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Il compenso incassato dai «minimi» a partita IVA chiusa è reddito diverso

/ Emanuele GRECO 4-6 minuti Il compenso incassato dal professionista dopo la cessazione dell’attività in regime di vantaggio (ex DL 98/2011) va dichiarato come reddito diverso, non essendo possibile riscontrare il requisito soggettivo dello svolgimento abituale dell’attività di lavoro autonomo professionale. Questo il chiarimento reso con la risposta interpello n. 299, pubblicata ieri. Il caso esaminato riguarda un professionista che nel 2017 ha chiuso la partita IVA in regime di vantaggio e ha trasferito la residenza all’estero. Nel 2019 gli sono stati liquidati alcuni crediti relativi ad un patrocinio esercitato a spese dello Stato per i quali era stata emessa regolare fattura elettronica. L’istante chiede quindi ragguagli in merito alle modalità di indicazione in dichiarazione di quanto incassato dopo la cessazione dell’attività posto che non risulta possibile inserire l’importo nel quadro LM del modello REDDITI PF in assenza di una partita IVA attiva. In merito alla determinazione ...

Restyling del regime forfetario nella prossima legge di bilancio

/ Paola RIVETTI Sabato, 19 ottobre 2019 5-6 minuti La prossima legge di bilancio metterà nuovamente mano al regime forfetario, di cui alla L. 190/2014. I macro ambiti di intervento sono stati individuati nel documento programmatico di bilancio inviato all’Ue, anche se i dettagli delle singole modifiche non risultano ancora fissati. È comunque possibile definire sin d’ora la duplice finalità degli interventi: - da un lato, restringere il campo applicativo del regime, agendo sui requisiti d’accesso e sulle cause ostative; - dall’altro, monitorare l’attività dei soggetti che applicano questo regime, attraverso la determinazione analitica del reddito e la fatturazione elettronica. Relativamente ai requisiti d’accesso, dovrebbe essere confermato il limite di ricavi e compensi fino a 65.000 euro per tutte le attività, mentre sarebbero reintrodotte le “vecchie” limitazioni circa il possesso dei beni strumentali ed il sostenimento di spese per lavoro dipendente. Per entrambi i due requisiti sa...

Dichiarazione dei redditi per minimi e forfettari

Come ogni anno i minimi e i forfettari si apprestano a redigere il dichiarativo compilando il quadro LM. Devono compilare la sezione I del quadro LM i minimi, ossia i soggetti nel regime di vantaggio (ex D.L. 98/2011) o quel che ne resta, dato che questo regime è destinato a estinguersi al compimento del 35° anno di età o entro 5 anni: considerando che l’ultimo anno per aprire partita IVA con il regime di vantaggio era il 2015, i 5 anni scadono massimo nel 2019 - dichiarativo 2020. Il reddito viene determinato per differenza tra ricavi/compensi e costi, secondo il principio di cassa. Le spese relative ai beni a uso promiscuo, indipendentemente dalle specifiche limitazioni del Tuir, sono deducibili nella misura del 50% e per tali contribuenti si presumono a uso promiscuo autovetture e telefoni. Anche a tali soggetti si applicano i super e gli iper-ammortamenti; pertanto, in caso di acquisto nel 2018 di beni strumentali materiali nuovi, si deve maggiorare il costo del 40% (o del 150% per...

Fuoriuscita e rientro nel regime forfetario con imposta sostitutiva al 5%

/ Nicola SEMERARO Martedì, 22 gennaio 2019 5-7 minuti In questi giorni si susseguono richieste di chiarimenti in merito alle aliquote da applicare al reddito calcolato col regime forfetario, dettato dai commi da 54 ad 89 dell’art. 1 della L. 190/2014, anche in forza delle modifiche introdotte dall’art. 1 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019). Tale regime prevedeva, in corrispondenza dei diversi codici attività, delle soglie di ricavi e compensi annuali da non superare al fine di permettere ai contribuenti di accedere, restare o rientrare nel regime agevolato. Con la L. 145/2018, la soglia dei ricavi da non superare a partire dall’anno d’imposta 2018 è stata innalzata e contestualmente unificata per tutti i codici attività a 65.000 euro, cosicché, molti contribuenti fuoriusciti per superamento del limite dei ricavi nei precedenti esercizi, saranno riammessi al regime forfetario nel 2019 in caso di ricavi 2018 inferiori a 65.000 euro. Ora si pone il dubbio se, ai redditi determinati...

Per forfetari e minimi conservazione elettronica dei documenti d’acquisto

/ Luca BILANCINI Martedì, 13 novembre 2018 5-7 minuti Minimi e forfetari sono esonerati dall’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico, ma sono tenuti a conservare, in modalità elettronica, le fatture ricevute. Tali soggetti, così come i condomìni e gli enti non commerciali, possono reperire copia dei documenti in un’apposita area del sito dell’Agenzia delle Entrate, e hanno comunque facoltà di indicare al cedente/prestatore un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il Sistema di Interscambio potrà recapitare le fatture. Si tratta di alcuni dei chiarimenti che l’Agenzia delle Entrate ha fornito nel corso di un video-forum organizzato da Il Sole 24 Ore e tenutosi nella giornata di ieri. In sostanza, considerato che fra gli obblighi dei minimi e dei forfetari vi sono anche quelli di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, e atteso che l’art. 39 del DPR 633/72 dispone che le fatture elettroniche siano “conservate in modalità elettronica...

ATI e regimi agevolati: minimi e forfetari

L'accesso all'associazione temporanea di imprese non causa decadenza dal regime agevolato (minimi o forfettari) se l'associazione è di tipo verticale, ossia comporta l'autonoma responsabilità dei singoli associati nell'esecuzione dei lavori che si qualificano, quindi, come divisibili e scorporabili. La ATI, associazione temporanea d'imprese, è un'aggregazione occasionale e appunto temporanea per lo svolgimento di un'opera specifica, che si scioglie o per la mancata realizzazione dell'opera o per la sua compiuta esecuzione. Tipicamente l'ATI nasce per aggiudicarsi un'opera che i soggetti singolarmente non riuscirebbero ad espletare, come per esempio nelle gare di appalto, senza tuttavia costituire una società ad hoc. I singoli mandatari devono conferire mandato alla “capogruppo” per presentare un'offerta unica e tali contratti devono essere registrati mediante scrittura privata autenticata o atto notarile; inoltre, per regolare i rapporti ...

Fattura elettronica limitata per i minimi e i forfetari

/ Emanuele GRECO Venerdì, 2 febbraio 2018 5-7 minuti Prevale l’esclusione da IVA rispetto all’indicazione «split payment» in fattura I soggetti minimi (art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011) o in regime forfetario (art. 1 della L. 190/2014) sono tenuti a emettere fattura elettronica per le operazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione. Saranno, invece, esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica previsti dalla L. 205/2017, a decorrere dal 1° gennaio 2019, per la generalità delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, effettuate sia nei confronti di soggetti passivi IVA (B2B) che di “privati” (B2C). Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate, nelle risposte fornite ieri in occasione di Telefisco 2018. D’altronde, è la stessa L. 205/2017 a stabilire, all’art. 1 comma 909 lett. a) n. 3), che i soggetti in regime di vantaggio (minimi) e i forfetari sono esonerati dagli obblighi di emissione delle fatture in formato elettronico, il cui obbligo, per le operazioni effet...

Passaggio dal regime di vantaggio al forfetario non scontato

Passaggio dal regime di vantaggio al forfetario non scontato Sembrerebbe preclusa la possibilità di avvalersi dell’agevolazione per i soggetti che iniziano l’attività Con l’abrogazione definitiva del regime di vantaggio dal 2016, l’unica alternativa al regime ordinario (in contabilità ordinaria o semplificata) sarà rappresentata dal regime forfetario per autonomi il quale – stando a quanto prevede il  Ddl. di stabilità 2016  – sarà duplice in quanto, posti medesimi requisiti di accesso, regole di determinazione del reddito e semplificazioni degli adempimenti, contemplerà due livelli impositivi: - uno con imposta sostitutiva al 15%; - l’altro con imposta al 5%, solo per chi inizia l’attività al ricorrere di particolari condizioni. Sempre nel 2016 vi saranno ancora soggetti che utilizzeranno il regime di vantaggio per effetto della scelta operata negli anni precedenti (al riguardo, per la continuazione del regime da parte di coloro che lo hanno scelto nel 2015, si...

Via libera alla proroga per il regime agevolato con imposta al 5%

Via libera alla proroga per il regime agevolato con imposta al 5% Anche chi inizia una nuova attività nel 2015 può decidere di applicarlo Il Ddl. di conversione del “Milleproroghe” (DL 192/2014), così come approdato ieri all’esame della Camera, dopo l’approvazione da parte delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio, in attesa che il Governo ponga l’ormai pressoché certa questione di fiducia sul provvedimento, ha reso “ufficiale” l’estensione, ancora per il 2015, del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile. Come si ricorderà, in conseguenza dell’approvazione del nuovo regime fiscale agevolato per autonomi ad opera della legge di stabilità 2015 (L. 190/2014), sono stati abrogati: - il regime delle nuove iniziative produttive (applicabile per il primo triennio di attività, tassazione del reddito con imposta sostitutiva al 10%); - il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (utilizzabile per i primi cinque anni dall’inizio dell’attività, oppure anche oltre...

Uscita da regime dei minimi e ritenuta d'acconto su compensi dei professionisti

Passaggio da contribuente minimo a ordinario: deve essere applicata la ritenuta d'acconto? Un professionista, nel regime dei minimi, emette fattura a fine anno ma viene incassata l'anno successivo, anno in cui il contribuente adotta il regime ordinario. Da un punto di vista della tassazione, il professionista che esce dal regime dei minimi applica comunque il principio di cassa, per cui la fattura emessa a fine anno (anno di appartenenza al regime dei minimi) se viene incassata l’anno successivo rientra nel regime ordinario. Questo significa che debba essere applicata, da parte del committente, la ritenuta d'acconto. Ne deve quindi essere messo a conoscenza, non e' prevista una modalita' specifica.

Nuovo regime contabile agevolato per gli ex minimi

Quali sono gli adempimenti dai quali sono esonerati i contribuenti che si avvalgono del nuovo regime contabile agevolato? G. Erice Come precisato dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2011, i contribuenti “minimi” che si avvalgono, dal 1° gennaio 2012, del regime contabile agevolato sono esonerati dai seguenti obblighi: - registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva - tenuta del registro dei beni ammortizzabili qualora, a seguito di richiesta dell’Amministrazione finanziaria, forniscano, ordinati in forma sistematica, gli stessi dati in esso previsti - liquidazioni e versamenti periodici Iva - versamento dell’acconto annuale Iva - presentazione della dichiarazione Irap e versamento della relativa imposta. Questi contribuenti sono, invece, obbligati ai seguenti adempimenti: conservazione dei documenti ricevuti ed emessi ai sensi dell’articolo 22 del Dpr n. 600/1973 fatturazione e ce...

Nuovi minimi più duraturi per gli under 35

Il recente provvedimento direttoriale definisce con chiarezza i requisiti per accedere al regime dei minimi dal 2012 e la sua durata L’emanazione del Provvedimento direttoriale del 22 dicembre 2011 (prot. 185820/2011) ha definito con esattezza il perimetro dei soggetti che potranno “entrare” nel regime dei minimi dal 2012, dopo le modifiche apportate dall’art. 27 del DL 98/2011, nonché il periodo di permanenza massima nel regime stesso. Focalizzando l’attenzione, in questo intervento, sui soggetti già in attività al 31 dicembre 2011, il Provvedimento direttoriale citato conferma che l’ingresso nel regime dei “nuovi” minimi è riservato a coloro che hanno intrapreso l’attività successivamente alla data del 31 dicembre 2007, e che presentino nel contempo sia i requisiti previsti dall’art. 1, commi da 96 a 99, della L. n. 244/2007 (“vecchi” minimi), sia quelli “aggiunti” dall’art. 27, comma 2, del DL 98/2011. Ciò sta a significare che il regime dei minimi, dal 2012, non è riservato solam...

Minimi: nuove opzioni per i regimi ordinario e agevolato

La disciplina applicabile al regime dei “nuovi minimi” (denominato regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile elavoratori in mobilità), secondo quanto precisato dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 22 dicembre 2011 n. 185820, è quella recata: - dai commi 1 e 2 del DL 98/2011 e dal citato Provvedimento; - dai commi 96 e 117 della L. 244/2007 e dal DM 2 gennaio 2008, per quanto non disposto espressamente e ove compatibile (norme che regolavano in origine il regime dei minimi). Da ciò può dedursi che al nuovo regime sono applicabili, in linea di massima, le regole sull’accesso al regime, in merito alla determinazione del reddito e così via, che fino al 31 dicembre 2011 sono ordinariamente applicabili ai minimi. Oggetto di richiamo espresso da parte del Provvedimento attuativo dei “nuovi minimi” è stato anche il comma 110 dell’art. 1 della L. 244/2007, il quale dispone la possibilità di opzione per il regime ordinario per l’applicazione dell’IVA e delle imposte ...

Il nuovo regime dei minimi dal 2012

Finalmente disponibili i provvedimenti attuativi del nuovo regime dei minimi e degli “ex minimi”. Con i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate pubblicati ieri, 22 dicembre , sono state diffuse le attese disposizioni attuative dei regimi predetti, come modificati dall’art. 27 del DL 98/2011, applicabili dal prossimo 1° gennaio. Per quel che riguarda il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (nuovi minimi), viene precisato che tale regime è regolato dalle disposizioni recate dai commi 1 e 2 dell’art. 27 del DL 98/2011 e, per quanto non espressamente previsto dal Provvedimento stesso, ove compatibile, dalle norme che disciplinano i “vecchi minimi” (commi da 96 a 117 della L. 244/2007 e DM 2 gennaio 2008). Vengono confermati i limiti all’accesso al regime per coloro che: - hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2007 o la inizieranno dal 1° gennaio 2012 (avendo riguardo, per quest’ultimo caso, allo svolgimento effettiv...

Regime degli «ex minimi», ancora da chiarire l’ambito di applicazione

Non è chiaro se l’esonero dalle scritture contabili possa estendersi a tutti i soggetti che escono nel 2012 dal regime agevolato Se con una recente risposta a un’interpellanza parlamentare, l’Amministrazione finanziaria ha sciolto i dubbi circa le   modalità di determinazione del reddito   per i soggetti aderenti al cosiddetto regime egli “ ex minimi ”, sussistono ancora grosse perplessità circa il suo ambito applicativo. Come ormai noto, l’articolo 27 del DL 98/2011 è intervenuto sul regime dei contribuenti minimi, previsto originariamente dall’articolo 1, commi da 96 a 117, della L. 244/2007. Tra le varie modifiche apportate dal decreto, sono stati previsti nuovi e   più stringenti requisiti   all’accesso e alla permanenza in tale regime. Innanzitutto, il primo comma del predetto articolo 27 ha introdotto una durata massima quinquennale di applicazione del regime dei minimi, salvo che il contribuente, al termine dei cinque anni, non abbia raggiunto il suo tren...

Ex-minimi: dal 2012 soggetti ad Irpef ma con qualche vantaggio

Con le modifiche gia' previste al regime dei minimi molti soggetti dovranno applicare le regole ordinarie di determinazione del reddito che verra' assoggettato ad Irpef. Questi soggetti conserveranno tuttavia alcuni dei vantaggi che spettano ai contribuenti minimi. In particolare, a condizione che possiedano tutte le caratteristiche previste dai commi 96 e 99 della L. 244/2007 (ad esempio, ricavi/compensi inferiori a 30.000 euro, beni strumentali nel triennio precedente non superiori a 15.000 euro, non assunzione di lavoratori dipendenti, non utilizzo di regimi speciali IVA), tali soggetti saranno - esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili , rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’IVA; - esonerati dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini IVA previsti dal DPR 100/98; - esenti da IRAP Gli ex minimi saranno invece soggetti a Studi di Settore.

Contribuenti minimi: correzione regime in corsa

In caso di inizio attivita' come contribuente minimo, ovvero barrando l'apposita casella, e' possibile successivamente uscire da tale regime in conseguenza ad un fatto concludente. Il fatto concludente e',ad es., l'emissione di fatture con Iva (rif.  Circolare Ministero Finanze 7 del gennaio 2008). Nel caso in cui siano state emesse fatture con Iva per errore, e' possibile ritornare  al regime dei minimi emettendo le relative note di credito e riemettendo le fatture senza addebito dell'Iva.