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Visualizzazione dei post da gennaio, 2015

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Esonero contributivo per nuovi assunti a tempo indeterminato, primi dubbi sciolti

Esonero contributivo per nuovi assunti a tempo indeterminato, primi dubbi sciolti Dall’INPS gli attesi chiarimenti sull’agevolazione introdotta dalla L. 190/2014 Con la circolare n. 17/2015, l’INPS fornisce i primi attesi chiarimenti sull’esonero contributivo triennale introdotto dall’art. 1, commi 118 e ss. della L. 190/2014 (legge di stabilità 2015) per le assunzioni effettuate a tempo indeterminato nel corso del 2015, preoccupandosi, innanzitutto, di sciogliere i principali dubbi applicativi sollevati dagli operatori. Per le istruzioni operative necessarie per la concreta fruizione dello sgravio, bisognerà, invece, ancora attendere. Si ricorda che l’agevolazione è finalizzata a promuovere forme di occupazione stabile attraverso la massima espansione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consiste nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di importo di 8.060 euro annui, co...

Split payment, per i fornitori fattura con l’annotazione «scissione dei pagamenti»

Split payment, per i fornitori fattura con l’annotazione «scissione dei pagamenti» Il MEF anticipa il decreto attuativo che regola le modalità e i termini per il versamento dell’IVA da parte della P.A. introdotto dalla legge di stabilità In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il MEF ha reso disponibile ieri, sul proprio sito internet, il testo del decreto del 23 gennaio 2015 che fissa le modalità e i termini per il versamento dell’IVA da parte delle Pubbliche Amministrazioni secondo il metodo dello split payment, di cui all’art. 17- del DPR 633/72 (introdotto dalla legge di stabilità per il 2015), unitamente al testo della relazione illustrativa. Il contenuto del decreto attuativo era già stato anticipato, in buona parte, dallo stesso Ministero con il comunicato stampa n. 7 del 9 gennaio (si veda “Split payment per le fatture emesse dopo il 1° gennaio 2015” del 10 gennaio), il cui contributo, in termini di comprensione delle nuove regole, resta ancora valido, nono...

Vietato il ravvedimento sulle certificazioni uniche

Anche gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta ostano al ravvedimento Nel corso di Telefisco 2015 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti concernenti il “nuovo” ravvedimento operoso. Riassumendo le novità apportate dalla L. 190/2014, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate il ravvedimento operoso non è più inibito dal controllo fiscale, ma dalla notifica dell’atto impositivo o dell’avviso bonario. Sempre per tali tributi, esso può avvenire, ferma la preclusione di cui sopra, senza limiti temporali e con la riduzione della sanzione va da 1/8 a 1/6 del minimo. In caso di constatazione della violazione ai sensi dell’art. 24 della L. 4/29 (in sostanza tramite “”), la riduzione della sanzione è a del minimo. In merito a tutti i tributi, se il ravvedimento avviene entro 90 giorni, la riduzione è a 1/9 del minimo. Come già affermato in occasione del Videoforum del 22 gennaio 2015, si ribadisce che il ravvedimento operoso è ammesso anche per le violazio...

Locazione: da gennaio 2015 imposta di registro solo con F24 Elide

Da inizio anno, imposte di registrazione dei contratti di locazione solo con F24 Il 31 dicembre 2014 è scaduto il periodo transitorio in cui il vecchio F23 si poteva utilizzare in alternativa al nuovo modello F24 Elide A decorrere dal 1° gennaio 2015, le somme dovute in relazione alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili devono essere versate esclusivamente mediante utilizzo del modello “F24 Elide”, essendo scaduto il periodo transitorio (31 dicembre 2014) durante il quale era possibile scegliere tra il vecchio (modello F23) e il nuovo modello (F24 Elide). Come si ricorderà, in applicazione della lett. h- del comma 2 dell’art. 17 del DLgs. n. 241/1997 e sue modificazioni, il Ministro dell’Economia e delle finanze, con decreto 8 novembre 2011, ha esteso le modalità di versamento unitario stabilite dallo stesso art. 17 ai pagamenti anche dell’imposta di registro di cui al DPR n. 131/1986 (TUR). L’art. 2 del medesimo DM 8 novembre 2011 ha altresì previ...

Il versamento dell’IMU sui terreni agricoli slitta al 10 febbraio

Lo stabilisce un DL, approvato in extremis dal Consiglio dei Ministri, che dispone la revisione dei criteri che definiscono i terreni esenti Dopo non poche vicissitudini e colpi di scena, ieri pomeriggio il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che dispone la revisione dei criteri che definiscono i terreni agricoli esenti dall’ ai sensi dell’art. 7 comma 1 lett. h) del DLgs. 504/92 (cui la disciplina dell’IMU rinvia), con l’applicazione dei criteri di montanità elaborati dall’ISTAT. Come si legge dal comunicato stampa n. 46 pubblicato sul sito del Governo, sono esentati, a partire dal 2015, tutti i terreni siti nei Comuni montani definiti come tali ai fini ISTAT e, nei Comuni parzialmente montani, vengono esentati tutti i terreni posseduti e condotti (di proprietà o in affitto quindi) dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (), iscritti alla previdenza agricola. Tali criteri si applicano, con effetti retroattivi, anche per l’anno 2014; in ...

Lettere d’intento con «vecchie» regole, nessuna comunicazione per i fornitori

Chiarito l’esonero anche se tali dichiarazioni esplicano effetto unicamente tra il 1° gennaio 2015 e l’11 febbraio 2015 L’Agenzia delle Entrate, al Videoforum 2015 di Italia Oggi che si è tenuto ieri, ha fornito chiarimenti in merito agli adempimenti per i fornitori che hanno ricevuto le dichiarazioni d’intento con le vecchie modalità. Come già osservato su Eutekne.info (si veda “Lettere d’intento in attesa di chiarimenti” del 16 gennaio), le nuove disposizioni introdotte dall’art. 20 del DLgs. n. 175/2014 (c.d. decreto semplificazioni) in tema di obblighi connessi alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle lettere d’intento, hanno generato dubbi interpretativi tra gli operatori con specifico riferimento alla gestione del periodo transitorio (previsto al punto 5 del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2014). In particolare, era necessario definire il comportamento che deve tenere il fornitore dell’esportatore abituale che riceve una ...

Confermata l’applicazione retroattiva del ravvedimento operoso

L’Agenzia delle Entrate lo afferma espressamente in una risposta al Videoforum di Italia Oggi In risposta ai quesiti del Videoforum di ieri, organizzato dal quotidiano Italia Oggi, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che le modifiche apportate all’istituto del ravvedimento operoso dalla L. 190/2014 possono operare pure per le violazioni commesse antecedentemente all’entrata in vigore della legge. Il chiarimento, reso nella risposta 11, sostiene che, in ragione del favor rei, sebbene il “nuovo” art. 13 del DLgs. 472/97 sia formalmente in vigore dal 1° gennaio 2015, è possibile ravvedere anche violazioni “constatate” prima di tale data, sempre che, naturalmente, non sia stato ancora notificato l’atto impositivo (accertamento, avviso di liquidazione), oppure l’avviso bonario. Volendo riepilogare i tratti salienti del “nuovo” ravvedimento operoso, è possibile, schematizzando, sostenere che la sanzione può essere ridotta: - limitatamente alle violazioni sui versamenti, a 1/10 del m...

Ancora dubbi sullo split payment

Preoccupazione sul piano della sua compatibilità con il diritto comunitario e incertezze sull’indicazione delle P.A. destinatarie della disposizione Su Eutekne.info, sono stati già analizzati alcuni dei dubbi che stanno accompagnando le aziende davanti alla novità legislativa dello split payment (si veda, da ultimo, “Professionisti esclusi da split payment” del 20 gennaio 2015), nonché accorati appelli (si veda  “Fermate lo split payment!”) affinché il legislatore possa tornare sui propri passi. Sulla stessa falsariga si evidenziano sia una preoccupazione che un ulteriore punto grigio. La prima risiede nella reazione che potrebbe avere, rispetto all’introdotta novità, il Consiglio dell’Unione europea. Come si ricorderà, la versione originaria del disegno di legge di stabilità 2015 disponeva che l’efficacia della misura fosse subordinata al rilascio di apposita autorizzazione, da parte del Consiglio dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 395 della direttiva 2006/112/CE. Un em...

REGIMI FISCALI OPZIONALI UNIFICAZIONE del TERMINE per la COMUNICAZIONE

In questa Circolare 1. Regimi fiscali opzionali - Novità 2. Trasparenza fiscale 3. Consolidato fiscale 4. Tonnage tax 5. Comunicazione Irap in dichiarazione dei redditi 6. Decorrenza delle novità introdotte L'art. 16, D.Lgs. 21.11.2014, n. 175, cd. decreto «Semplificazioni fiscali», con l'obiettivo di introdurre semplificazioni per taluni adempimenti dichiarativi, interviene sulle pertinenti disposizioni in materia di Ires e Irap che disciplinano le modalità di adesione ai regimi fiscali opzionali della trasparenza fiscale, del consolidato nazionale, della tonnage tax e del regime Irap di determinazione del valore della produzione netta per le società di persone e le imprese individuali. Come anche chiarito dalla C.M. 30.12.2014, n. 31/E, a partire da Unico 2015 il decreto «Semplificazioni fiscali» accentra la comunicazione relativa all’esercizio dell’opzione per i regimi suindicati con la finalità di semplificare, per il contribuente, gli adempimenti che in passato ...

Fatturazione elettronica verso la Pubblica amministrazione obbligatoriadal 31/03/15

Si è iniziato l'anno scorso con l'obbligatorietà della fattura elettronica verso lo Stato, da quest'anno, a decorrere dal 31/03/15, è obbligatoria la fatturazione elettronica anche verso tutti gli altri enti della pubblica amministrazione centrali e locali. Attenzione quindi, può capitare, in modo più o meno ricorrente, di dover emettere fattura ad un Comune, ad una Camera di Commercio, ad una scuola pubblica: ecco, in tutti questi casi la fattura tradizionale, cartacea o per email, non è consentita. Occorrerà invece trasmettere la fattura nel formato previsto dalla Legge, diversamente la stessa non sarà acquisita ne' tantomeno pagata.

Abrogazione della trasmissione dell’impronta digitale

Abrogazione della trasmissione dell’impronta digitale L’invio non sarebbe più necessario per i documenti conservati ante DM 17 giugno 2014 Con la risoluzione n. 4 pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate prende finalmente posizione sulla questione relativa alla permanenza dell’obbligo dell’invio dell’impronta dell’archivio informatico di cui all’art. 5 del DM 23 gennaio 2004 per i documenti conservati prima dell’entrata in vigore del DM 17 giugno 2014. A parere dell’Agenzia, tale obbligo non sussisterebbe più. Ricapitoliamo brevemente i termini della questione. A decorrere dal 27 giugno 2014, il DM 17 giugno 2014 ha ridefinito le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici, tra l’altro, abrogando il precedente DM 23 gennaio 2004 e, con lui, la comunicazione dell’impronta degli archivi digitali all’Agenzia delle Entrate. L’art. 7 del 17 giugno 2014 dispone, al comma 3, che “Le disposizioni di cui al decreto 23 gennaio 2004 continuano ad applic...

Professionisti esclusi da split payment

Professionisti esclusi da split payment Dopo i dubbi sorti in merito, la Fondazione nazionale commercialisti ha confermato l’interpretazione estensiva Nell’attesa che l’Agenzia delle Entrate commenti la disposizione contenuta nella legge di stabilità, la formulazione della norma sullo split payment, in verità non felicissima, ha indotto alcuni ad interrogarsi sul reale ambito applicativo della disposizione, considerato che il numero 2 del nuovo art. 17- del DPR 633/72 dispone che “le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito”. Si è così messo in dubbio che la norma si applichi ai professionisti soggetti alla ritenuta a titolo d’acconto. Avendo riguardo all’iter parlamentare che ha portato all’esclusione in esame, la ratio della norma appare però piuttosto evidente (si veda “Lo split payment complica la gestione finanziaria e contabile delle imprese” del 13 gennaio 2015) ...

Per il reverse charge in edilizia fattispecie da definire

Per il reverse charge in edilizia fattispecie da definire Risulta difficile inquadrare i servizi d’installazione degli impianti e di completamento degli edifici L’estensione, a partire dal 1° gennaio 2015, del regime del reverse charge di cui all’art. 17 del DPR 633/72, alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici sta generando non pochi problemi agli operatori del settore a causa dell’imprecisione di termini utilizzati dal legislatore, in particolare è già stato dato risalto alle possibili interpretazioni della definizione di “edificio” e all’ipotetica assimilazione, ai fini pratici, a quella di “fabbricati”. Il nuovo regime non si applica ove il committente agisca in qualità di “soggetto passivo” ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. In tale categoria abbiamo, oltre alle persone fisiche non esercenti attività d’impresa o professione, i condomini e gli enti non commerciali. In tali situazioni il pr...

Dal 2015, operativa la presunzione contro le false partite IVA

Il meccanismo introdotto dalla L. 92/2012 è pienamente applicabile Tra le novità 2015 in materia di lavoro, ve ne sono alcune che derivano da disposizioni che, pur emanate negli anni scorsi, solo da quest’anno possono considerarsi definitivamente operative. È il caso della presunzione per il contrasto delle “false partite IVA” L. 92/2012, pienamente utilizzabile solo dal 1° gennaio 2015: è, infatti, solo da questa data che tutti gli indici necessari per far scattare il meccanismo presuntivo sono divenuti concretamente verificabili dagli ispettori. Come si ricorderà, la legge citata: - ha lasciato inalterati i generali criteri di qualificazione dei rapporti di lavoro e, quindi, la possibilità di ricondurre le prestazioni rese da titolari di partita IVA nell’alveo della collaborazione coordinata e continuativa o del lavoro subordinato in applicazione del regime probatorio ordinario, ossia previo accertamento, con onere della prova a carico degli organi di vigilanza o del lavoratore,...

Deducibili le somme derivanti da transazioni se certe e documentate

Trattasi di sopravvenienze passive ammesse in deduzione, posto che l’inerenza è connessa all’attività globalmente intesa Talvolta l’Agenzia delle Entrate recupera a tassazione i costi che il contribuente ha sostenuto per porre a determinate sorte nell’esercizio dell’attività d’impresa, o per prevenirle. Dal punto di vista civilistico, ciò avviene ricorrendo al contratto di transazione, disciplinato dagli articoli 1965 e seguenti del codice civile. Fiscalmente, invece, gli importi rappresentano sopravvenienze passive deducibili ai sensi dell’art. 101 del TUIR; dal punto di vista dell’erogatore, si tratta di sopravvenienze attive imponibili, normate dall’art. 88 del TUIR. Una delle ragioni in base alle quali la deducibilità delle sopravvenienze passive può essere disconosciuta risiede in un’arcaica concezione dell’inerenza, fatta propria dagli uffici. Infatti, negli accertamenti si afferma che l’inerenza è quel nesso che lega i costi ai ricavi: detto diversamente, un costo sarebbe ...

Split payment ad efficacia limitata

Per le operazioni soggette a reverse charge, il fornitore della P.A. non deve applicare il nuovo meccanismo La legge di stabilità 2015, introducendo il nuovo art. 17- del DPR 633/72, ha previsto un nuovo meccanismo di assolvimento dell’IVA per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato e di altri enti pubblici (il cui elenco replica quello di cui all’art. 6 comma 5 del DPR 633/72 in materia di esigibilità differita dell’imposta). La norma si applica anche alle operazioni per le quali gli enti pubblici acquirenti di beni e servizi abbiano lo status di soggetto passivo IVA, come specificato nel comunicato stampa del Ministero dell’Economia e delle finanze datato 9 gennaio 2015. In applicazione dell’art. 4 comma 5 del DPR 633/72, difatti, lo Stato, gli enti locali e gli altri enti di diritto pubblico hanno natura di soggetti passivi ai fini IVA con riferimento alle sole operazioni rese e/o ricevute “nell’ambito di attività di pubblica autorit...

Uscita da regime dei minimi e ritenuta d'acconto su compensi dei professionisti

Passaggio da contribuente minimo a ordinario: deve essere applicata la ritenuta d'acconto? Un professionista, nel regime dei minimi, emette fattura a fine anno ma viene incassata l'anno successivo, anno in cui il contribuente adotta il regime ordinario. Da un punto di vista della tassazione, il professionista che esce dal regime dei minimi applica comunque il principio di cassa, per cui la fattura emessa a fine anno (anno di appartenenza al regime dei minimi) se viene incassata l’anno successivo rientra nel regime ordinario. Questo significa che debba essere applicata, da parte del committente, la ritenuta d'acconto. Ne deve quindi essere messo a conoscenza, non e' prevista una modalita' specifica.

Novita' per la certificazione delle ritenute su lavoro autonomo od impresa

Pubblicato il modello definitivo che, da quest’anno, sostituisce il CUD e la certificazione in forma libera di tali redditi La Certificazione Unica (CU) riguarda anche i redditi di lavoro autonomo e le provvigioni , anche se non possono essere dichiarati con il modello 730. È questa la conferma che emerge dal modello approvato definitivamente ieri dall’Agenzia delle Entrate, in attuazione del DLgs. 175/2014 sulle semplificazioni fiscali, che riprende il contenuto della bozza diffusa lo scorso 21 novembre. La Certificazione Unica riguarda quindi i redditi di lavoro dipendente e assimilati, in precedenza certificati mediante il modello CUD, i redditi di lavoro autonomo, le provvigioni, alcuni redditi diversi (es. compensi per lavoro autonomo occasionale) e i corrispettivi per contratti di appalto soggetti alla ritenuta dell’art. 25- del DPR 600/73, finora certificati in forma “libera”. Il sostituto d’imposta deve quindi utilizzare la nuova Certificazione Unica in relazione ai reddi...

Lettere d’intento in attesa di chiarimenti

Non precisato il comportamento da tenere per il fornitore dell’esportatore abituale che le riceve secondo le vecchie modalità Le nuove disposizioni introdotte dall’art. 20 del DLgs. n. 175/2014 (Decreto semplificazioni) in tema di obblighi connessi alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle lettere d’intento stanno generando alcuni dubbi interpretativi tra gli operatori con specifico riferimento alla gestione del periodo transitorio. Come noto, in base alle nuove disposizioni, l’obbligo di comunicazione dei dati contenuti nelle lettere d’intento è posto in capo all’esportatore abituale e non più a carico del fornitore dell’esportatore abituale. In breve, l’esportatore abituale è tenuto – in base alle nuove regole – a comunicare i dati delle proprie lettere d’intento all’Agenzia delle Entrate (secondo le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. 159674 del 12 dicembre 2014) e ad inviare la dichiarazione unitamente a...