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Ridotte le soglie per l’apposizione del visto di conformità

Ridotte le soglie per l’apposizione del visto di conformità / Massimo NEGRO e Simone SUMA Giovedì, 27 aprile 2017 5-7 minuti Il DL 24 aprile 2017 n. 50 (c.d. “manovra correttiva”) prevede l’inasprimento dei vincoli all’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 (c.d. compensazione orizzontale), nonché la modifica delle modalità con le quali le stesse compensazioni potranno essere realizzate dai soggetti titolari di partita IVA. Sotto il primo profilo, attraverso la modifica dell’art. 1 comma 574 della L. 147/2013, viene prevista la riduzione, da 15.000 a 5.000 euro, della soglia oltre la quale l’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti per imposte dirette e IRAP è subordinato all’apposizione del visto di conformità (ex art. 35 comma 1 lett. a) del DLgs. 241/97). Detto intervento normativo riguarda i crediti relativi alle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sul ...

Integrativa a favore: nel quadro VN l’indicazione del maggior credito IVA

L’articolo 5 del Decreto Fiscale ha ampliato la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa “a favore” entro gli stessi termini previsti per l’invio della dichiarazione integrativa a “sfavore” (cioè entro i termini di prescrizione dell’annualità) sia ai fini sia dei redditi/Irap/770 (art. 2 c. 8 e 8-bis Dpr 633/72)  che, in modo del tutto omogeneo, ai fini Iva (art. 8 commi da 6-bis a 6-quater Dpr 322/98) disciplinandone le modalità di utilizzo del credito in essa riveniente. Nel disciplinare tale ultimo aspetto, sebbene il Legislatore utilizzi distinte previsioni normative, si prevede un meccanismo applicativo analogo: sia per le imposte sui redditi, l’IRAP ed i sostituti d’imposta che per l’IVA (aggiungendo un nuovo comma 6-ter all’art. 8 Dpr 322/1988) distinguendo a seconda che la dichiarazione integrativa sia presentata: entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo oltre il termine...

Utilizzo del credito IVA nella dichiarazione integrativa

Utilizzo del credito IVA nella dichiarazione integrativa Per l’Agenzia si può indicare l’impiego in compensazione o a rimborso entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva Con la circolare n.  35 , pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate ha reso note le risposte ad alcuni dei principali dubbi sull’esecuzione dei rimborsi IVA a seguito delle modifiche di cui al DLgs.  175/2014.  In particolare, l’Agenzia delle Entrate, specifica che, nel caso in cui il contribuente abbia chiesto a rimborso dell’IVA annuale senza apporre il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa, è possibile correggere l’errore o l’omissione mediante dichiarazione integrativa, da inviarsi entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo,  art. 2 , comma 8- del DPR n. 322/1998. Tuttavia, per i rimborsi chiesti prima dell’entrata in vigore delle modifiche all’ art. 38-  e a quella data non an...

Compensazione del credito IVA solo con dichiarazione presentata a febbraio

Compensazione del credito IVA solo con dichiarazione presentata a febbraio In vista della scadenza di lunedì, è opportuno fare alcuni controlli per poter effettuare correttamente le compensazioni dei crediti tributari Lunedì 16 marzo sarà possibile utilizzare in compensazione il credito IVA 2014 superiore a 5.000 euro soltanto se la dichiarazione annuale IVA è stata presentata entro lo scorso 28 febbraio. Quest’anno, il termine per l’invio della comunicazione dati IVA scadeva lunedì 2 marzo, in quanto il termine ordinario di scadenza, il 28 febbraio, cadeva di sabato; in concreto, ciò significa che l’invio delle comunicazioni dati IVA è considerato tempestivo, quindi non sanzionabile, se effettuato entro tale data. Stesso ragionamento, sotto il profilo della tempestività della presentazione, nel caso in cui il contribuente abbia scelto di presentare la dichiarazione annuale IVA (anche a debito) onde evitare il duplice adempimento (prima la comunicazione dati e poi la dichiarazione...

Credito IVA a rischio perdita per le società sempre in rosso

Per le società con risultati negativi nel quinquennio 2009-2013 eccedenza 2014 non più riportabile nelle liquidazioni periodiche La dichiarazione IVA 2015, riferita all’anno di imposta 2014, rappresenta uno snodo cruciale per le società che negli ultimi anni hanno sempre rilevato perdite fiscali: in assenza di cause di esclusione o disapplicazione della disciplina delle società in perdita sistematica, infatti, il rischio concreto è che tali società siano costrette ad abbandonare definitivamente il credito IVA maturato al 31 dicembre 2014, il quale risulterebbe nemmeno più utilizzabile nell’ambito delle liquidazioni mensili o trimestrali del 2015. Per inquadrare la problematica è necessario ricordare che le limitazioni all’utilizzo del credito IVA per le società di comodo (sia non operative per insufficienza dei ricavi, sia in perdita sistematica) sono diversamente graduate: se, infatti, la società risulta di comodo per un solo anno, sono precluse la compensazione in F24, il rimbors...

Si sblocca il credito IVA per le società in perdita

Acquisito, con l’approvazione definitiva del decreto sulle semplificazioni, il passaggio da tre a cinque anni del periodo che, se caratterizzato da perdite fiscali, conferisce lo “status” di società di comodo, occorre fare qualche considerazione sui riflessi della nuova normativa sulla compensazione e il rimborso del credito IVA maturato da tali società. In linea generale, le limitazioni di legge (comuni alle società non operative e alle società in perdita sistematica) sono due. La prima riguarda le società che risultano di comodo per una sola annualità, alle quali sono preclusi il rimborso, la compensazione in F24 e la cessione a terzi del credito IVA; la seconda riguarda invece le società che risultano di comodo per un triennio consecutivo, e prevede l’abbandono definitivo del credito, il quale diviene non più utilizzabile nemmeno nelle liquidazioni mensili o trimestrali. Va poi ricordato che, secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolare n.  10 del 14 maggio 2014,...

Società di comodo, credito IVA limitato

Le   società non operative , aventi ricavi effettivi inferiori a quelli presunti derivanti dall’applicazione dell’art. 30 della L. n. 724/1994, sono soggette a particolari   vincoli di utilizzo del credito IVA . Il comma 4 della disposizione stabilisce, infatti, che il credito della società non operativa, risultante dalla dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto, non può essere richiesto a rimborso, né ceduto ovvero utilizzato in compensazione orizzontale (art. 17 del DLgs. n. 241/1997), essendo prospettabile soltanto quella   verticale , ovvero a diminuzione oppure estinzione di debiti IVA. A questo proposito, la normativa in parola dispone, tuttavia, la   decadenza dal diritto alla riportabilità   del credito IVA – a scomputo del tributo relativo ai periodi d’imposta successivi – in capo alle imprese non operative che, per tre periodi d’imposta consecutivi, non effettuino complessivamente operazioni rilevanti ai fini dell’IVA di importo almeno ...

Contribuenti minimi: correzione regime in corsa

In caso di inizio attivita' come contribuente minimo, ovvero barrando l'apposita casella, e' possibile successivamente uscire da tale regime in conseguenza ad un fatto concludente. Il fatto concludente e',ad es., l'emissione di fatture con Iva (rif.  Circolare Ministero Finanze 7 del gennaio 2008). Nel caso in cui siano state emesse fatture con Iva per errore, e' possibile ritornare  al regime dei minimi emettendo le relative note di credito e riemettendo le fatture senza addebito dell'Iva.

Fisco news in breve

- Il condono tombale non sana i crediti IVA inesistenti La definizione agevolata dell’IVA ha effetto sulle posizioni debitorie, ma non sui crediti (derivanti da operazioni fittizie), soggetti al diritto di contestazione da parte del Fisco. Il condono effettuato dal contribuente per determinati periodi di imposta non inibisce il potere dell’Amministrazione di controllare la regolarità, per quei medesimi anni, di un credito Iva inesistente e indebitamente compensato. (Corte di Cassazione, sentenza n. 18942 del 31 agosto 2010) - Le fatture false in contabilità possono integrare la dichiarazione fraudolenta Commette il reato di estorsione l’imprenditore che costringe i lavoratori ad accettare il ”lavoro nero”. Linea dura della Suprema Corte sul reato di dichiarazione fraudolenta. L’imprenditore è, infatti, punibile anche quando le fatture false non sono state usate concretamente ma sono conservate nella documentazione contabile dell’azienda. (Corte di Cassazione...