titolari di una propria partita IVA (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 31/2023, § 1.2); i soggetti diversi dalle persone fisiche. In assenza di ulteriori indi...

Indennità dipendenti 2024, c.d. Bonus Natale

Il Decreto Omnibus ha previsto per il 2024 un'indennità a favore dei lavoratori dipendenti, fino a un massimo di 100 euro, da erogare unitamente alla tredicesima mensilità. Si fa subito presente che solo un lavoratore per famiglia potrà beneficiare del bonus e che il dipendente può beneficiare dell'indennità anche nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2024, da presentarsi nell'anno 2025, ad esempio quando presenta il modello 730. Requisiti Per poter richiedere il bonus, il lavoratore dipendente deve possedere congiuntamente i seguenti requisiti: Reddito Complessivo inferiore ad E. 28.000 : Un reddito complessivo, nell'anno d'imposta 2024, non superiore a 28.000 euro e avere "capienza fiscale" (imposta lorda sui redditi di lavoro dipendente di importo superiore a quello della detrazione per lavoro dipendente). Almeno un figlio a carico : Il lavoratore deve avere almeno un figlio fiscalmente a carico (anche se nato fuori dal m...

Indennità una tantum dipendenti

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri, 14 novembre, il DL 167/2024, che introduce modifiche significative all’art. 2-bis del DL 113/2024. Questo decreto prevede un'indennità una tantum di 100 euro per i lavoratori dipendenti che soddisfano specifici requisiti, oltre alla tredicesima mensilità (noto come “bonus Natale”), e riapre i termini per l’adesione al concordato preventivo biennale per i soggetti ISA (si veda “In vigore il decreto sulla riapertura dei termini del CPB” di oggi). In particolare, l’art. 2 del DL 167/2024 estende l’indennità una tantum di 100 euro anche ai lavoratori senza coniuge a carico, ma solo uno per famiglia potrà beneficiare dell’importo aggiuntivo previsto unitamente alla tredicesima. La modifica riguarda specificamente il comma 1 della norma, che elenca i requisiti di accesso all’indennità una tantum, e in particolare il requisito relativo alla condizione familiare previsto dalla lett. b), che viene integralmente sostituito. In dettaglio, s...

Riapertura termini per il concordato CPB ma non per tutti

 I contribuenti che non hanno aderito al concordato preventivo biennale (CPB) entro il 31 ottobre possono farlo fino al 12 dicembre, considerando le possibili novità in materia di CPB e regime di ravvedimento previste dal DL 155/2024. La proroga del termine per l'adesione al CPB è limitata ai soggetti che applicano gli indici di affidabilità fiscale (ISA) e che hanno presentato la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre 2024. Per i contribuenti in regime forfetario, il termine rimane il 31 ottobre, poiché il CPB per loro si applica solo per il 2024. La proroga è riservata ai soggetti ISA che hanno presentato la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre 2024 ma non hanno aderito al CPB. Chi non ha presentato la dichiarazione entro tale data o l'ha presentata tardivamente non può aderire entro il 12 dicembre. L'adesione è possibile solo se la dichiarazione integrativa non indica un minore imponibile, un minore debito d’imposta o un maggiore credito rispetto alla dic...

Cambiano le regole per l'autotutela

E' del 07/11 la circolare n. 21 dell’Agenzia delle Entrate, relativa al nuovo regime dell’autotutela tributaria, così come modificato dal DLgs. 219/2023. Quest’ultimo DLgs. ha diversificato l’autotutela obbligatoria (art. 10-quater della L. 212/2000) dall’autotutela facoltativa (art. 10-quinquies della L. 212/2000), prevedendo che tale distinzione abbia effetti anche sul versante processuale. Non a caso: - il ricorso contro il diniego espresso è ammesso nei casi di autotutela sia obbligatoria che facoltativa; - il ricorso contro il silenzio-rifiuto è ammesso solo per l’autotutela obbligatoria (art. 19 comma 1 lett. g-bis) e g-ter) del DLgs. 546/92). Il silenzio-rifiuto, al pari di quanto accade per le liti di rimborso, si forma decorsi 90 giorni dalla domanda del contribuente e il ricorso può essere presentato entro i termini di prescrizione. L’autotutela obbligatoria può essere disposta anche quando l’atto è rimasto inoppugnato e addirittura se ci fosse già il giudicato (sempre ch...

Forfettari esclusi dal ravvedimento per il periodo 2018-2022

 I contribuenti in regime forfetario sono esclusi dal ravvedimento per il periodo 2018-2022 collegato al CPB. Questa limitazione è stata stabilita dal provvedimento attuativo che definisce le modalità di adesione alla misura agevolativa. Il provvedimento attuativo del regime del ravvedimento n. 403886 del 4 novembre scorso limita l'applicazione della misura ai soli soggetti che hanno aderito al concordato preventivo previsto dagli articoli da 10 a 22 del DLgs. 13/2024, ovvero coloro che hanno applicato gli ISA per il periodo d'imposta 2023. Pertanto, sono esclusi i contribuenti in regime forfetario di cui alla L. 190/2014 che, pur avendo aderito al concordato preventivo ai sensi degli artt. 23-33 del DLgs. 13/2024, erano soggetti agli ISA nei periodi d'imposta 2018-2022 (contrariamente a quanto riportato in "Opzione per il ravvedimento collegato al CPB col versamento della sostitutiva" del 5 novembre 2024). Questo è diverso da quanto si poteva dedurre dal solo tes...

Sindaci revisori nominati dal MEF?

Critiche sui di Stato come previsto dall'art. 112 del Ddl. di bilancio 2025. La norma impone la presenza di un rappresentante del MEF nei collegi di revisione o sindacali di enti che ricevono contributi statali significativi. Questo ha suscitato sconcerto e preoccupazione per la mancanza di chiarezza e le incertezze interpretative, mettendo a rischio la legittimità dei professionisti attualmente incaricati di controllare la finanza pubblica. Norma Ddl. di bilancio 2025 (Art. 112) Presenza obbligatoria di un rappresentante del MEF nei collegi di revisione o sindacali. Applicazione per enti che ricevono contributi statali significativi. Livello di significatività stabilito con DPCM. Critiche sollevate: Mancanza di chiarezza e difficoltà di applicazione. Rischio di deligittimazione dei professionisti attuali. Incertezze interpretative derivanti dalla trasposizione di passaggi dell'art. 16 della L. 196/2009. Implicazioni: Potenziale impatto negativo sulla gestione statale. Necessit...