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Visualizzazione dei post da dicembre, 2023

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Pubblicato in Gazzetta il decreto «Salva superbonus» per i lavori non finiti

Ufficiali le restrizioni per il bonus barriere architettoniche del 75% È stato pubblicato nella G.U. n. 302 di ieri il DL 29 dicembre 2023 n. 212, in vigore da oggi, che mira principalmente a gestire alcuni effetti collaterali della fine del superbonus nella misura del 110% e a rendere meno appetibile il bonus 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche, di cui all’art. 119-ter del DL 34/2020. Tra le principali novità del DL 212/2023 si segnala: - l’introduzione di una clausola di salvaguardia per SAL superbonus fino al 31 dicembre 2023 in caso di mancata ultimazione dei lavori; - la previsione di un contributo a favore dei condòmini a basso reddito per l’ultimazione nel 2024 con superbonus 70% dei lavori che al 31 dicembre 2023 abbiano raggiunto uno stato di avanzamento non inferiore al 60%; - la cristallizzazione del termine di richiesta del titolo abilitativo per poter beneficiare di sconti e cessioni ex art. 121 del DL 34/2020 in relazione a interventi di demolizione e ri...

Approvata la Legge di bilancio 2024

 Via libera definitivo alla legge di bilancio Ieri la Camera, con 200 voti favorevoli e 112 contrari, ha approvato in via definitiva il Ddl. di bilancio 2024. Dopo l’approvazione del Senato (si veda “Il Senato approva il disegno di legge di bilancio” del 23 dicembre), l’iter blindato si è chiuso in pochi giorni, con il via libera senza voto di fiducia, come da accordi tra i gruppi. Tra le misure di carattere fiscale si ricordano le novità in materia di fringe benefit, che non hanno subito modifiche nel corso dell’iter parlamentare. Limitatamente al periodo d’imposta 2024 non concorrono a formare il reddito, entro il limite complessivo di 1.000 euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, delle spese per l’affitto della prima casa ovvero per gli interessi...

Interventi in edilizia libera senza asseverazione di congruità delle spese

La responsabilità in solido del fornitore o del cessionario può escludersi anche in assenza di tale documento Con la risposta a interpello n. 484 di ieri, 29 dicembre 2023, l’Agenzia delle Entrate ha reso alcune precisazioni in merito alla documentazione da acquisire per gli interventi qualificati come “edilizia libera”, nelle ipotesi in cui venga esercitata l’opzione di cessione del credito o sconto sul corrispettivo di cui all’art. 121 del DL 34/2020. Per gli interventi edilizi oggetto d’opzione, l’art. 121 comma 1-ter del DL 34/2020 prescrive, in linea generale, oltre all’onere del contribuente di richiedere il visto di conformità, anche l’obbligo di rilascio dell’asseverazione di congruità delle spese sostenute, ad opera di un tecnico abilitato. Tali prescrizioni non riguardano, però, gli “interventi minori”, ossia: - riconducibili ad opere classificate come “edilizia libera” (secondo quanto previsto dall’art. 6 del DPR 380/2001, dal DM 2 marzo 2018 o dalle normative regionali); - ...

Niente proroghe o SAL straordinari ma un «salva superbonus» per lavori non finiti

Forti limitazioni anche per il bonus eliminazione barriere al 75% Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato un decreto legge che introduce misure urgenti relative alle agevolazioni fiscali di cui agli artt. 119, 119-ter e 121 del DL 34/2020. Il decreto mira principalmente a gestire alcuni effetti collaterali della fine del superbonus nella misura del 110% e a rendere meno appetibile, anche per finalità non strettamente correlate all’accessibilità degli edifici, il bonus 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Lato superbonus, non viene prevista alcuna proroga del 110%, né mini né maxi (ragione per cui, a decorrere dal 1° gennaio 2024, tutte le spese saranno agevolate al 70%, sia quelle relative all’ultimazione di interventi già in avanzata fase di realizzazione, sia quelle relative a interventi nuovi) e neppure il c.d. “SAL straordinario di fine 2023”, ma viene introdotta una sorta di clausola di salvaguardia per coloro che non riescono a completare i lavori con sup...

Riduzione del numero di scaglioni IRPEF dal 2024

 Per il 2024 aliquote IRPEF ridotte a tre Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri in via definitiva il DLgs. relativo alla riforma dell’IRPEF Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di ieri, 28 dicembre, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo relativo alla riforma dell’IRPEF, in attuazione della Legge Delega per la riforma fiscale (L. 9 agosto 2023 n. 111). In relazione all’obiettivo di graduale riduzione dell’imposta e di perseguimento dell’equità orizzontale, posto dall’art. 5 comma 1 della citata L. 111/2023, l’art. 1 comma 1 del DLgs. prevede, per il solo periodo d’imposta 2024, una riduzione degli scaglioni da quattro a tre, applicando le seguenti aliquote: - 23%, per il reddito complessivo fino a 28.000 euro; - 35%, per il reddito complessivo superiore a 28.000 euro e fino a 50.000 euro; - 43%, per il reddito complessivo superiore a 50.000 euro. Vengono pertanto accorpati i primi due scaglioni di reddito complessivo attualmente previsti: ai sensi dell’art. ...

Proroga del divieto di fatturazione elettronica in ambito sanitario

Nuova proroga del divieto di fatturazione elettronica in ambito sanitario Anche per il prossimo anno, dunque, sarà obbligatoria l’adozione della fattura in formato cartaceo (o in via elettronica al di fuori del Sistema di Interscambio) per le prestazioni sanitarie rese nei confronti delle persone fisiche, nonostante la disposizione originaria, riferita al solo “periodo d’imposta 2019”, lasciasse presagire una natura temporanea.  La disposizione quindi interessa medici, psicologi, ottici e tutte le altre professioni sanitarie che prevedano prestazioni di diagnosi quali quelle di cura e quelle di riabilitazione, “le quali prevedono una prevalente prestazione di fare” e “sono rivolte al recupero funzionale e sociale del soggetto”. La proroga dell’efficacia del divieto è contenuta nella bozza del decreto legge c.d. “Milleproroghe”, oggi all’esame del Consiglio dei Ministri, unitamente a quattro decreti legislativi di riforma fiscale da approvare in via definitiva. La proroga non aveva...

Cessione di fabbricati nei 10 anni dai lavori superbonus con plusvalenza

Il disegno di legge di bilancio 2024 «penalizza» le cessioni di immobili sui quali sono stati effettuati interventi beneficiando dell’agevolazione Il testo del disegno di legge di bilancio approvato dal Senato conferma la novità riguardante il realizzo di una plusvalenza imponibile tra i redditi diversi in caso di cessione di immobili sui quali sono stati realizzati interventi con il c.d. “superbonus” che si sono conclusi da non più di 10 anni all’atto della cessione. A decorrere dal 1° gennaio 2024, infatti, rientrano tra i redditi diversi le plusvalenze realizzate dalla cessione di immobili sui quali sono stati realizzati interventi con il superbonus, di cui all’art. 119 del DL 34/2020, che si sono conclusi da non più di 10 anni all’atto della cessione (si veda “Plusvalenza estesa da 5 a 10 anni con interventi superbonus” del 1° novembre 2023). Aggiungendo la lett. b-bis) all’art. 67 comma 1 del TUIR viene previsto che rientrino tra i redditi diversi “le plusvalenze realizzate median...

Uscita dal forfetario in corso d’anno con effetti sulla rettifica della detrazione IVA

Per i beni ammortizzabili si tiene conto dei mesi residui dell’anno in cui è avvenuto il passaggio al regime ordinario Con la circolare n. 32 del 5 dicembre, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato, fra l’altro, le conseguenze IVA della fuoriuscita dal regime forfetario, soffermandosi anche sulle modalità per operare la rettifica della detrazione. Il passaggio dal regime forfetario al regime ordinario, sotto il profilo IVA, se da un lato comporta l’assoggettamento a imposta delle operazioni effettuate successivamente alla fuoriuscita dal regime agevolativo, dall’altro implica, per il soggetto passivo, la possibilità di recuperare l’eventuale IVA non detratta per i beni e servizi ancora non utilizzati.

Proroga della seconda rata degli acconti 2020 non per i contributi previdenziali

Gentile Redazione, nel lontano, così ormai appare, 2020, con un comunicato stampa datato 27 novembre, il Ministero dell’Economia e delle finanze annunciava la proroga del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dal 30 novembre al 10 dicembre. Il comunicato stampa e il successivo testo normativo (art. 1 DL 157/2020) facevano riferimento al secondo acconto delle imposte sui redditi e IRAP, ma tale termine è automaticamente esteso anche al versamento dei contributi INPS, per effetto dell’art. 18 comma 4 del DLgs. 241/97, per cui qualsiasi variazione dei termini di versamento del saldo e degli acconti delle imposte sui redditi comporta, automaticamente, un’analoga variazione del termine di versamento dei contributi dovuti agli enti previdenziali, salvo una espressa deroga normativa in merito. Né la stampa professionale del momento, né gli applicativi utilizzati hanno messo in dubbio che la deroga NON valesse anche per i contributi INPS. Con mio stupore, due mie clienti hanno...

Ancora pochi giorni per realizzare gli interventi con superbonus al 110%

Massima cura nelle procedure documentali per la chiusura di fine anno di SAL e cantieri Corsa contro il tempo per concludere entro il 31 dicembre 2023 i lavori con superbonus 110% su edifici condominiali, o quanto meno per presentare uno stato di avanzamento il più prossimo possibile al 100%. Nelle more di eventuali e ancora incerte norme che permettessero di presentare entro fine anno un “SAL superbonus straordinario” (nel senso di ammesso, in deroga al comma 1-bis dell’art. 121 del DL 34/2020, anche qualora ne fossero stati già presentati due e anche qualora il “SAL straordinario” non esprimesse di per sé una percentuale di completamento almeno pari al 30% rispetto all’inizio lavori o al precedente SAL superbonus già presentato) e di considerare sostenute nel 2023 le spese con sconto superbonus 100% in fatture datate 2023, ancorché inviate allo SdI a gennaio 2024, entro i 12 giorni dalla data riportata nella fattura, consentiti dalla relativa normativa, la possibilità di beneficiare ...

Risarcimento dell’impresa appaltatrice se il superbonus è perso per lavori non eseguiti

Per la somma dovuta al committente si deve considerare che l’agevolazione è ancora accessibile, sebbene in misura ridotta Un’altra decisione di merito si è pronunciata recentemente sulle possibili conseguenze che possono derivare all’impresa appaltatrice nel caso in cui non concluda, o addirittura non inizi, gli interventi per i quali il committente avrebbe avuto diritto ad un bonus edilizio, nella specie il superbonus (sul bonus facciate si era espresso il Tribunale di Torino 2 ottobre 2023 n. 3756, si veda “L’impresa che non esegue i lavori per il bonus facciate restituisce le somme ricevute” del 7 novembre 2023). Il Tribunale di Frosinone, con la decisione del 2 novembre 2023 n. 1080, è andato oltre quella pronuncia, riconoscendo al committente non solo il diritto alla restituzione degli acconti già versati, ma anche una somma a titolo di risarcimento del danno per non avere potuto accedere all’agevolazione. Questi i fatti: un soggetto, titolare del diritto di abitazione su un’unità...

Accertamenti sul 2018 in scadenza il 31/12/23

 Ai sensi dell’art. 43 del DPR 600/73, dopo le modifiche della L. 208/2015, operanti dalle dichiarazioni presentate nel 2017 (quindi dal periodo d’imposta 2016), l’avviso di accertamento relativo alle imposte sui redditi/IRAP va notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (e non più quarto) a quello di presentazione della dichiarazione, e lo stesso vale per l’IVA in virtù dell’art. 57 del DPR 633/72. Entro il 31 dicembre 2023 devono essere notificati gli accertamenti sull’anno 2017 (REDDITI, IRAP, IVA 2018) in caso di dichiarazione presentata. Considerato che il 31 dicembre, quest’anno, cade di domenica si verifica lo slittamento a martedì 2 gennaio 2024 in forza dell’art. 66 del DPR 600/73. Gli atti in scadenza il 31 dicembre 2023 sono pertanto tempestivi se notificati sino al 2 gennaio 2024. Rimane fermo che, in base al principio emergente dall’art. 60 del DPR 600/73, ai fini del rispetto della decadenza bisogna riferirsi al giorno in cui l’ente impositore ha conse...

A partire dal 1° gennaio 2024 tasso di interesse legale al 2,5%

Si tratta di una drastica riduzione rispetto al 5% attualmente in vigore per il 2023 Sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 dell’11 dicembre 2023, è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 29 novembre 2023, che modifica il tasso d’interesse legale di cui all’art. 1284 c.c. abbassandolo dall’attuale 5% al 2,5% in ragione d’anno a partire dal 1° gennaio 2024. Si tratta di una brusca inversione di tendenza, considerato che il passaggio dal 2022 al 2023 era stato contrassegnato da un aumento dall’1,25% al già menzionato 5%. L’individuazione del tasso di interesse legale, alla luce di quanto previsto all’art. 1284 c.c., è demandata al MEF il quale, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto de...

Sospeso dal TAR il termine dell’11 dicembre per comunicare la titolarità effettiva

Il ricorso presentato da Assoservizi fiduciari sarà discusso nel merito con udienza del 27 marzo 2024 A pochi giorni dalla scadenza, fissata all’11 dicembre, la corsa alle comunicazioni dei titolari effettivi al Registro delle imprese subisce un brusco arresto, non già per effetto della proroga più volte richiesta (anche attraverso una recente lettera inviata al Governo dai Presidenti dei Consigli nazionali di commercialisti, avvocati e notai, si veda “Le professioni chiedono due mesi in più per comunicare i titolari effettivi” dell’8 dicembre), bensì a causa dell’ordinanza n. 8083/2023 emessa il 7 dicembre dalla sezione quarta del TAR del Lazio. Quest’ultimo ha accolto l’istanza cautelare di sospensione presentata da Assoservizi fiduciari – per il tramite dei propri legali – nei confronti del Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT), della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Economia e delle finanze, nonché dell’Unione italiana delle camere di commerc...

Versamenti e adempimenti nei Comuni toscani alluvionati al 18 dicembre

La proroga era stata anticipata da un comunicato stampa ministeriale Il disegno di legge di conversione del DL 145/2023 (c.d. decreto “Anticipi”), approvato in prima lettura dal Senato nella seduta di ieri, 7 dicembre, ha previsto il differimento al 18 dicembre 2023 dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi per i soggetti che, alla data del 2 novembre 2023, avevano la residenza, la sede legale o operativa nei Comuni toscani indicati nell’allegato A al decreto, colpiti da eventi alluvionali. Si tratta in particolare di 62 Comuni situati nelle Province di Firenze, Pisa, Pistoia, Livorno e Prato. La proroga era stata già annunciata dal Ministero dell’Economia e delle finanze, con il comunicato stampa del 29 novembre 2023 n. 175, il quale aveva avevo reso noto il differimento al 18 dicembre 2023 dei termini per effettuare versamenti e adempimenti tributari e contributivi, al fine di venire incontro alle esigenze dei cittadini e delle imprese danneggiate...

Limiti alla detrazione IVA per gli omaggi ai dipendenti

Anche per i servizi a titolo gratuito, non è sempre ammesso il diritto alla detrazione per l’azienda Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, molte imprese definiscono le politiche aziendali di premio o fidelizzazione, rivolte non soltanto alla clientela, quanto anche al proprio personale. Ciò porta con sé la necessità di valutare gli oneri fiscali collegati all’acquisto dei beni e servizi ceduti gratuitamente e, in modo particolare, la possibilità di esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA ad essi relativa. In termini generali, non possono essere qualificati come spese di rappresentanza, ai sensi dell’art. 19-bis1 lett. h) del DPR 633/72, gli acquisti di beni che l’impresa concede, in omaggio, ai lavoratori. La cessione è comunque esclusa da IVA, ma lo status del destinatario non consente all’impresa di beneficiare del diritto alla detrazione dell’imposta “a monte” nemmeno qualora i prodotti acquistati siano di costo inferiore o pari a 50 euro, non essendo integrato lo scopo pro...

Per la decadenza dal forfetario si guarda all’incasso, non alla fattura

L’Agenzia delle Entrate chiarisce la disciplina sulla fuoriuscita immediata dal regime agevolato Con la circolare n. 32, pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate fa il punto sulla disciplina applicabile al regime forfetario di cui alla L. 190/2014; i chiarimenti arrivano a quasi un anno di distanza dalle ultime modifiche in materia, apportate dalla legge di bilancio 2023. La corposa circolare, dopo aver riepilogato le principali caratteristiche del regime agevolato in commento, affronta le novità più rilevanti, costituite, in particolare: - dall’innalzamento del limite dei ricavi e compensi ai fini dell’applicazione del regime, che a partire dal periodo di imposta 2023 passa da 65.000 euro a 85.000 euro; - dall’introduzione di una causa di decadenza immediata dal regime, che si verifica al superamento della soglia di 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti (art. 1 comma 71 della L. 190/2014). I dubbi interpretativi maggiori si sono concentrati sulla nuova causa di fuoriuscita immed...

Omaggi dei professionisti deducibili nel limite dell’1% dei compensi

In tal caso, non rileva se il valore unitario del bene è inferiore o superiore a 50 euro I professionisti che acquistano beni per consegnarli a titolo di omaggio devono distinguere il relativo trattamento fiscale in relazione al fatto che gli stessi vengano donati a clienti o a dipendenti/collaboratori. In merito agli omaggi che il professionista dona ai propri clienti, si rileva che l’art. 54 comma 5 del TUIR include il costo dei beni oggetto di cessione gratuita od omaggio alla clientela tra le spese di rappresentanza, deducibili dal reddito nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. Stando a quanto chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate n. 34/2009 (§ 1), la nozione di spese di rappresentanza, anche ai fini del reddito di lavoro autonomo, va mutuata dal DM 19 novembre 2008; di conseguenza, anche in tal caso deve essere rispettato il requisito dell’inerenza. Occorre peraltro evidenziare che, a differenza di quanto previsto nell’ambito del reddito d’impresa, n...

Guida al forfettario: requisiti e vantaggi di un regime fiscale agevolato

09/11/2023 Guida al forfettario: requisiti e vantaggi di un regime fiscale agevolato Il Regime Forfettario è un regime fiscale che offre diversi vantaggi sia dal punto di vista della contabilità, notevolmente più semplice rispetto a quella prevista per il regime ordinario, sia da un punto di vista fiscale (il calcolo delle imposte da versare all’erario risulta più semplice). Per queste ragioni si tratta di una scelta ideale per le persone fisiche che desiderano intraprendere un’attività professionale, artistica o d’impresa individuale avvalendosi di agevolazioni e di un minor carico di adempimenti burocratici.  Prima di aderire a questo regime bisogna però badare al fatto che presenta dei requisiti di accesso e delle clausole di esclusione. Nello stesso modo, i vantaggi del Forfettario variano a seconda del fatto che il contribuente stia avviando una nuova attività o meno. Requisiti per l’accesso È possibile accedere al Regime Forfettario quando nell’anno precedente a quello di ade...

Guadagni derivanti dall’acquisto di bonus fiscali esclusi dal reddito

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non costituiscono redditi di capitale, di lavoro autonomo o redditi diversi L’Agenzia delle Entrate, nella giornata di ieri, ha ufficializzato la risposta con la quale ha sancito l’irrilevanza fiscale del differenziale tra le somme impiegate per acquisire il credito d’imposta derivante da bonus edilizi e il valore nominale degli stessi che verrà utilizzato in compensazione (risposta n. 472/2023). La questione ha tenuto banco per diverso tempo, dal momento che, come evidenzia la stessa Agenzia, il legislatore non ha disciplinato la materia, rinviando implicitamente ai principi generali del TUIR. La risposta scaturisce da un’istanza di interpello presentata da uno studio associato e contiene diversi spunti d’interesse, a partire dall’affermazione in base alla quale l’assimilazione degli studi associati alle società semplici comporta che il reddito fiscale di tali soggetti sia costituito dalla sommatoria delle singole categorie di reddito indicate n...